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Religione

Pietrelcina, cittadinanza onoraria a Padre Ibrahim Faltas: ‘In Terra Santa situazione disumana. Per la pace si ritorni al dialogo’

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Dalla Terra Santa alla terra di San Pio. Padre Ibrahim Faltas è arrivato a Pietrelcina per vivere le celebrazioni dedicate a San Pio e questa sera, in piazza Santissima Annunziata, ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza onoraria del Comune. Un riconoscimento che lega ancora più strettamente la comunità di Pietrelcina alla Terra Santa e che intende valorizzare l’impegno del frate francescano nella promozione della pace, nel dialogo e nella tutela delle popolazioni colpite dal conflitto.

Direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa e figura da anni impegnata nel dialogo in Medio Oriente, padre Faltas è anche il padrino del gemellaggio tra Pietrelcina e Betlemme. Un legame che rappresenta uno degli elementi alla base della decisione del Consiglio comunale, che ha conferito all’unanimità l’onorificenza.

Il riconoscimento assume un significato particolare nella città natale di San Pio. La comunità di Pietrelcina ha voluto infatti richiamare il messaggio di concordia e di preghiera del frate delle Stimmate, che nel 1942 promosse la nascita dei Gruppi di preghiera in risposta all’appello di Papa Pio XII, che invitava i fedeli a pregare per la pace universale. Un messaggio che oggi torna a essere particolarmente attuale e che si intreccia con lo spirito del Giubileo francescano e con la tradizione di dialogo che fa capo a San Francesco.

Visibilmente emozionato, padre Ibrahim Faltas ha accolto la cittadinanza onoraria come un riconoscimento non soltanto personale, ma anche rivolto alla sua comunità e alla Terra Santa.

«È veramente un grande riconoscimento, un grande onore per me», ha detto. «Sono venuto qui anche a portare le preghiere del mio popolo, il popolo della Terra Santa, dei bambini della Terra Santa, dei bambini di Gaza, che veramente stanno soffrendo da tre anni di questa guerra».

Il frate ha affidato a San Pio una richiesta di pace per una terra che, ha sottolineato, sta vivendo «una situazione molto, molto difficile», con particolare attenzione alle condizioni dei bambini e delle famiglie.

«Abbiamo 20.000 bambini che hanno bisogno di cure in questo momento», ha raccontato padre Faltas, ricordando anche le vittime del conflitto, i bambini rimasti orfani, le madri che hanno perso i propri figli e le persone che da anni non lavorano e non hanno più un reddito.

«La situazione in Terra Santa è terribile, è una situazione disumana», ha aggiunto, rivolgendosi anche alla comunità internazionale affinché possa essere individuata «una soluzione umana per questa situazione veramente disumana».

Dal cuore di Pietrelcina è arrivato anche un appello rivolto ai giovani. «Chiedo a tutti la preghiera, chiedo a tutti di essere vicini, di impedire questa guerra, di gridare per chiedere la pace, perché tutti abbiamo bisogno di pace». E poi un invito a non restare in silenzio: «Se noi rimaniamo zitti, rimaniamo in silenzio, siamo anche complici in questa situazione».

Nel messaggio di San Pio, secondo padre Faltas, c’è una chiave per affrontare anche le tragedie del presente: il dialogo.

«Il messaggio di San Pio è un messaggio di pace. Di trovare la soluzione di questo problema tramite il dialogo, di tornare al dialogo, di accettare l’altro, di accettare l’altro come un fratello, non come una minaccia».

Parole che sintetizzano anche il significato della presenza del frate a Pietrelcina e del legame con Betlemme. «Bisogna accettare l’altro come un dono, un fratello», ha concluso padre Faltas, estendendo il messaggio alla Terra Santa e alle altre aree del mondo segnate dai conflitti.

A spiegare le ragioni della cittadinanza onoraria è stato il sindaco di Pietrelcina, Salvatore Mazzone, che ha parlato di «un momento di grande emozione, di grande onore».

Il primo cittadino ha ricordato anche l’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra padre Faltas, i ragazzi dell’oratorio e una parte della popolazione di Pietrelcina: «Un incontro bellissimo dove è stata toccante la sua testimonianza, che ha colpito particolarmente tutti noi», ha raccontato Mazzone, riferendosi soprattutto alla sofferenza raccontata dal frate rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Sono diverse, ha spiegato il sindaco, le motivazioni che hanno portato il Consiglio comunale a conferire l’onorificenza. Tra queste, il ruolo svolto da padre Faltas nel rapporto tra Pietrelcina e Betlemme e il legame con San Pio.

«È stato il ponte spirituale, il gemellaggio tra Betlemme e Pietrelcina, che poi era riuscito solo a concludersi nel 2018 ad Assisi», ha ricordato Mazzone, sottolineando inoltre «la sua devozione verso Padre Pio» e i rapporti costruiti negli anni con numerosi abitanti di Pietrelcina.

Ma per il sindaco c’è soprattutto un elemento che caratterizza la figura di padre Faltas: il suo impegno concreto per la pace.

«È un autentico costruttore di pace», ha detto Mazzone. «È una persona, un frate minore, che ha dimostrato che con il dialogo, con il rispetto della dignità umana si può superare l’odio, la violenza e salvare vite umane».

Il riferimento è anche al ruolo avuto da padre Faltas durante l’assedio alla Basilica della Natività di Betlemme nel 2002, quando il frate fu coinvolto nelle trattative come mediatore.

Un impegno che, secondo il sindaco, continua quotidianamente attraverso il lavoro svolto in Terra Santa, a partire dalla direzione delle scuole della Custodia.

«Prima di tutto il prodigarsi per il sollievo dal dolore e dalla sofferenza altrui», ha sottolineato Mazzone, ricordando le numerose opere portate avanti dal frate.

La cittadinanza onoraria diventa così, nelle intenzioni dell’amministrazione e della comunità di Pietrelcina, non soltanto un riconoscimento alla persona di padre Ibrahim Faltas, ma anche un ponte simbolico tra due luoghi profondamente legati alla tradizione francescana e cristiana: la città di San Pio e Betlemme.

Un ponte che, nella serata dedicata al frate delle Stimmate, si affida alle parole più volte richiamate durante la cerimonia: dialogo, fraternità e pace.

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