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PalaCrok nel nome di Alessandra Facchiano e Lello Spinarelli: San Marco dei Cavoti dedica il suo auditorium a due anime della musica sannita
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Da sabato sera il PalaCrok di San Marco dei Cavoti ha due nomi, due storie, due musicisti che appartengono profondamente alla memoria della comunità. Il 12 settembre, infatti, l’Auditorium comunale di piazza Meomartini è stato ufficialmente dedicato ad Alessandra Facchiano e Lello Spinarelli, due artisti sanniti recentemente scomparsi, accomunati dall’amore per la musica e, soprattutto, da un forte legame con San Marco dei Cavoti.
Una scelta che l’Amministrazione comunale ha voluto compiere per trasformare un luogo destinato alla musica e agli spettacoli in un vero e proprio spazio della memoria. Un auditorium che, da oggi, porta il nome di due persone che, attraverso percorsi differenti, hanno contribuito a tenere viva la cultura musicale del territorio.
La decisione era stata formalizzata dalla Giunta comunale con la deliberazione dello scorso 11 settembre 2026, su proposta del sindaco Angelo Marino. Nel provvedimento si sottolinea come l’Auditorium, spesso utilizzato per concerti e spettacoli, fosse ancora privo di una specifica intitolazione e come fosse quindi naturale dedicarlo a personalità distintesi in campo artistico, professionale e umano.
La scelta di Alessandra Facchiano e Lello Spinarelli nasce proprio da questo intreccio di talento e appartenenza. Due generazioni diverse, due esperienze musicali profondamente differenti, ma un medesimo rapporto con la comunità sammarchese.
Alessandra, il flauto e una musica senza confini
Alessandra Facchiano era nata l’8 novembre 1987 e aveva mosso i primi passi nel mondo della musica proprio a San Marco dei Cavoti, dove aveva studiato flauto traverso alla Scuola Secondaria di Primo Grado a indirizzo musicale “Luigi Shabran”. Dopo il diploma classico aveva proseguito la formazione nei Conservatori “Lorenzo Perosi” di Campobasso e “Umberto Giordano” di Foggia, diplomandosi in entrambi con il massimo dei voti.
Una carriera costruita su studio, talento e passione, che l’aveva portata a collaborare con orchestre e gruppi musicali e a ottenere riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. Tra le esperienze più significative, la partecipazione alla New Generation Wind Orchestra, della quale aveva contribuito alla nascita, e le collaborazioni con importanti realtà musicali.
Il suo talento aveva oltrepassato anche i confini delle esibizioni dal vivo. Alessandra aveva partecipato a programmi televisivi come Sabato nel Villaggio, Una Voce per Padre Pio, Le Note degli Angeli e Madre Mia. Con il coro di Manfredonia aveva inoltre accompagnato artisti di fama internazionale, da Ornella Vanoni ad Antonella Ruggiero, da Mario Biondi a Gianni Morandi, fino a Little Tony e Lisa Hunt.
Ma accanto alla carriera artistica c’era un’altra Alessandra, altrettanto importante: quella dell’insegnante. La musica, per lei, non era soltanto esecuzione e spettacolo, ma soprattutto condivisione. Aveva scelto di trasmettere ai più giovani l’amore per lo strumento e si era specializzata nella propedeutica musicale, avvicinando alla musica anche i bambini in età prescolare.
Una vocazione educativa che si era trasformata anche in impegno per la comunità. Con il Collettivo Gea aveva ideato e diretto artisticamente cinque edizioni del Feo Fest, a Foiano di Val Fortore, contribuendo a costruire attorno alla musica una rete di persone, esperienze e iniziative. La sua vita si è interrotta tragicamente il 26 ottobre 2025, a soli 37 anni. La sua scomparsa aveva lasciato un vuoto enorme non soltanto nella comunità di origine, ma in tutti coloro che avevano avuto modo di conoscerne il talento, la solarità e la capacità di creare relazioni attraverso la musica.
Lello, la chitarra sempre al servizio della comunità
Se Alessandra rappresentava il talento di una musicista formatasi ai massimi livelli, Lello Spinarelli incarnava invece l’anima più spontanea, popolare e profondamente comunitaria della musica sammarchese.
Nato a Benevento il 5 novembre 1963, aveva frequentato le scuole di San Marco dei Cavoti e conseguito nel 1982 il diploma al Liceo Classico. La sua passione per la musica era nata prestissimo: a soli 13 anni aveva iniziato da autodidatta a suonare la chitarra, mostrando immediatamente un talento naturale e un orecchio musicale fuori dal comune.
Giovanissimo era diventato DJ della prima radio libera di San Marco, RDP, mentre parallelamente si dedicava agli arrangiamenti musicali per commedie e manifestazioni del Liceo Classico, anche dopo il diploma.
Era poi entrato nello storico gruppo sammarchese “Fondo Perduto”, dando il via a una lunga stagione di esibizioni e partecipazioni alle manifestazioni pubbliche. Negli anni Ottanta aveva suonato nelle piazze di numerosi comuni del Sud Italia insieme a un’orchestra spettacolo.
La vita professionale lo aveva successivamente portato lontano da San Marco, alle Poste Italiane, prima a Trento e poi a Napoli e nel territorio sannita, in particolare a Molinara. Ma il legame con il paese non si era mai interrotto.
Al ritorno a San Marco, Lello aveva continuato a mettere la propria musica a disposizione della comunità. Dopo alcune partecipazioni alle messe solenni, dal 2007 era entrato stabilmente nel coro ecclesiastico, del quale aveva fatto parte per circa dieci anni.
E poi concerti, spettacoli, iniziative pubbliche, manifestazioni istituzionali. Cantore, chitarrista, arrangiatore, accompagnatore: Lello c’era, ogni volta che c’era bisogno di musica.
Una presenza discreta, senza protagonismi, che accompagnava tanto i dilettanti quanto i professionisti. Tra le ultime occasioni pubbliche anche l’omaggio dei musicisti locali a Pasquale Trincerone, al quale aveva partecipato nonostante fosse già provato dalla malattia. Lello è morto il 9 maggio 2026. Aveva 62 anni.
Un luogo che diventa memoria
L’intitolazione del PalaCrok assume così un significato che va oltre la semplice denominazione di un edificio pubblico. Da una parte c’è Alessandra, con il suo percorso professionale, le orchestre, i grandi artisti, la televisione, l’insegnamento e i progetti dedicati ai più piccoli. Dall’altra c’è Lello, autodidatta per passione, musicista per vocazione, presenza costante nelle iniziative della comunità, sempre pronto a prendere la chitarra e accompagnare una voce. Due modi diversi di vivere la musica, ma la stessa capacità di metterla al servizio degli altri.
Ed è proprio questo il filo che unisce le due figure e che l’Amministrazione comunale ha scelto di sottolineare nel provvedimento: non soltanto le qualità artistiche, ma anche quelle umane e morali, il rapporto con il territorio e la capacità di lasciare una traccia nella vita della comunità. Il PalaCrok diventa dunque un luogo nel quale il ricordo non rimane fermo al passato. Ogni concerto, ogni spettacolo, ogni iniziativa ospitata tra quelle mura potrà richiamare idealmente la musica di Alessandra e Lello. Due nomi, due strumenti, due storie. E una stessa eredità: quella di una musica capace di unire, di educare, di emozionare e di creare comunità. Da oggi, a San Marco dei Cavoti, quella musica ha anche una casa.


