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Morcone intitola largo ad Angelo Mannello: da emigrante a protagonista dell’industria musicale americana
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Con una delibera di giunta approvata lo scorso 24 marzo, il Comune di Morcone ha deciso di intitolare un largo cittadino ad Angelo Mannello, figura emblematica di ingegno, coraggio e successo imprenditoriale oltre oceano. Un riconoscimento che restituisce alla memoria collettiva la storia straordinaria di un uomo partito da un piccolo centro del Sannio per affermarsi tra i più importanti costruttori di strumenti musicali negli Stati Uniti tra Otto e Novecento.
Angelo Mannello nacque a Morcone il 1° dicembre 1858, nella casa al civico 2 di Corso Italia, figlio di Pellegrino Mannello e Abbondanza De Curtis. Il padre, falegname, gli trasmise fin da giovane la passione per il lavoro artigianale del legno, competenza che si sarebbe rivelata determinante nel suo percorso professionale. Dopo un apprendistato come liutaio in una prestigiosa fabbrica di mandolini a Napoli, a soli 26 anni prese una decisione destinata a cambiare il corso della sua vita: emigrare negli Stati Uniti.
Partito dal porto di Napoli nel marzo del 1885, Mannello approdò a New York il 9 aprile, entrando da Castle Garden, allora principale punto di accesso per gli immigrati. Non perse tempo: trovò subito un alloggio e aprì una bottega artigiana, intercettando con lungimiranza il crescente successo del mandolino, strumento che proprio in quegli anni stava vivendo una grande diffusione nella società americana.
La sua attività crebbe rapidamente. Mannello iniziò a reclutare operai, molti dei quali provenienti proprio da Morcone, contribuendo a creare una vera e propria rete migratoria legata al lavoro artigiano. Nel giro di pochi anni la bottega si ampliò, trasferendosi prima al numero 18 di Spring Street e poi al 680 di Eagle Avenue. L’azienda raggiunse dimensioni considerevoli, arrivando a impiegare circa 75 lavoratori e a produrre migliaia di strumenti – mandolini, mandole e chitarre – esportati in tutto il mondo, dal continente americano all’Europa fino all’Australia.
Parallelamente, Mannello si fece conoscere anche nel circuito delle grandi esposizioni internazionali, dove i suoi strumenti ottennero numerosi riconoscimenti, tra cui medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Partecipò, tra le altre, alla celebre esposizione di Chicago, a quella di San Francisco, Nashville, St. Louis e Buffalo, fino all’Exposition Universelle di Parigi del 1900. Proprio in quell’occasione presentò due mandolini di straordinaria fattura, oggi conservati nella collezione permanente di strumenti a corde del Metropolitan Museum di New York, testimonianza tangibile della sua maestria.
Nello stesso anno tornò per l’ultima volta a Morcone, accolto con grande entusiasmo dalla comunità locale. Vi rimase per sei settimane, prima di ripartire per gli Stati Uniti portando con sé anche il padre. Da quel momento, il legame con la terra natale rimase soprattutto nella memoria e nei racconti.
Il successo imprenditoriale di Mannello subì un duro colpo nel 1905, quando un devastante incendio distrusse completamente la fabbrica della “A. Mannello & Sons”. Nonostante le difficoltà, tentò più volte di rilanciare l’attività, coinvolgendo anche i figli. Saranno proprio loro, nel 1918, a riuscire a rimettere in piedi l’azienda, seppur tra mille ostacoli.
Gli ultimi anni di vita furono segnati da problemi di salute: Angelo Mannello morì nel luglio del 1922, all’età di 64 anni. L’azienda continuò ancora per qualche tempo, ma chiuse definitivamente all’inizio degli anni Trenta, probabilmente a causa delle conseguenze della Grande Crisi del 1929.
L’intitolazione di un largo a Morcone rappresenta oggi un atto di memoria e riconoscenza verso un uomo che, con talento e determinazione, seppe trasformare un mestiere artigianale in un’impresa di respiro internazionale, portando con sé, nel mondo, un pezzo della propria terra.



