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Dalle liste fotocopia ai nomi identici: il caso “Radici e Futuro” da Sant’Agata dei Goti al resto d’Italia
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Non basta un programma elettorale in fotocopia, come accaduto a Castelfranco in Miscano e raccontato in un altro nostro articolo: a volte può capitare che, tra due schieramenti contrapposti, anche il nome attribuito alla lista civica sia identico. Ma se, nel caso prospettato del centro fortorino, l’identità di vedute tra due liste è risultata tutto sommato cosa sopportabile, visto che trattasi di due formazioni ‘civette’, formate da militari e appartenenti alle Forze dell’Ordine che sfruttano a loro giovamento le ‘maglie larghe’ della legislazione elettorale, altrove le identità riscontrate sono risultate più sospette.
Di fatto, se a presentarsi con lo stesso nome sono due schieramenti fortemente contrapposti fra loro, come è giusto e doveroso che sia, per la conquista dello scranno da sindaco e di quelli di maggioranza in Consiglio comunale, allora qualche domanda bisognerà pur farsela.
Accade così che a Sant’Agata dei Goti i rassemblement elettorali guidati da Carmine Valentino e Giovannina Piccoli abbiano studiato per mesi alleanze e strategie per ottenere la maggioranza dei voti santagatesi e guidare, per il prossimo quinquennio, le sorti del comune saticulano. Sono gli scherzi di una politica che sempre più si appiattisce su posizioni identiche e vedute programmatiche grosso modo analoghe. C’è poca differenziazione nelle idee, resta quella sulle persone e sulle rispettive storie politiche.
Tornando a Sant’Agata dei Goti, pare proprio che ai nastri di partenza si stessero per presentare due cartelli elettorali che avevano scelto lo stesso nome: ‘Radici e Futuro’. Cambiava il logo, e nemmeno tanto, con lo skyline del paese presente nei simboli che avevano solo qualche lieve differenza. Si resta nel campo dell’ipotesi perché poi, proprio sul filo di lana, deve essere emerso che c’era questa assoluta similitudine, poco compatibile con la competizione elettorale. Così chi è giunto secondo alla consegna del plico ha dovuto ingoiare il boccone amaro e cambiare last minute il nome della lista che, nel caso del gruppo che sostiene Giovannina Piccoli, è diventato un poco fantasioso ‘Oggi e Domani’.
Cosa può essere accaduto? Un’identità di vedute ha accompagnato Valentino e Piccoli? Forse sì, ma più probabilmente no, visto che, con le liste civiche dal nome ‘Radici e Futuro’ che ci sono in giro in questa tornata elettorale, si potrebbe anche pensare di allargare il perimetro geografico e fondare un partito.
Già nella vicina Castelpoto c’è un’altra lista ‘Radici e Futuro’, ma anche in Calabria a Taurianova e nella vicina Serrastretta; poi ancora nella provincia messinese, a Saponara; ma anche salendo in Basilicata, a Corleto Perticara. Tornando in Campania, c’è la lista a Ottaviano e recentemente anche una corrente del Pd avellinese ha deciso di aderire ad un fantascientifico movimento ‘Radici e Futuro’. Di gran moda è risultato soprattutto in Abruzzo, con presenze ‘Radici e Futuro’ a: Fontecchio, Pescina, Cappadocia e Castelvecchio Subequo. Ma così via si potrebbe proseguire la caccia e continuare a riscontrare ulteriori liste ‘Radici e Futuro’ nei 626 comuni del Belpaese chiamati al voto amministrativo.
Ed allora o sta per nascere davvero un nuovo partito politico che si è già ben radicato sul territorio nazionale, oppure c’è lo zampino della sempre più onnipresente Intelligenza Artificiale, vera e propria vincitrice di queste elezioni.
In un sol boccone, l’AI ha spazzato via grafici, ghostwriter e copywriter, suggeritori e social media manager, addetti stampa e public relations.
Viene quasi da pensare, e forse anche temere, che tra cinque anni in questi stessi comuni si candiderà a sindaco un ologramma di Intelligenza Artificiale. Brividi. Per questa volta ancora umani e non artificiali.



