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Immobili al costo di un panino: così Ceppaloni lancia il progetto ‘Case a 5 euro’ per ripopolare il territorio
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Un piccolo borgo, case abbandonate e una sfida ambiziosa: ridare vita al cuore di Ceppaloni partendo da immobili inutilizzati che potranno essere ceduti simbolicamente a 5 euro. È questo lo spirito del progetto “Ceppaloni Borgo Vivo – Case a 5 euro”, approvato dalla Giunta comunale guidata dal sindaco Claudio Cataudo con una delibera dello scorso 6 maggio.
L’iniziativa punta a contrastare lo spopolamento, recuperare il patrimonio edilizio degradato e rilanciare il centro storico e le frazioni attraverso un percorso di rigenerazione urbana affidato ai privati. Il Comune, infatti, non acquisterà gli immobili né svolgerà attività di mediazione: l’Ente si limiterà a raccogliere le manifestazioni di interesse dei proprietari e a creare una “vetrina” pubblica delle case disponibili.
Il progetto nasce dalla volontà dell’Amministrazione di valorizzare immobili vetusti, inutilizzati o in stato di abbandono, favorendo nuovi insediamenti abitativi, attività turistiche, culturali, artigianali e forme di ospitalità diffusa compatibili con il territorio.
La Giunta ha approvato anche l’avviso pubblico esplorativo rivolto ai proprietari di immobili interessati a cedere le proprie abitazioni nell’ambito del programma. Le domande potranno essere presentate entro il 30 settembre 2026 tramite PEC, consegna a mano o raccomandata.
A coordinare il progetto sarà il geometra Vincenzo Rocca, nominato Responsabile unico del procedimento. Sarà lui a seguire l’istruttoria delle istanze, la formazione dell’elenco degli immobili e la successiva pubblicazione delle schede informative.
L’avviso specifica che potranno essere candidati immobili ubicati nel territorio comunale, preferibilmente nel centro storico e nelle frazioni, purché recuperabili a fini abitativi. Saranno esclusi, invece, manufatti privi di consistenza edilizia o immobili non compatibili con un futuro utilizzo residenziale.
Particolarmente dettagliata la parte relativa agli obblighi per gli eventuali acquirenti. Chi acquisterà una casa dovrà presentare entro sei mesi un progetto di recupero, avviare i lavori entro un anno e completarli entro tre anni dalla compravendita. Prevista inoltre una fideiussione minima di 5mila euro a garanzia dell’effettiva ristrutturazione dell’immobile.
L’obiettivo dichiarato dal Comune è chiaro: trasformare edifici oggi chiusi e degradati in nuove opportunità di vita, lavoro e sviluppo locale, senza gravare sulle casse comunali. Un modello che richiama le ormai celebri “case a 1 euro”, ma che a Ceppaloni assume una veste tutta locale con il marchio “Borgo Vivo”.
L’Amministrazione sottolinea inoltre che il progetto non rappresenta una vendita pubblica né una gara, ma uno strumento di promozione territoriale per favorire l’incontro tra proprietari e potenziali investitori interessati a recuperare immobili nel borgo sannita.
Foto generata con IA




