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ECONOMIA

“Opere pubbliche ostaggio delle crisi mondiali”: Ance Benevento lancia l’allarme sulle conseguenza dei conflitti

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‘L’Italia e il Mezzogiorno nel contesto nazionale in mutamento‘. Di questo si è parlato oggi pomeriggio nella sede di Confindustria Benevento in un appuntamento promosso da Ance in collaborazione con TEHA Ambrosetti e che ha visto la partecipazione di Monica Maggioni, direttrice editoriale per l’offerta formativa della RAI.

Un’iniziativa che nasce dalla volontà di spiegare come le tensioni in Medio Oriente, la crisi del Mar Rosso e le rivalità tra le grandi potenze non siano “fatti lontani”, ma variabili che incidono direttamente sul tessuto produttivo locale. “È facile fare un tweet, più difficile è gestire le conseguenze industriali delle crisi,” ha esordito il presidente dei costruttuori sanniti, Flavian Basile.

Leggo tutti i giorni le dichiarazioni dal Ministero e dall’Europa per quanto riguarda una non proroga e tempi tassativi per chiudere i lavori del PNNR . Credo che bisogna fare quadrato: non si può scaricare tutto addosso alle imprese di costruzioni, né tantomeno sulle stazioni appaltanti“, ha aggiunto il presidente dell’associazione.

Il cuore del problema economico è la volatilità dei prezzi delle materie prime, scossi dalle tensioni geopolitiche. “Le opere pubbliche sono patrimonio della comunità. Se un’opera viene interrotta perché il prezzo del ferro stamattina è salito del 25% o perché le miscele e i bitumi sono aumentati del 200%, non si può pensare che sia il costruttore a dover far fronte a queste problematiche. Sono problemi di sistema a livello mondiale. Lo stiamo vedendo anche a Benevento: ci sono dei ritardi sulle Case di Comunità o sulle scuole. Ma sono ritardi non a carico dell’impresa, bensì dovuti a questa congiuntura geografica, politica ed economica causata dal conflitto bellico e dai blocchi che ne conseguono“. 

Nelle parole di Basile, poi, un appello accorato alla politica che, a livello nazionale ed europeo, deve farsi “robusta”: “Non si può più delegare la gestione delle emergenze mondiali esclusivamente alle stazioni appaltanti o alle singole imprese.”Scaricare sempre la colpa sugli industriali e sui costruttori è un esercizio semplice. Capire perché queste cose avvengono e trovare la misura per ‘neutralizzare’ l’impatto sarebbe un passo avanti eclatante. La politica deve farsi forte, robusta, energetica. Bisogna avere comportamenti chiari: se vogliamo finire le opere pubbliche, dobbiamo capire le problematiche e risolverle insieme”. 

FOTO ANCE BENEVENTO 

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