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‘La storia siamo noi’: a Benevento Casini racconta 40 anni di politica con Bertinotti e Mastella

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“La storia siamo noi, nessuno si senta offeso”. Sono la musica e le parole di Francesco De Gregori ad accogliere sul palco del Teatro Comunale Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti e Clemente Mastella, tre protagonisti autorevoli della scena parlamentare italiana. A ribadirlo, su un maxischermo, alcuni passaggi video relativi a momenti particolarmente significativi, sia per i due leader democristiani che per l’ex segretario di Rifondazione Comunista. A tenere assieme i loro percorsi, questa mattina a Benevento, l’ultimo libro di Casini, “C’era una volta la politica”, pagine con cui l’autore racconta se stesso e quarant’anni di vita della nostra democrazia.

Un romanzo, più che una biografia, nel quale si succedono ricordi, esperienze e aneddoti. Uno, però, Casini lo racconta direttamente in platea. Riguarda, ovviamente, Clemente e Sandra Mastella. Le lancette dell’orologio tornano indietro sino alle Europee del 1994, con il leader dell’Udc che nel Sannio fa incetta di preferenze, lasciandosi alle spalle pure Silvio Berlusconi. E il Cavaliere non gradisce.

Ma se Casini è l’ospite principale, a fare gli onori di casa è il sindaco di Benevento, chiamato a sciogliere subito un dubbio: “Chi è l’ultimo dei democristiani?”. E la risposta di Mastella, da fedele democristiano, non può che comprendere entrambi. D’altronde la parola “fine” è ancora da scrivere. E la speranza di fare ancora “qualcosa insieme”, l’ex Guardasigilli la tiene ancora accesa.

In attesa di capire cosa ci riserverà il futuro, nel passato di Mastella c’era anche Fausto Bertinotti. “L’ultima volta che il centrosinistra ha vinto in Italia c’eravamo entrambi. Ed entrambi stavamo sulle scatole a tutti – sottolinea l’inquilino di palazzo Mosti -. Senza di noi, però, hanno collezionato solo sconfitte”.

E l’ultima sconfitta, in ordine di tempo, è arrivata alle politiche di settembre, con la vittoria di Giorgia Meloni. Evento che per Fausto Bertinotti pone fine alla storia d’Italia iniziata con il dopoguerra: “E ora siamo nel deserto”, chiosa l’ultimo grande leader di Rifondazione Comunista.

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