POLITICA
Centrodestra: la pace non c’è, è solo una tregua. Matera attacca, Rubano risponde: FI chiede garanzie scritte su candidatura Cataudo
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A margine dell’inaugurazione ufficiale dell’Housing Universitario del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, realizzato in via dei Mulini negli spazi che un tempo ospitavano l’Hotel Il Molino, alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è proseguita la polemica tra i leader locali dei partiti della coalizione di centrodestra, presenti in veste istituzionale all’evento. Nonostante nella giornata di ieri, e poi attraverso dichiarazioni diffuse ai media quest’oggi, sembrasse che all’interno di Forza Italia si fosse fatta chiarezza con un passo indietro di Francesco Maria Rubano, archiviando l’ipotesi di concedere libertà di voto agli amministratori azzurri e sostenendo la candidatura alla Presidenza della Provincia di Claudio Cataudo, sindaco di Ceppaloni, che dovrebbe godere dell’appoggio anche di Fratelli d’Italia e Lega. Tuttavia, il sostegno degli alleati, secondo Rubano, sarebbe stato finora espresso soltanto verbalmente e necessiterebbe di una formalizzazione attraverso un documento sottoscritto.
In ogni caso non le ha mandate a dire il senatore Mimmo Matera (Fratelli d’Italia): “L’unità nel centrodestra c’è con quelle forze che vogliono essere alternative a questa amministrazione provinciale di marca mastelliana – ha affermato il parlamentare di Bucciano -. Non c’è unità con quella parte di Forza Italia che, invece, si è messa al servizio di Mastella. Il nome del sindaco di Ceppaloni, Cataudo, potrebbe essere una valida alternativa e l’abbiamo detto da tempo e pubblicamente. Il problema è che una parte di Forza Italia lo vuole tenere fuori da questa corsa. Mi hanno detto che c’è un documento firmato da una quarantina di amministratori che non ha gradito la posizione assunta dal segretario provinciale di Forza Italia di mettersi a disposizione di Mastella. Quindi, Rubano, se è alternativo a Mastella è nel centrodestra anche lui, mentre se vuole stare con Mastella fa una sua scelta. Ha capacità cognitive importanti, quindi può scegliere come preferisce”, ha concluso Domenico Matera.
Da lì a pochi istanti anche Francesco Maria Rubano ha rilasciato le sue dichiarazioni in proposito.
“Siamo sempre stati su una posizione antitetica alla governance mastelliana. Altri partiti alleati si sono defilati – ha sottolineato Rubano -. Hanno detto prima sì, poi no, poi hanno fatto tattica, poi hanno tentato inserimenti all’interno di Forza Italia, non seguendo quello che è il manuale dei buoni rapporti, non solo tra partiti, ma tra partiti addirittura alleati. C’è chi fa tattica, chi fa strategia, chi fa politica programmatica, chi rispetta gli amministratori, la tenuta di Forza Italia, lo sviluppo e il progresso di Forza Italia. C’è chi fa personalismo e chi, invece, guarda la comunità politica nella sua interezza. C’è stata la proposta da parte di Forza Italia di rivendicare legittimamente il candidato alla carica di presidente della provincia. Ma non da ora, bensì già tre anni fa, tutta la dirigenza di Forza Italia ha lavorato per questo obiettivo, c’è stato anche lì un po’ di tattica”.
Rubano ha poi lanciato le sue invettive ben precise: “Un partito alleato (il riferimento sembrerebbe a Fratelli d’Italia ndr) ha assunto una posizione legittima di individuare un sindaco civico tale da poter allargare anche la coalizione di centrodestra. Io ho sempre ritenuto che la coalizione vada allargata, ma tenendo conto che è una elezione di secondo livello, senza omettere quello che è il partito di maggioranza, cioè Forza Italia. A ciò non c’è stato un riscontro vero, anzi un totale silenzio. Quando ho capito che da parte di qualche altro partito alleato poteva determinarsi una tattica, una strategia anti Forza Italia (qui il riferimento sembra essere la Lega ndr), io coerentemente a quanto già fatto nel 2022, ho legittimamente dato libertà di voto. Io sono stato sempre alternativo al partito del sindaco di Benevento Città, un sindaco che tra un anno non potrà più ricandidarsi per legge, quindi termina la formula di opposizione a Mastella, ma sicuramente restano i principi rispetto ai quali io ho portato avanti una politica di opposizione alla sua condotta politica che non si è mai incrociata con il mio modus operandi sul piano politico-programmatico. Chiarito questo aspetto, sono altri che probabilmente dovrebbero chiarire il consociativismo operato alla Rocca di Rettori, in qualche Comunità Montana, qualche altro che fino a qualche anno fa era uno dei massimi dirigenti del partito di Clemente Mastella. Non sono io a dover chiarire la mia posizione. Ricordiamo l’intesa istituzionale alla Rocca di Rettori a fine dicembre 2024 e a gennaio 2025. Forza Italia si pose all’opposizione, sempre a differenza di altri. Quindi ci sono varie fasi storiche che vanno raccontate, per far emergere la strategia di altri. Per me e per la mia storia personale, ma soprattutto per la dignità politica di Forza Italia, parlano atti pubblici e fatti. Ad oggi c’è un’operazione probabilmente, come lei diceva, anti-Rubano e quindi anti-Forza Italia, un tentativo da parte di alleati.
Ci sono tanti sindaci, amministratori e dirigenti che sono stanchi di vedere un partito alleato sparare su Forza Italia o attraverso trame, intrighi, che non danno il giusto decoro alla politica istituzionale, partitica e soprattutto ad una politica di coalizione. Io prendo le distanze da tutto questo. Mentre se si vuole andare sulla mia proposta di riconoscere a Forza Italia il candidato alla carica presidente, bene, si firmi in un documento. Io l’ho chiesto, ho ricevuto picche. Magari si voleva incassare il sì di Forza Italia per poi far saltare il nominativo di Forza Italia su un tavolo probabilmente allargato. Le tattiche, le strategie fanno parte della politica, ma comunque ci vuole chiarezza, ci vuole dignità”, ha concluso Rubano.




