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CULTURA

A Benevento due esposizioni che raccontano il territorio visto dai grandi viaggiatori europei del passato

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Nella suggestiva cornice del Giardino del Mago, è stata presentata l’esposizione “Benevento nel Grand Tour. Viaggiatori, rovine e meraviglia tra ‘700 e ‘800″. La mostra, visibitabile fino al 30 giugno, è un percorso articolato in due sedi: la Biblioteca provinciale con una sezione dedicata alla Campania e Palazzo Casiello, dedicata a Benevento, alle Forche Caudine e al Sannio.

Qui l’esposizione racconta un territorio sospeso tra due mondi: l‘antica Via Appia, asse di collegamento vitale, e la sua particolarità natura di enclave pontificia nel cuore del Regno borbonico. Questa posizione strategica la rendeva una tappa obbligata e carica di fascino per gli aristocratici e gli intellettuali, che trovavano un mix irripetibile di rovine romane e suggestioni papaline. 

“Stiamo portando avanti un lavoro iniziato un anno e mezzo fa: mettere a disposizione dei visitatori, dei cittadini e soprattutto degli studenti il patrimonio culturale più ‘nascosto’: i libri di conservazione, le pergamene e i codici miniati che custodiamo nei nostri archivi. Finora questi tesori sono stati a disposizione quasi esclusivamente degli studiosi che arrivano da ogni parte del mondo”, ha spiegato Raffaele Del Vecchio, presidente di Sannio Europa. 

Per rendere l’esperienza ancora più immersiva, a tutti i visitatori sarà consegnato uno speciale “passaporto della mostra”, sul quale, in ciascuna delle sedi, sarà possibile far apporre un timbro dedicato. Agli studenti delle scuole, inoltre, sarà fornito anche un facsimile di lasciapassare d’epoca dello Stato Pontificio. L’obiettivo strategico dell’esposizione è chiaro: inserire Benevento e il Sannio nel grande rilancio turistico che sta interessando la Campania. 

Noi non vogliamo entrare in competizione con Napoli o i centri costieri – ha aggiunto Del Vecchio – ma dare un contributo per rafforzare l’offerta regionale. Abbiamo qualcosa da dire e lo stiamo facendo creando una rete istituzionale, smettendo di agire in solitaria; oggi intrecciamo le mani verso un obiettivo comune per rendere la nostra offerta solida e attrattiva.”

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