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POLITICA

Spending review, Boffa (Pd): “Tagli indiscriminati e pesanti. Il decreto non può essere votato”

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“Sono convinto che la strada perseguita dal Governo non sia quella più idonea alla riorganizzazione del sistema delle autonomie locali. Resto infatti dell’opinione che l’art. 17 del decreto n. 95 abbia forti profili di incostituzionalità”. A dichiararlo è il deputato sannita del Pd, Costantino Boffa.

“La soluzione migliore – spiega Boffa – resta dunque quella di stralciarlo dal provvedimento anche perché, nella parte ordinamentale, contiene criteri e parametri del tutto cervellotici che non hanno nulla di oggettivo; la riprova di ciò è il mercato che si è aperto in questo ore nella Commissione Bilancio del Senato sul tentativo di recupero di alcune piccole Province (Isernia, Terni e Matera). Ciò considerato, a questo punto, sarebbe davvero una scelta di saggezza quella di stralciare l’art. 17 ed affidare alle Regioni il compito di un riordino degli enti di area vasta”.

“Il sistema individuato finora, – aggiunge il parlamentare – non garantisce nemmeno risparmio di spesa perché le piccole Province piuttosto che un peso costituiscono, soprattutto nelle piccole realtà, un fattore di coordinamento dei piccoli comuni garantendo il governo ed il dinamismo di un territorio”.

“Nell’ottica di un accorpamento invece occorre adottare un atteggiamento ragionevole ed evitare sia dannosi campanilismi che inutili competizioni – continua il deputato -. Bisogna adottare criteri oggettivi che facilitino le condizioni di sviluppo, di coesistenza e crescita armonica di tutta la vasta area che si determina per la prima volta ed è in quest’ottica che devono lavorare le Regioni”.

“E’ invece condivisibile quanto contenuto nella delibera del Consiglio dei Ministri sulla determinazione dei criteri per il riordino delle Province pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio, in particolare per quanto attiene il punto 6 dell’art. 1 dove si afferma che ”assume il ruolo di Comune capoluogo delle singole Province il Comune già capoluogo delle Province oggetto di riordino con maggior popolazione residente”.

“Se dunque si procederà all’accorpamento del Sannio e dell’Irpinia, il nuovo capoluogo sarà Benevento. Se quindi non passa la proposta di stralcio dell’art. 17 occorrerà lavorare in sede regionale perché l’accorpamento avvenga con equilibrio e con spirito positivo e non con il conflitto dei territori che non serve a nessuno”.

“In ogni caso il decreto non può essere votato – conclude l’on. Boffa – non solo per via dell’art. 17 ma perché contiene tagli indiscriminati e pesanti agli enti locali, alla sanità, alla ricerca ed al trasporto pubblico locale e dunque ai servizi per i cittadini e ciò non è accettabile”.

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