POLITICA
Anche il Sannio boccia la riforma: al ‘No’ il 56% delle preferenze. Benevento oltre la media, perfetta parità a Paupisi e Pietraroja
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Il verdetto delle urne parla chiaro: il fronte contrario alla riforma sulla giustizia ha raccolto nel Sannio 64.007 preferenze (56,22%), superando il Sì, che si ferma a quota 49.835 voti (43,78%). La provincia di Benevento supera di tre punti il dato nazionale, ma è l’ultima in Campania: ben nove punti sotto la media regionale (65%).
Nel comune capoluogo il ‘No’ ha ottenuto una vittoria con il 60% dei consensi. La percentuale più alta, tuttavia, si è registrata a Sassinoro (72%). In totale, sono 59 i comuni sanniti che hanno respinto le modifiche all’ordinamento giudiziario.
Ad esprimersi in modo favorevole alla riforma, invece, 17 centri della provincia, con punte altissime nel Fortore e nella Valle Telesina. Ecco la mappa del “Sì”: Castelvetere in Val Fortore (68,18%), Castelfranco in Miscano (63,64%) Puglianello (62,96%),Casalduni (58,71%), San Lorenzo Maggiore (56,48%), Tocco Caudio (54,23%), Ponte (53,98%), Durazzano (53,8%), Torrecuso (53%), Castelpagano (52%), Campoli (51%), San Bartolomeo in Galdo (50,73%), Solopaca (50,60%), Paduli (50,53%), Circello (50,34%), Foiano (50,18%) e Sant’Agata de’ Goti (50,13%).
Il dato più curioso riguarda il pareggio perfetto registrato in due comuni: Paupisi con 271 voti per il Sì e 271 per il No; Pietraroja con 97 voti per parte.
AGGIORNAMENTO 25 MARZO – “Il risultato del referendum sulla Giustizia segna, prima di tutto, la vittoria della società civile. Il dato finale – scrive Rosa Razzano, segretaria cittadina del Pd – è inequivocabile: con un’affluenza nazionale vicina al 60%, il 54% degli italiani ha bocciato la riforma. È il successo dei giovani che hanno scelto di essere protagonisti e dei tanti fuorisede che, nonostante gli ostacoli posti, si sono mobilitati per votare e presidiare i seggi come rappresentanti di lista.
Voglio ringraziare sentitamente il Comitato Civico per il No Di Benevento, per il lavoro straordinario e capillare svolto in città e tutti i comitati del territorio : il loro impegno è stato il motore autentico di questa mobilitazione . È fondamentale riconoscere che questa non è la vittoria delle opposizioni o dei partiti, che ne hanno fatto parte attivamente, ma un successo corale della società civile, nato da una spinta popolare che ha riportato i cittadini alle urne con una determinazione che non si vedeva da tempo.
L’affluenza registrata, in netta controtendenza rispetto al preoccupante astensionismo delle ultime tornate elettorali, dimostra che il Paese è pronto a voltare pagina. L’arroganza istituzionale, le promesse non mantenute a un anno dal termine del mandato della Meloni e le gravi inchieste come il caso Delmastro — unite alla scelta scellerata di legare l’Italia a Trump e quindi alla guerra — hanno spinto i cittadini a un vero atto di responsabilità. È un segnale potente che lancia la sfida diretta a Giorgia Meloni e alla sua maggioranza: questo voto è la prima grande spallata verso le elezioni politiche del 2027.
Come opposizione, abbiamo ora il dovere di non disperdere questo patrimonio. Non abbiamo ancora vinto nulla: la nostra priorità deve essere la costruzione di un programma serio e condiviso che ci porti pronti alla sfida per il governo del Paese.
Un risultato significativo arriva dalla Campania e anche dalla nostra Benevento, che ha risposto con una partecipazione convinta. Questa esperienza non si esaurisce qui: i comitati referendari resteranno un presidio aperto per le prossime battaglie, sempre a difesa della Costituzione . Vorrei ringraziare per questo il suo referente cittadino Angelo Bosco insieme alla CGIL, Libera contro Le Mafie, l’Anpi , AVS , GD e tutte le sigle e le persone che lo hanno animato.
In questo spirito di riconquistata partecipazione, il Partito Democratico di Benevento aderisce al corteo del prossimo 25 Aprile , organizzato e promosso dall’ANPI, attraverso il suo presidente Amerigo Ciervo , protagonista anche lui del comitato referendario.
Sarà l’occasione per ritrovarci in piazza e cantare insieme “Bella Ciao”: il patrimonio della nostra Resistenza e il simbolo di un’Italia che crede fermamente nella libertà”, conclude Razzano.
“Accolgo con estremo favore questo risultato,” dichiara il Sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico. “È un esito che leggo in antitesi rispetto alla posizione di molti colleghi che, legittimamente, si erano schierati per il Sì. Ma questa è la bellezza della democrazia: il confronto tra idee diverse che trova sintesi nel voto popolare.”
Il Primo Cittadino tiene a precisare che il rifiuto di questa specifica riforma non coincide affatto con la difesa dello status quo: “Sia chiaro: è fuor di dubbio che la giustizia italiana vada riformata. I tempi biblici dei processi, l’incertezza del diritto, le gravissime carenze di personale sono piaghe su cui è necessario intervenire con urgenza. Tuttavia, questa riforma non avrebbe prodotto i risultati sperati. Il suo unico effetto sarebbe stato quello di dividere la magistratura con un approccio che appariva più punitivo che costruttivo.”
Sandomenico sottolinea come la sua scelta di campo affondi le radici in un percorso umano e professionale che precede e prescinde dal ruolo politico: “La mia è una posizione che non guarda a rendite di posizione o a bandiere di partito. È la visione di chi, figlio di magistrato, ha respirato il valore del diritto sin dai primi vagiti e che ha poi consolidato questa sensibilità in una carriera forense lunga una vita. Parlo da avvocato, da uomo di legge che crede fermamente nell’indipendenza e nell’unità della magistratura come garanzia per tutti i cittadini.”
In merito al suo impegno durante la campagna referendaria, Sandomenico conclude: “Ho scelto di non sovrapporre il mio ruolo di Sindaco a quello di cittadino consapevole. Non ho usato la fascia tricolore per imporre una visione, ma ho provato ad argomentare, a dialogare e a portare interlocutori verso le ragioni del No attraverso la forza del ragionamento e del diritto. Oggi il voto ci dice che quel ragionamento è stato condiviso dalla maggioranza.”
AGGIORNAMENTO 24 MARZO – “La vittoria del No al referendum costituzionale è un risultato pienamente soddisfacente per Noi di Centro. Il nostro segretario nazionale Clemente Mastella aveva previsto che la riforma, che non toccava i punti più calzanti per i cittadini cioè i tempi dei processi e la certezza della pena, non avrebbe fatto presa sui cittadini che avrebbero preferito tutelare l’impianto costituzionale. Ha avuto ancora ragione”, lo scrive in una nota la segretaria provinciale di NdC Marcella Sorrentino.
“Nel Sannio il No ha vinto nettamente. In un territorio dove, unico nella regione, non ci sono parlamentari, mentre il centrodestra ne schiera due che si sono ambedue spesi per il Sì con appuntamenti pubblici ed esponendosi direttamente, è un risultato importante e di rilevanza politica, di cui le forze che si ispirano al campo largo deve tener conto. Non era, come ha detto il nostro leader Mastella, la prima manche delle Politiche, ma è nostro dovere tenere dentro il nostro perimetro politico, le tante persone che stavolta sono andate alle urne. Devono diventare un punto fermo, senza defezioni, per vincere anche alle Politiche”, conclude Sorrentino.
AGGIORNAMENTO DELLE 19:15 – “Siamo molto soddisfatti dell’esito di questa consultazione. È tempo che la politica torni a concentrarsi sulle questioni serie del Paese, dopo una fase in cui non sono mancate distrazioni e tensioni inutili”. Così Filiberto Parente, componente sannita del Consiglio nazionale Acli. “Desidero rivolgere un ringraziamento sincero al Presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, e a tutta la Presidenza: in questa avventura referendaria non si sono risparmiati, dalle piazze ai circoli, fino ai comitati territoriali. Il loro impegno ha rappresentato un esempio concreto di partecipazione democratica. Siamo contenti – inoltre – per la nostra Costituzione italiana: i sette articoli oggetto del dibattito non verranno modificati. Avremo un solo Csm, e questo risultato, per noi, è sufficiente e significativo. La società civile e i comitati per il referendum hanno svolto un lavoro straordinario. Un ringraziamento particolare va ai circoli Acli, che ancora una volta hanno dimostrato senso civico, responsabilità e un profondo rispetto per la Carta costituzionale. Come ricordava Calamandrei, le riforme si costruiscono insieme. E insieme ricordiamo che la sovranità appartiene sempre al Popolo italiano”.
AGGIORNAMENTO DELLE 18.10 – “La straordinaria vittoria del NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo rappresenta un risultato politico di enorme rilievo per l’intero Paese. Gli elettori e le elettrici – scrivono i Comitati per il NO nel Sannio – hanno scelto con chiarezza di difendere la Costituzione, respingendo con forza un progetto che ne avrebbe indebolito i principi fondamentali. Un risultato netto e inequivocabile che trova una conferma ancora più significativa nella provincia di Benevento, dove il NO si afferma con grande forza, dimostrando una partecipazione consapevole e un radicamento democratico profondo. Questo successo non è casuale. È il frutto di un lavoro capillare, generoso e determinato portato avanti in queste settimane dai comitati per il NO, che hanno animato l’intero territorio provinciale con assemblee pubbliche, volantinaggi, iniziative nei luoghi di lavoro e nelle piazze. Un impegno collettivo che ha saputo coinvolgere cittadine e cittadini, costruendo consapevolezza e partecipazione. Ha vinto una comunità che non si è rassegnata, che ha scelto di informarsi, discutere e partecipare. Ha vinto l’idea di una Costituzione viva, da difendere e attuare ogni giorno. Ora è il momento di condividere questo risultato, non solo come punto di arrivo ma come base per continuare un impegno civile e democratico ancora più forte.
Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare a un momento di festa e condivisione:
il 24 marzo 2026, ore 18.00, nello spazio antistante il Tribunale di Benevento. Sarà un’occasione per ritrovarci, per ringraziare tutte e tutti coloro che hanno contribuito a questa vittoria e per rilanciare insieme l’impegno per la difesa e l’attuazione della nostra Costituzione. Ha vinto la Costituzione. Ha vinto la partecipazione”.
AGGIORNAMENTO DELLE 18 – “Sono soddisfatto e orgoglioso di aver partecipato a questa vittoria, cui ho dato il mio contributo politico e culturale, con dedizione. Molti in maniera maldestra e sbilenca, hanno tentato di strumentalizzare la mia vicenda. Ho spiegato che non mi sarei piegato certo ad una recriminazione vendicativa, anacronistica e incoerente con il merito della riforma. Ho dimostrato e testimoniato che per me i valori politici, che danno forma alla mia storia, precedono le vicende di natura personale”, lo scrive in una nota il sindaco di Benevento Clemente Mastella. “Nonostante la corsa a intestarsi il risultato, non credo sia la vittoria del campo largo. Né questa è la prima manche delle Politiche. Piuttosto si può costruire su questo risultato: la mobilitazione, come mostra la forte affluenza alle urne, sui valori fondativi e una sostanziale unità d’indirizzo sono le lezioni da tenere in caldo verso il 2027, dopo questa vittoria referendaria. Il campo largo non ceda a forme narcisistiche che sarebbero stolte: ha votato, in questa occasione, un larga fetta di persone che da tempo non votava, ora vanno recuperati strutturalmente per le Politiche. Non ha pagato l’errore di presunzione del centrodestra e della premier Meloni: la storia, anche recente, insegna che politicizzare e personalizzare i quesiti referendari, specie quando di natura costituzionale, non paga”, prosegue Mastella. “Auspico tuttavia – conclude il leader di Noi di Centro ed ex Guardadigilli- che si riallacCino i fili del dialogo sul sistema Giustizia. Non è irriformabile e alcune modifiche, su temi come i tempi biblici dei processi che paradossalmente questa riforma bocciata non trattava, sarebbero necessarie. Ma attraverso il dialogo parlamentare. E’ in Parlamento e con l’ascolto di tutti gli operatori del diritto (magistrati, avvocati, funzionari dei tribunali) che la giustizia italiana va riformata”.
AGGIORNAMENTO DELLE 17:40 – Quando mancano ormai pochissime sezioni al termine dello scrutinio, la vittoria del “No” in provincia di Benevento è ufficiale. Con una percentuale che si è assestata al 56%, il territorio sannita boccia la riforma della giustizia, posizionandosi in una curiosa “terra di mezzo” statistica: il fronte del No a Benevento è due punti sopra la media nazionale (ferma al 54%), ma ben nove punti sotto il dato regionale della Campania (65%). Nonostante la sconfitta complessiva, il fronte del “Sì” riesce a strappare la vittoria in 16 comuni della provincia. Nel capoluogo, invece, il No ha blindato il risultato con un netto 60%. Il dato più singolare di questa tornata arriva però da due piccoli centri, dove la democrazia si è fermata su un incredibile equilibrio. A Paupisi e Pietraroja lo spoglio ha restituito un pareggio perfetto al 50%. A Paupisi, il corpo elettorale si è spaccato esattamente a metà con 271 voti per il Sì e 271 per il No. A Pietraroja il pareggio si è fermato a quota 97 voti per parte.
AGGIORNAMENTO DELLE 17:00 – Lo scrutinio si avvia alle battute finali nel Sannio e il verdetto delle urne appare ormai tracciato. Quando mancano poco più di cento sezioni alla chiusura ufficiale delle operazioni, il fronte del “No” consolida il suo vantaggio, attestandosi stabilmente al 56,20% su base provinciale. A Benevento città, lo scrutinio restituisce una vittoria netta per il fronte contrario alla riforma (60%)
AGGIORNAMENTO DELLE 16:30 – Con il superamento delle 200 sezioni scrutinate, il trend sannita sembra premiare la linea della conservazione dell’attuale ordinamento giudiziario. La percentuale si è ora attestata al 56,86%. Nel comune telesino, roccaforte del deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano, il risultato dello spoglio va in totale controtendenza rispetto al resto della provincia: il Sì vince con il 62% delle preferenze.
AGGIORNAMENTO DELLE 16:20 – Leggero calo del ‘No’ dopo 170 sezioni scrutinate nel Sannio: ora la percentuale si attesta al 57,31%. Da segnalare il voto di Bucciano, paese del senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera: il ‘No’ ha vinto con il 54,32% delle preferenze.
AGGIORNAMENTO DELLE 16:10 – Superate le 100 sezioni scrutinate il ‘No’ si conferma in vantaggio nel Sannio (57,97%). A Benevento, quando mancano poco più di 10 sezioni da scrutinare il No vince con il 60%
AGGIORNAMENTO DELLE 16:00 – Salgono a 82 le sezioni scrutinate e la forbice si allarga: il ‘No’ sta vincendo con il 58% delle preferenze.
AGGIORNAMENTO DELLE 15:45 – Dopo 20 sezioni strutinate nel Sannio il No resta in vantaggio con il 53,87%.
AGGIORNAMENTO DELLE 15:30 – Secondo i dati relativi alle prime scrutinate nel Sannio il fronte del No è attualmente in vantaggio con il 54,03% delle preferenze.
AFFLUENZA – Si sono chiuse alle ore 15:00 le urne per il referendum costituzionale. Nel Sannio l‘affluenza finale ha raggiunto il 53,87%, superando la media della Campania che si è fermata al 50%. Il Sannio guida la classifica regionale seguito dalla provincia di Avellino al 53,68%, Salerno 52%, Napoli 49%, Caserta 48%. Puglianello è il comune con la maggior numero di elettori al voto (80%) mentre, di segno opposto, a Ginestra degli Schiavoni la partecipazione si è attestata al 43,07%.
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