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Le eccellenze della Valle Caudina protagoniste al Salone del Gusto di Torino

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I prodotti della Valle Caudina sono stati per cinque giorni protagonisti a Torino in occasione della 15esima edizione del Salone del Gusto, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo. L’occasione per Slow Food – che ha organizzato il Salone in partnership con Città di Torino e Regione Piemonte e con il patrocinio di Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – di raccontare i presìdi italiani e non solo, e presentare il lavoro di ricerca e tutela svolto sui territori.

A rappresentare il territorio caudino c’era la condotta Slow Food Valle Caudina guidata dal fiduciario Giovanni Ciardiello. Quattro i laboratori presentati a Torino da Armando Ciardiello e Nello Falzarano che hanno visto protagoniste due produzioni della Provincia di Benevento: la cipolla di Airola e la salsiccia rossa di Castelpoto.

Per quanto riguarda la cipolla di Airola, storico prodotto della tradizione caudina presidio Slow food dall’anno 2020, con il produttore Nello Falzarano dell’azienda Masseria del Conte è stato organizzato un laboratorio nel corso del quale è stato possibile degustare una pasta alla genovese preparata dal cuoco Potito Izzo dell’Osteria Taverna Santa Chiara di Napoli utilizzando la pasta del grano di Marzellina, presidio slow food del Matese presente al Salone con l’azienda BioLu.

Cipolla di Airola protagonista anche del Laboratorio del Gusto organizzato in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli di Tramonti nello stand Regione Campania.

Un terzo laboratorio si è tenuto sulla salsiccia rossa di Castelpoto, molto apprezzata a Torino, in degustazione grazie alla presenza delle aziende Giuseppe Tedino e Masseria Maio. In abbinamento anche in questo caso con pane di grano di segale del Matese dell’azienda BioLu.

Altro momento organizzato dalla condotta Slow Food della Valle Caudina quello con le ‘nfrennule alla cipolla di Airola prodotte dall’azienda Casa Vittoria di Durazzano di Antonia Abbatiello. Degustazione questa organizzata presso lo stand della Regione Campania alla presenza di Gianfranco Nappi presidente fondazione Città della Scienza, del professore Mauro Mori dell’Università Agraria di Portici, di Patrizia Spigno responsabile scientifica di Arca 2010, di Maria Lionelli fiduciaria Slow Food Vesuvio e dei dirigenti della Regione Campania.

«La nostra missione è quella di preservare e valorizzare questi tesori gastronomici per le future generazioni ed il Salone del Gusto di Torino – ha raccontato Giovanni Ciardiello – ancora una volta ci ha offerto un palcoscenico eccezionale per raggiungere questo obiettivo, creando consapevolezza attorno al valore del cibo buono, pulito e giusto. Per la Valle Caudina la presenza a Torino della nostra condotta Slow Food ha rappresentato un’opportunità unica per valorizzare e far conoscere i nostri prodotti.

Questi momenti non solo permettono di presentare al grande pubblico la storia e le tradizioni legate ai nostri prodotti, ma rafforzano anche il legame tra la comunità locale e il territorio, sottolineando l’importanza di promuovere un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Attraverso la presenza dei produttori e grazie ai laboratori della nostra condotta abbiamo potuto raccontare e promuovere la ricchezza e la tradizione dei nostri prodotti, evidenziando l’importanza della tutela della biodiversità alimentare e del sostegno ai piccoli produttori locali. Abbiamo conosciuto produttori di altri territori, stretto partnership ed avviato nuove collaborazioni. Ringraziamo le aziende per la partecipazione, la Regione Campania per il supporto e quanti hanno reso possibile la presenza della nostra condotta. Il cibo non è solo nutrimento ma anche cultura e convivialità. E’ elemento potente che racconta storie che ci riconducono alla terra, al suolo, all’acqua. Alla natura. La cipolla di Airola e la salsiccia di Castelpoto hanno raccontato questo, e raccontando le storie dei loro produttori hanno parlato della nostra Valle. Il rilancio dei nostri territori passa inevitabilmente anche da qui».

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