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Foglianise, tre amici riaccendono l’antica croce e illuminano l’eremo di San Michele Arcangelo

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La passione per l’arrampicata sportiva unita all’amore per il proprio territorio hanno spinto tre amici a scalare il versante del monte Caruso che guarda alla valle di Foglianise per ripristinare l’illuminazione dell’antica croce e abbellire con una stella cometa l’eremo di San Michele Arcangelo.

Si tratta di Luigi De Cicco, Carlo De Cicco e Pasquale Sanfelice, volontari della Protezione Civile di Foglianise e membri dell’associazione ”AVPC Amici del Rampino” che, grazie ad una raccolta fondi realizzata insieme ad altri cittadini, hanno deciso di compiere questa impresa, accolta con enorme piacere dall’intera comunità.

”Ci siamo dati appuntamento martedì scorso ai piedi del monte Caruso e zaini in spalla abbiamo intrapreso la scalata – ha spiegato Luigi -. La difficoltà è stata sicuramente quella di trasportare i faretti led per l’impervia salita. Il risultato finale, però, è stato talmente gratificante che ha ripagato la fatica spesa per l’arrampicata”.

L’eremo di San Michele Arcangelo è un luogo eremitico situato sul versante meridionale del Monte Caruso, nei pressi di una grotta rupestre e di una sorgente che si esaurisce nella stagione estiva. Risale all’epoca longobarda: luogo di culto sviluppatosi attorno ad una grotta rupestre ed una sorgente d’acqua, venne arricchito nei secoli successivi. Del 1587 è la campana recante l’immagine della Vergine Annunziata, gli affreschi seicenteschi sono del pittore beneventano Piperno.

Ai pellegrini dell’eremo il papa Clemente VIII e papa Clemente XI concessero indulgenze. Nel 1692 l’eremo fu oggetto di visita del cardinale Vincenzo Maria Orsini che vi ritornò il 16 novembre 1707 per consacrare l’altare e benedire la campana e nel 1727, divenuto Papa col nome di Benedetto XIII. L’eremo fu visitato dal cardinale Francesco Maria Banditi, Domenico Carafa e Serafino Cenci. Inoltre, nel XIX secolo fu oggetto di contese tra il comune di Foglianise e il comune di Vitulano. Fino al 1949 vi soggiornò un eremita.

In seguito, fu reso inagibile e chiuso al culto. Ristrutturato da qualche anno, è meta di pellegrini il 29 settembre e l’8 maggio. E’ articolato su tre livelli, la cui realizzazione appartiene a diverse epoche storiche. Al di sotto della chiesa costruita nella cavità del monte, vi è un convento utilizzato nel tempo come residenza per l’eremita custode del luogo di culto. Dall’eremo si ha un’ampia visione panoramica sulla Valle Vitulanese e sui dintorni di Benevento.

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