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La serpe, i draghi e la memoria: Pannarano trasforma le sue storie in arte

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Recuperare la memoria di una comunità attraverso i suoi racconti, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e artisti in un percorso capace di trasformare tradizioni e narrazioni locali in un patrimonio culturale condiviso. È questo l’obiettivo de “I racconti dei draghi e della serpe”, il progetto culturale approvato ieri dalla Giunta comunale di Pannarano. L’iniziativa nasce nell’ambito dell’Avviso pubblico “Cultura nei piccoli comuni (edizione 1)”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura con Decreto direttoriale n. 286 del 22 giugno 2026.  L’Amministrazione Iavarone ha scelto di candidare un progetto dal forte carattere identitario, con un costo complessivo di 52mila euro: 41.600 euro, pari all’80%, saranno richiesti al Ministero della Cultura, mentre i restanti 10.400 euro saranno garantiti dal Comune come quota di cofinanziamento.

La serpe e i draghi, due racconti per leggere l’identità del paese

Il cuore del progetto sono due nuclei narrativi della memoria di Pannarano: il culto di Santa Maria a Cannavile e la serpe e il racconto dei draghi legato all’attacco dei Normanni.

Nel primo caso, la tradizione racconta il miracolo della Madonna che salva una bambina dall’attacco di una serpe, schiacciandola con il piede. Nel secondo, l’assalto dei guerrieri normanni sarebbe stato assimilato, nell’immaginario popolare, a figure draconiche.

Due storie differenti, ma accomunate dalla presenza di una minaccia e di una figura rettiliforme. Il progetto propone di leggerle non soltanto come testimonianze del passato, ma come metafore capaci di parlare anche al presente. Se ieri il pericolo era rappresentato dalla serpe o dai guerrieri, oggi – suggerisce l’impianto progettuale – il “mostro” può essere individuato nella perdita lenta della memoria. Da qui l’idea di costruire un percorso nel quale la comunità non sia semplicemente spettatrice, ma diventi essa stessa fonte e protagonista della produzione culturale.

Anziani, bambini e famiglie al centro della ricerca

La prima fase del progetto, prevista per novembre 2026, sarà dedicata alla raccolta delle testimonianze e alla costruzione di un dossier narrativo condiviso.

Un laboratorio itinerante della memoria porterà un gruppo di ricerca – composto da rappresentanti delle realtà locali, studiosi e autori del territorio – a incontrare anziani, famiglie e abitanti nei luoghi della vita quotidiana. Saranno raccolti racconti, immagini, testimonianze e memorie legate non soltanto alla serpe e ai draghi, ma più in generale alla storia e all’immaginario di Pannarano.

Parallelamente, gli alunni della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di primo grado “G. Gentile”, plessi di Pannarano dell’Istituto Comprensivo Statale “Ilaria Alpi” di Montesarchio, saranno coinvolti nel laboratorio delle memorie familiari. I ragazzi avranno il compito di raccogliere racconti attraverso interviste ai propri familiari o a persone vicine alle loro famiglie.

Le testimonianze, quando possibile, saranno documentate anche attraverso audio e video e, previa autorizzazione degli interessati, confluiranno nel dossier.

Il progetto punta così a creare un vero dialogo tra generazioni: gli anziani come custodi della memoria, le famiglie come luoghi della trasmissione dei racconti, i giovani come nuovi raccoglitori e interpreti e gli artisti come soggetti chiamati a trasformare questo patrimonio in nuove forme espressive.

Dalla memoria all’arte contemporanea

Il dossier sarà organizzato e digitalizzato e diventerà la materia di lavoro per quattro artisti, preferibilmente originari del territorio beneventano e della Valle Caudina o stabilmente legati a queste aree.

A dicembre il progetto entrerà nella seconda fase, con la presentazione pubblica del dossier e degli artisti alla comunità. A gennaio 2027 arriverà invece il momento delle residenze artistiche: gli artisti saranno ospitati a Pannarano per una settimana, visiteranno i luoghi significativi del paese e incontreranno cittadini, studenti, associazioni, autori e gruppi locali.

La residenza sarà anche un laboratorio aperto, nel quale le narrazioni raccolte potranno essere ulteriormente approfondite attraverso incontri, interviste e confronto con la comunità.

Non viene indicato un linguaggio artistico unico: dalle attività potranno nascere opere e interventi visivi, sonori, fotografici, narrativi, multimediali o documentali. A ciascun artista sarà lasciata autonomia nell’interpretazione del materiale raccolto.

La memoria diventa un archivio permanente

Uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa è la volontà di non limitare gli esiti del progetto alla durata delle attività finanziate.

Il dossier sarà disponibile anche in formato digitale e PDF, mentre le testimonianze orali potranno confluire in un archivio sonoro, eventualmente utilizzabile attraverso podcast e il sito istituzionale del Comune. Tre targhe narrative dotate di QR Code collegheranno inoltre alcuni contenuti ai luoghi di Pannarano, favorendo una fruizione diffusa del patrimonio raccolto.

A febbraio 2027 il percorso si concluderà con una mostra-studio, che raccoglierà il dossier, i materiali digitali, i lavori dei quattro artisti, la documentazione fotografica e audiovisiva e i contributi realizzati dagli studenti.

L’allestimento avrà carattere permanente e resterà a disposizione della comunità anche dopo la conclusione del periodo finanziato.

Una rete che coinvolge tutto il territorio

Il progetto è stato proposto e formulato da VIVA ETS, che nella fase di attuazione avrà un ruolo di coordinamento culturale e di raccordo tra i diversi soggetti coinvolti, gli artisti e le attività di restituzione.

Il partenariato comprende inoltre l’Istituto Comprensivo Statale “Ilaria Alpi” di Montesarchio, attraverso i plessi di Pannarano, mentre ANSPI, Pro Loco e Forum Giovani, insieme alle altre realtà locali, saranno coinvolti nelle attività di ricerca, partecipazione e supporto organizzativo.

A rafforzare la dimensione territoriale dell’iniziativa ci saranno anche Provincia di Benevento, Comunità Montana Partenio-Vallo di Lauro e GAL Partenio, attraverso azioni di promozione, diffusione e cooperazione.

La Sala polifunzionale comunale, spazio di circa 74 metri quadrati nella piena disponibilità dell’Ente, sarà il principale luogo destinato agli incontri pubblici, alle attività con cittadini e scuole e alla mostra-studio conclusiva.

Cultura come risposta alla fragilità delle aree interne

Alla base del progetto c’è anche una precisa lettura delle condizioni demografiche e territoriali di Pannarano. Il Comune è classificato come area interna di categoria D – Intermedio e presenta una progressiva diminuzione della popolazione: dai 2.077 abitanti del 2020 ai 1.964 del 2025. È in questo scenario che il recupero della memoria assume, nelle intenzioni del progetto, una valenza che va oltre la conservazione delle tradizioni. La cultura diventa uno strumento per ricostruire legami tra generazioni, rafforzare il senso di appartenenza e rendere nuovamente accessibili storie che rischiano di disperdersi.

L’iniziativa prevede inoltre una ricaduta sul tessuto economico locale. Tra artisti, curatori, professionisti della comunicazione e altri operatori culturali sono previsti complessivamente 90 pernottamenti e 30 trasferte, da organizzare attraverso le strutture ricettive disponibili e, ove possibile, forme di ospitalità messe a disposizione dalle famiglie.

L’obiettivo è sperimentare anche una forma di ospitalità diffusa, collegando la produzione culturale alle attività di accoglienza, ristorazione e ai servizi locali.

Complessivamente il progetto si svilupperà in 30 giornate operative, tra novembre 2026 e febbraio 2027, con un calendario che potrà essere adeguato in base alla pubblicazione della graduatoria ministeriale e agli adempimenti amministrativi necessari.

La sfida, dunque, non è soltanto raccontare la serpe e i draghi. È utilizzare quei racconti per mettere in moto una comunità, trasformando la memoria da patrimonio fragile e individuale in un bene comune, documentato, accessibile e capace di generare nuove interpretazioni.

A Pannarano, il passato diventa così materia prima per costruire nuove storie.

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