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CRONACA

Cultura della prevenzione: i ‘botti’ spiegati agli studenti

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Anche quest’anno l’Arma dei Carabinieri – si egge in una nota diffusa alla stampa – non si è sottratta nel delicato, ma sempre ben accetto, compito di sensibilizzare e formare i giovani su temi specifici che rientrano nel più ampio concetto di legalità: stamane, infatti, si è parlato di “botti”, ovverosia di tutti quei manufatti che in occasione delle imminenti Festività Natalizie sono, purtroppo, ritenuti motivo di tradizione e divertimento.

L’incontro con le scolaresche è avvenuto nell’auditorium del Liceo Classico “Lombardi” di Airola (Benevento): presenti, oltre i giovani delle varie classi (accompagnati dal corpo docente), i sindaci dei Comuni di Airola, Bucciano, Sant’Agata de’ Goti, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Montesarchio e della Locale Stazione, “tecnici” altamente qualificati, quali due militari del Nucleo Artificieri Carabinieri di Salerno, i dirigenti delle Unità di microchirurgia della mano, di Ortopedia e di Oculistica dell’Ospedale “Rummo” di Benevento, rispettivamente Dott. De Nigris, Dott. Falzarano, Dott. Ferrarini, il responsabile del “118” sannita, Dott. Pedicini.

Il contributo dell’Arma, in particolare, si è incentrato non solo sugli aspetti normativi (la legislazione in vigore che classifica i fuochi pirici, distinguendoli da quelli illegali) ma anche sulle corrette modalità di utilizzo di ciò che lecitamente può essere venduto e “sparato”, sottolineando la pericolosità intrinseca che, comunque, presenta ciascuno di essi, sovente irreversibilmente dannosi perché utilizzati con imperizia ma, soprattutto, con imprudenza.

Forte, perciò, l’invito rivolto ai presenti ad essere responsabili e diffondere, anche fra i più piccoli, questo messaggio, nella speranza che gli ausili didattici di cui ci si è avvalsi (foto e video di esplosioni e degli effetti devastanti prodotti) possano rappresentare un monito ed un deterrente ad una “pratica” tanto diffusa quanto irragionevole e rischiosa.

 

 

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