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Benevento, l’imprenditore Vessichelli denuncia il degrado dello storico Palazzo INAIL: “Fare impresa è quasi impossibile”
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A Benevento fare impresa “non è difficile, è quasi impossibile”. È una denuncia dura quella di Ludovico Vessichelli, imprenditore sannita e amministratore di Ansi.Formazione S.r.l., realtà attiva nel settore della formazione e oggi riconosciuta a livello nazionale, con collaborazioni accademiche in Italia e all’estero e migliaia di studenti provenienti da tutta la Penisola.
Secondo Vessichelli, chi investe sul territorio con capitali privati, crea occupazione e genera economia reale non solo non viene sostenuto, ma finisce per essere ostacolato. L’imprenditore sottolinea come negli anni siano stati impiegati esclusivamente fondi propri per riqualificare spazi, sviluppare servizi e attrarre persone e opportunità in città. “Eppure, tutto questo a Benevento non basta”, afferma.
Al centro della denuncia vi è la situazione dello storico Palazzo INAIL, a piazza Risorgimento, descritto come un contesto di forte degrado: problemi strutturali, sporcizia, infestazioni di ratti, odori insalubri e aree ritenute inutilizzabili e potenzialmente pericolose.
Una condizione che, secondo Vessichelli, contrasta con la funzione stessa dell’ente, preposto alla tutela della sicurezza e della salubrità degli ambienti di lavoro. “È difficile comprendere come possano essere ignorate situazioni che vanno in direzione opposta rispetto a questi principi”, osserva.
Oltre alla mancanza di interventi e manutenzione, l’imprenditore segnala anche episodi di contestazioni e segnalazioni per presunti abusi, relativi – a suo dire – a spazi chiaramente condominiali. Un atteggiamento che avrebbe l’effetto di rallentare e ostacolare l’attività di chi opera sul territorio.
Tra gli esempi citati, quello del parcheggio della struttura, più volte chiuso e reso inutilizzabile, con conseguente trasformazione in un’area degradata e priva di funzionalità. “Non un servizio, ma un problema in più”, sintetizza.
Le criticità descritte, secondo Vessichelli, avrebbero già prodotto effetti concreti sull’attività aziendale: difficoltà nell’accoglienza di partner nazionali e internazionali, disservizi per studenti e iscritti e una limitazione della crescita.
Un quadro che appare in contrasto con le politiche di sviluppo e rilancio del territorio spesso evocate a livello istituzionale.
L’imprenditore ribadisce di non aver mai richiesto contributi pubblici, avendo costruito l’attività esclusivamente con risorse proprie. La richiesta alle istituzioni è però chiara: “Non essere ostacolati”.
Secondo Vessichelli, il messaggio che ne deriva è scoraggiante: chi investe e crea lavoro non viene tutelato, mentre chi sceglie di restare è costretto a farlo nonostante le difficoltà.
La denuncia si conclude con una riflessione più ampia sulla città: Benevento continua a perdere giovani e imprese, e chi decide di rimanere lo fa “per coraggio, non per supporto”.
“In questa città emergere è un’impresa – conclude – ma resistere lo è ancora di più”.




