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S(t)uoni Art Residency: il 28 luglio a Castelpoto l’inaugurazione delle opere site-specific e delle “Panchine Sonore”
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Martedì 28 luglio, a partire dalle ore 18:00, in Piazza Garibaldi 1, presso la Sala Consiliare del Comune di Castelpoto si terrà la presentazione ufficiale e da lì si avvierà il tour di inaugurazione delle opere d’arte pubblica site-specific realizzate nell’ambito di “S(t)uoni Art Residency”. Il progetto, curato da Leandro Pisano, giunge così al suo momento di restituzione collettiva dopo un anno denso di residenze artistiche, workshop comunitari e indagini sul territorio.
Finanziata dal PNRR – Bando Borghi (Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1) e promossa dal Comune di Castelpoto – con il forte impulso impresso dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Vito Fusco –, l’iniziativa è stata sviluppata in una rara formula di coprogettazione con l’Associazione Culturale Interzona APS e con il partenariato scientifico dell’Università di Salerno (Dipartimento di Studi Politici e Sociali).
Il percorso e le opere: la ruralità del futuro
Il cuore dell’inaugurazione del 28 luglio sarà la restituzione delle installazioni nate per abitare gli spazi del borgo, interpretando il suono e l’arte visiva non come semplici decorazioni, ma come dispositivi critici capaci di far riemergere memorie nascoste e traiettorie future del territorio. Tra gli interventi più attesi spicca il circuito delle “Panchine Sonore”, installazioni interattive dislocate nel tessuto urbano e dotate di speciali dispositivi digitali. Ciascuna panchina consentirà a cittadini e visitatori di accedere, tramite codici QR in ceramica, a contenuti audio, podcast e archivi sonori originali creati appositamente dagli artisti internazionali in residenza – tra cui Antje Greie-Ripatti (AGF), Enrico Coniglio e Flavia Massimo – a partire dalle sessioni di ascolto ambientale (field recording) e dal dialogo con la comunità locale.
Accanto al percorso sonoro, verranno inaugurate le grandi installazioni scultoree e multimediali permanenti progettate rispettivamente da Gil Delindro e da Edgar Endress insieme a Giusy Checola. Le opere, frutto di una lunga ricerca situata tra lo spazio pubblico e il centro storico abbandonato di Castelpoto, connettono la memoria sismica e rurale del Sannio a riflessioni globali sull’ecologia e sui paesaggi in trasformazione.
A completare la mappa delle restituzioni permanenti è l’installazione In tondo nello spazio dell’artista Giovanni Gaggia (realizzata in collaborazione con Tramandars ETS in Piazza Garibaldi): un’antica botte vinaria recuperata e interamente dorata che, dal tramonto all’alba, si fa cassa di risonanza per le voci degli abitanti intrecciate a frammenti sonori dedicati a Maria Lai. L’ampio patrimonio di produzione del progetto si estende poi alle narrazioni visive e mediali dell’esperienza: dal laboratorio fotografico Alfabeto curato da Giacomo Por ai podcast di Tommaso Nudo, fino al film documentario diretto da Antonello Carbone per Aspidistra Film e al Libro Bianco di approfondimento teorico. Tutti questi esiti visivi, sonori e saggistici confluiranno nell’Osservatorio della Ruralità Futura, andando a costituire un archivio digitale permanente accessibile all’intera comunità.
Un modello istituzionale e culturale
L’evento vedrà un tavolo di confronto e dibattito a cui prenderanno parte le istituzioni, il team curatoriale e gli artisti del progetto. La giornata del 28 luglio celebrerà non solo la conclusione delle residenze artistiche, ma l’avvio di una nuova fase operativa per il borgo. Le opere entreranno a far parte del patrimonio permanente di Castelpoto e dell’Osservatorio della Ruralità Futura, ponendo l’Amministrazione Comunale all’avanguardia nelle pratiche di rigenerazione culturale e nel contrasto allo spopolamento delle aree interne attraverso la creatività contemporanea.
I dettagli sulle opere installate e i materiali di approfondimento sul percorso di residenza sono consultabili sul sito ufficiale del progetto: www.ruralefuturo.com/stuoni-art-residency/.




