Comune di Benevento
Elettrodotto Terna, Benevento dice no: stop dalla Giunta per tutelare la Via Appia Unesco
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Il Comune di Benevento dice no al nuovo elettrodotto da 380 kV “Montecorvino – Benevento III”. Con la delibera n. 66 del 19 marzo 2026, la Giunta guidata dal sindaco Clemente Mastella ha espresso formale dissenso nell’ambito della Conferenza di servizi indetta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’autorizzazione dell’opera proposta da Terna S.p.A..
Alla base della decisione, approvata quasi all’unanimità, vi sono due motivazioni principali: la mancanza della documentazione necessaria per l’avvio dell’iter autorizzativo paesaggistico e le criticità legate alla tutela del patrimonio culturale e ambientale del territorio.
In particolare, Palazzo Mosti evidenzia come la documentazione progettuale presentata non contenga elementi essenziali per valutare l’impatto dell’infrastruttura sulle aree vincolate, tra cui sezioni progettuali, fotoinserimenti e indicazioni sulle opere di compensazione. Una carenza che, secondo gli uffici comunali, ha impedito perfino l’avvio del procedimento per l’autorizzazione paesaggistica prevista dal Codice dei beni culturali.
Ma è soprattutto il nodo della tutela del patrimonio a pesare sul giudizio negativo. Il tracciato dell’elettrodotto interferirebbe infatti direttamente con la “core zone” del sito UNESCO Via Appia. Regina Viarum, iscritta nel 2024 nella lista del Patrimonio Mondiale. L’area interessata è quella di Ponte Valentino, dove il progetto impatterebbe su un contesto di elevato valore archeologico e paesaggistico.
Secondo la Giunta, si tratta di un’interferenza incompatibile con i vincoli vigenti: i siti UNESCO rientrano infatti tra le aree di “esclusione” per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche, in base ai criteri nazionali di pianificazione. A ciò si aggiunge l’impatto visivo dei tralicci, che comprometterebbero punti panoramici e belvedere del territorio.
Pur riconoscendo il carattere strategico dell’opera, l’amministrazione comunale ritiene che l’intervento determinerebbe effetti “rilevanti e irreversibili” sul paesaggio e sul patrimonio culturale. Da qui la richiesta di una revisione complessiva del tracciato, accompagnata da studi più approfonditi sugli impatti e da eventuali soluzioni alternative. Solo in via residuale, si ipotizza il ricorso a misure compensative.
Con la delibera, il Comune formalizza quindi il proprio dissenso – la stessa decisione era arrivata nei giorni scorsi dall’amministrazione di Calvi – e trasmette gli atti al Ministero dell’Ambiente, a Terna e agli enti competenti, inclusi il Ministero della Cultura e la Soprintendenza. Un passaggio che segna una posizione netta dell’amministrazione a difesa del territorio e che potrebbe incidere sull’iter autorizzativo dell’opera.




