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Comunità Montana Alto Tammaro-Titerno, Di Sisto: ‘Stipendi negati, il silenzio che pesa sulle famiglie dei forestali’
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Mentre si accende il dibattito sui ritardi negli stipendi dei lavoratori forestali, tra accuse e repliche politiche, sul territorio restano le storie concrete di famiglie in difficoltà che continuano, secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, a fare i conti con mesi senza salario e con l’assenza di risposte istituzionali.
Sul caso interviene il consigliere comunale di Sassinoro, Lucio Di Sisto, da sempre vicino per amicizia a questi operai di questo ente montano, che – così come a Sassinoro e in altri centri dell’area – hanno garantito negli anni, spesso andando anche oltre le proprie mansioni, decoro, manutenzione e presenza costante nei comuni montani.
Per gli operai della Comunità Montana Alto Tammaro-Titerno la situazione viene descritta come ormai drammatica: l’ultimo stipendio percepito risalirebbe ad agosto 2025. Sei mensilità arretrate, oltre alla tredicesima, risulterebbero ancora da corrispondere. A questo si aggiungerebbe il mancato pagamento dei buoni pasto per l’intero 2025 e per i primi due mesi del 2026.
Spettanze che rappresentano un diritto per chi quotidianamente svolge attività fondamentali per la cura del territorio – dalla manutenzione ambientale alla tutela del patrimonio boschivo – ma che, allo stato attuale, risulterebbero ancora inevase.
«È grave – sottolinea Di Sisto – che di fronte a questa situazione continui a prevalere il silenzio. Parliamo di lavoratori che hanno sempre assicurato servizi essenziali ai nostri paesi. Oggi, invece, si ritrovano senza certezze e senza risposte».
Il consigliere evidenzia inoltre come sia necessario un intervento strutturale da parte della Regione, chiamata – a suo avviso – a garantire stabilmente gli stipendi agli operai forestali prevedendo il relativo costo nel bilancio regionale. «Non si può continuare – osserva – a legare il salario a progetti e rendicontazioni. L’attività idraulico-forestale rappresenta l’ultimo baluardo per la difesa delle aree interne e non può essere trattata come una misura occasionale».
Il tema delle aree interne, ricorda Di Sisto, è stato ampiamente richiamato durante la recente campagna elettorale, anche da autorevoli esponenti sanniti del cosiddetto “Campo Largo”. «Adesso la campagna elettorale è finita – conclude – è il momento di dare concretezza alle parole».
Nelle ultime ore la questione dei forestali è tornata al centro della cronaca con dichiarazioni di rappresentanti istituzionali di altre realtà montane che parlano di recupero degli arretrati e di enti “tra i più avanti nei pagamenti”. Una narrazione che, tuttavia, non coinciderebbe con la realtà vissuta da decine di operai dell’Alto Tammaro-Titerno, dove i ritardi continuerebbero a pesare in modo significativo sui bilanci familiari.
Affitti, bollette, mutui, spese quotidiane: sono questi i conti con cui ogni padre di famiglia deve confrontarsi mentre il confronto politico procede a colpi di comunicati. Nel frattempo, il diritto al lavoro e alla giusta retribuzione rischia di trasformarsi in un’attesa prolungata.
In un periodo segnato dall’aumento del costo della vita e da un generale clima di incertezza economica, il mancato pagamento delle spettanze, se confermato, non rappresenterebbe soltanto un ritardo amministrativo, ma una questione di dignità e di rispetto verso chi, per anni, ha contribuito a mantenere vivi e decorosi i nostri territori montani.
L’auspicio è che a questi operai venga finalmente riconosciuta la dignità di uno stipendio regolare e che intervengano altri esponenti politici affinché la situazione trovi, in tempi rapidi, una soluzione concreta e definitiva.




