Comune di Benevento
Benevento, ai vigili urbani bodycam per riprendere gli interventi: pronte 9 telecamere da indossare sulla divisa

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Sicurezza cittadina sempre più a braccetto con la tecnologia. Nella giornata di oggi, infatti, la Giunta Mastella ha dato l’ok al disciplinare per l’utilizzo delle bodycam da parte degli agenti della Polizia Municipale di Benevento. Già dalla prossima settimana si potrebbe dunque partire con la sperimentazione dell’utilizzo delle nove telecamere indossabili su divise o caschi, acquistate grazie anche a fondi della Regione.
L’impiego della strumentazione – mediante l’assegnazione individuale agli operatori della Polizia Municipale del Comune di Benevento – servirà per l’eventuale ripresa di situazioni di criticità per la sicurezza urbana durante le attività istituzionali: sarà necessario – si legge nella delibera – al fine della raccolta degli elementi utili per supportare le notizie di reato da comunicare all’Autorità Giudiziaria.
Gli obiettivi delle videocamere sono: la tutela degli operatori della Polizia Locale, la prevenzione dell’escalation delle azioni criminali, la garanzia di trasparenza dei metodi adottati degli operatori delle Forze dell’Ordine, l’acquisizione di fonti di prova inconfutabili ai fini processuali, la garanzia di un maggiore senso di fiducia dei cittadini nei confronti degli operatori delle Forze dell’Ordine.
Come si sa, la bodycam non effettua una registrazione costante, ma viene attivata dall’operatore che la indossa, poiché è consentita esclusivamente la ripresa degli elementi necessari a supportare le notizie di reato o altre situazioni contingenti o comunque solo in caso di effettiva necessità, urgenza e pericolo.
Il trattamento dei dati personali, acquisiti per mezzo delle bodycam, avviene nel rispetto della liceità, pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità per le quali sono raccolti e/o successivamente trattati. Le immagini registrate non possono essere visionate o estratte in caso di smarrimento o furto della bodycam, essendo protette da chiave cifrata.
Secondo un disciplinare adottato da gran parte dei comuni interessati, il funzionamento avviene quindi nel rispetto delle normative sulla privacy e chiarisce che l’attivazione non è “libera”, appunto, ma deve in ogni caso essere finalizzata alla prevenzione, alla repressione o alla cessazione di situazioni di criticità. Gli operatori, per esempio, sono tenuti ad azionare gli apparecchi nei casi di verifica sulla commissione di reati, nelle situazioni di contrasto all’ordine e alla sicurezza pubblica e durante contesti di emergenza generica o di Protezione civile; ma anche negli episodi in cui è messa a rischio la sicurezza degli operatori.
Viceversa, è vietato accendere le “body cam” in situazioni che coinvolgono minori, persone malate o fragili e nei luoghi privati, di cura, di culto di espressione politica; la registrazione è vietata, inoltre, nei frangenti il cui utilizzo può potenzialmente rappresentare una fonte di disordini. È proprio vietato l’uso preordinato con intento provocatorio o personale dei dispositivi. Al momento dell’avvio della registrazione gli operatori devono informare in maniera chiara e comprensibile gli interlocutori, affinché siano consapevoli della registrazione audiovisiva che li coinvolge.
Nelle scorse settimane il Corpo di Polizia Locale, guidato dal comandante Fioravante Bosco, aveva già effettuato una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) e l’aveva sottoposta al Responsabile per la Protezione dei dati (DPO) per il Comune di Benevento, l’avvocato Alessandro Verdicchio, che aveva dato parere positivo. Oggi l’ok dell’esecutivo Mastella.