CRONACA
San Pio, timbrature false e assenze dal lavoro: sospesi medico e biologa per un anno
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Nell’ambito di una complessa e capillare attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici e servizi per la durata di dodici mesi nei confronti di due dipendenti dell’Azienda ospedaliera San Pio di Benevento: una dirigente biologa e un dirigente medico responsabile di reparto. I due professionisti sono gravemente indiziati dei reati di falsa attestazione della presenza in servizio e truffa aggravata ai danni dell’ente pubblico.
L’operazione trae origine da un’attività investigativa avviata nel maggio 2025 a seguito di mirate acquisizioni informative. Da quel momento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento hanno sviluppato un articolato lavoro investigativo per ricostruire nel dettaglio l’operato degli indagati tra novembre 2024 e giugno 2025, combinando le moderne tecnologie di tracciamento con i tradizionali metodi investigativi sul territorio.
Per documentare l’effettiva condotta dei due sanitari, i Carabinieri hanno condotto un’indagine su più fronti. L’analisi dei tabulati telefonici e dei dati di localizzazione delle celle di trasmissione (BTS) ha consentito di verificare la posizione dei dispositivi in uso agli indagati durante l’orario lavorativo.
A questi riscontri si è affiancato il monitoraggio satellitare GPS installato sull’autovettura in uso alla professionista. I dati relativi agli spostamenti sono stati incrociati con le rilevazioni del Sistema centralizzato nazionale targhe e transiti, evidenziando come il veicolo e il telefono cellulare si muovessero in concomitanza lontano dalla struttura ospedaliera.
L’attività investigativa si è estesa anche oltre i confini provinciali, attraverso controlli incrociati con le compagnie aeree e le forze di polizia aeroportuali. Gli accertamenti avrebbero permesso di documentare che la dirigente, nelle stesse giornate in cui risultava regolarmente in servizio in reparto, si era imbarcata su voli diretti all’estero, con trasferte in Portogallo e Francia, oppure verso altre città italiane.
A completare il quadro probatorio sono stati numerosi e prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento. I militari hanno documentato, anche attraverso rilievi fotografici, le occasioni in cui la donna avrebbe lasciato l’ospedale durante il turno per svolgere visite e attività professionale privata presso centri medici della regione.
Un approfondito raffronto documentale delle schede marcatempo del personale del reparto avrebbe inoltre fatto emergere una sospetta coincidenza temporale tra le timbrature del badge della biologa e quelle del dirigente medico sessantacinquenne. Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato quest’ultimo a timbrare materialmente il cartellino della collega assente.
In particolare, gli accertamenti avrebbero evidenziato diverse occasioni in cui sarebbe stata falsificata la presenza in servizio della biologa e altre circostanze nelle quali il medico responsabile si sarebbe allontanato per diverse ore senza registrare l’uscita.
Le ore contestate ammontano complessivamente a circa 312 per la donna, per un profitto illecito stimato in 8.820,24 euro, e a 67 per il medico, per un importo di 2.302,12 euro.
Alla luce del quadro indiziario, il G.I.P. ha ritenuto concreto e attuale il pericolo di reiterazione dei reati, anche in considerazione della gravità delle condotte contestate e degli elementi emersi in sede di interrogatorio preventivo. È stata quindi disposta per entrambi gli indagati la sospensione dal servizio per dodici mesi.
È stata invece rigettata la richiesta di sequestro preventivo avanzata dal Pubblico ministero, non essendo stato ravvisato il rischio di dispersione del patrimonio in vista del futuro recupero delle somme da parte dell’erario.



