“Proprio
mentre vengono pubblicati i dati PISA-OCSE sulla qualità del sistema
scolastico/educativo dei paesi europei, nella nostra città si
verifica un episodio di estrema gravità: una docente della scuola
primaria San Filippo Neri viene, durante l’orario di servizio,
aggredita e ferita, riportando una prognosi di una settimana, da una
genitrice di una propria alunna”. Così
in una nota Simone Pratticò del Circolo PD Benevento.
“Noi
del circolo cittadino del Partito Democratico di Benevento –
prosegue
la nota -,
al quale stanno a cuore le vicende e le problematiche del mondo
dell’istruzione, esprimiamo solidarietà nei confronti della
docente aggredita e mi preme sottolineare il fatto che in quel
momento, poiché in servizio, si trattasse di un pubblico ufficiale e
quindi rappresentasse l’istituzione scolastica nel suo valore
pubblico e collettivo. Episodi come questi, al di là dell’uso
della violenza, sempre esecrabile, vanno stigmatizzati soprattutto
perché rivolti non a persone, ma a rappresentanti dell’istituzione
più importante di cui la vita democratica di questo paese possa
beneficiare: la scuola.
Come
è evidenziato dalle recenti statistiche OCSE – sottolinea
-,
il sistema di istruzione italiano vive un momento di crisi e di
particolare inadeguatezza nell’affrontare sfide sempre più
moderne, sottolineando una grave sottovalutazione della politica nei
confronti dell’istruzione. Mi chiedo, e sono così portavoce degli
amici del PD cittadino, se questo scollamento tra politica e scuola
non si rifletta anche su uno sdoganamento di atteggiamenti e
comportamenti, come quello recentemente avvenuto e come molti altri
passati sotto silenzio, volti a rendere sempre più profondo il
divario tra società e agenzia educativa, mettendole addirittura,
strumentalmente, l’una contro l’altra e rendendo sempre più teso
il dialogo tra genitori ed insegnanti che invece dovrebbe essere
costruttivo e volto allo sviluppo umano e culturale dei minori.
Esacerbare
i toni del dibattito pubblico, svilire il ruolo degli insegnanti e
del sistema educativo, mortificare economicamente i lavoratori del
comparto scuola, non può far altro che, in casi limite come quello
avvenuto recentemente, portare alla legittimazione dell’uso
dell’aggressività verbale e della violenza fisica – conclude
-.
Ben vengano quindi le manifestazioni spontanee di solidarietà e di
vicinanza alla docente coinvolta e alla comunità scolastica come
quella avvenuta ieri in centro città, auspicando un ritorno della
centralità della scuola nel dibattito politico e una giusta
valorizzazione del ruolo dell’istruzione come strumento principale
volto al progresso culturale, sociale ed economico del nostro Paese”.