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CULTURA

Un “Sabba” da Ponza a Benevento: l’artista Silverio Mazzella dona quadro all’azienda Strega Alberti

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Questo pomeriggio l’artista Silverio Mazzella ha donato all’azienda Strega Alberti, alla presenza del presidente Giuseppe D’Avino e del vicepresidente Andrea D’Angelo, l’opera “Raduno delle Streghe alla Forcina di Palmarola”, arricchendo il patrimonio culturale e simbolico legato alla storica realtà beneventana.

Il dipinto è stato destinato allo Spazio Strega, il Museo Aziendale che racconta e custodisce la storia dell’azienda, la tradizione del Liquore Strega, il prestigio del Premio Strega e l’affascinante mito delle streghe, profondamente radicato nel territorio.

Un legame invisibile, fatto di libri, leggende e passioni mediterranee, si trasforma oggi in un dono tangibile.

Il dipinto è il frutto di ricerca e ispirazione. Trae origine dalle antiche leggende dell’arcipelago ponzese, già documentate da storici come Giuseppe Tricoli (1855) e viaggiatori come Norman Douglas (1908), che descrivevano l’aspra bellezza della Forcina di Palmarola come teatro di raduni arcani e presenze misteriose. Mazzella, con il suo segno vibrante, traccia un parallelismo tra il “meraviglioso” isolano e il mito beneventano della Janara del noce, unendo idealmente il lamento del vento sulle rocce di Ponza alla tradizione magica del Sannio.

La donazione non è un gesto casuale. Per 44 anni, attraverso la sua libreria “Al Brigantino”, Silverio Mazzella ha proposto ai suoi lettori i volumi selezionati dalla Fondazione Bellonci, portando la grande letteratura nazionale nel cuore del Tirreno. “Scegliere di privarmi di un quadro a cui sono legato”, spiega Mazzella, “è per me un atto rigenerativo. Desidero che le opere circolino, trovino nuovi sguardi e, in questo caso, sanciscano un gemellaggio culturale tra la storia di Ponza e il prestigio del Premio Strega”.

Fotografo navale, topografo, libraio e oggi Guida Naturalistica, Silverio Mazzella rappresenta la memoria storica di Ponza. Editore del periodico “Vivere Ponza”, ha dedicato la vita alla salvaguardia dell’identità isolana, costruendo un archivio documentario inestimabile. Questa sua pittura è l’estensione di questa indagine, una visione onirica che trasforma il dato geografico in narrazione universale.

L’opera troverà dimora nella pinacoteca dell’Azienda Alberti, unendo per sempre il blu profondo di Palmarola all’oro del liquore Strega e alla grande bellezza della letteratura italiana.

Silverio Mazzella vive e opera sull’Isola di Ponza, dove da oltre quarant’anni svolge un ruolo di primo piano nella salvaguardia della memoria storica e dell’identità mediterranea. La sua formazione come Fotografo Navale presso il Ministero della Marina Militare a Roma e la sua successiva attività di topografo, libraio e ricercatore, hanno educato il suo sguardo a cogliere non solo il dato tecnico della realtà, ma anche la sua dimensione invisibile e mitologica.

La Libreria “Al Brigantino” e il legame con lo Strega
Fondatore nel 1977 della storica libreria editrice “Al Brigantino”, Mazzella è stato per decenni l’avamposto della grande cultura nazionale nel cuore del Tirreno. Attraverso i suoi scaffali, ha promosso con dedizione i volumi del Premio Strega, tessendo un dialogo costante tra gli autori della Fondazione Bellonci e il pubblico isolano. Questo lungo sodalizio letterario è oggi la radice profonda da cui nasce il desiderio della presente donazione.

L’Arte come “Collegamento” e “Meraviglioso”

La pittura di Mazzella, lungi dall’essere accademica, è un’indagine sul “meraviglioso”. Ha sentito il bisogno di trasformare questa leggenda in un punto di fusione culturale. Un legame ideale tra la sua libreria e il Premio Strega, tra Ponza e la storica azienda beneventana.

Artista poliedrico, ha realizzato diverse carte ‘nautiche’ che, pur vantando la precisione di un topografo, conservano un carattere artistico e profondamente evocativo. Ha scritto e pubblicato numerose guide, animato dal desiderio di far conoscere e amare la propria isola a ogni visitatore.

Nel 2015, dopo anni di preparazione vide la luce il volume sulla “Fauna di Ponza”. Fu una ricerca appassionata che scelse di rappresentare con 215 acquerelli, ritraendo ogni singola specie trattata. Voleva che il rigore delle didascalie scientifiche si fondesse con la delicatezza del colore, offrendo al lettore non solo un manuale, ma un ritratto intimo della vita che pulsa sopra e sotto il mare delle nostre isole.

Con la stessa passione, due anni dopo concluse e mandò in stampa “Racconti e leggende dell’isola dei pescatori”, un libro-album di 64 pagine. Anche questo unisce la forza dell’immagine alla narrazione. Attraverso 32 brevi racconti e centinaia di acquerelli, ha voluto immortalare le storie e i volti dell’isola, incluse le leggende che si riferiscono alla cultura meridionale e che legano Ponza e Benevento in questo gemellaggio culturale. Tra le ultime opere realizzate c’è la trilogia della “Nascita delle Isole”.

Per anni ha custodito l’idea di dare una veste grafica all’origine del nostro arcipelago, finché la fantasia lo ha spinto a guardare oltre la cartografia. L’idea che le isole non siano soltanto rocce vulcaniche, ma creature marine primordiali pietrificate dal tempo, restituisce loro una sacralità che le proietta ben oltre la dimensione turistica.

È stato il suo modo di infondere un’anima vivente a pietre che, per milioni di anni, hanno atteso solo di essere sognate. La sua filosofia artistica si fonda su un principio di generosità e distacco. Mazzella sceglie consapevolmente di privarsi delle proprie tele affinché esse possano ‘navigare’ e trovare nuova vita altrove. Per l’artista, separarsi da un’opera è l’atto necessario per rigenerare la propria creatività e iniziare un nuovo cammino.

L’opera donata alla Strega Alberti rappresenta la sintesi di questo percorso, un incontro tra la leggenda ponzese e il mito beneventano. È il tributo di un artista che ha saputo unire il rigore della documentazione alla libertà della visione artistica, offrendo allo sguardo del mondo l’anima segreta delle Isole Ponziane.

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