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Cittadini

Quale futuro per il centro storico? Meritano risposte residenti, commercianti e anche i pochi turisti

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Uno scontro importante alle comunali di autunno sarà sul ruolo del centro storico di Benevento e la visione che ne avranno i prossimi amministratori. In una fase di grande cambiamento, nella quale le tecnologie digitali trasformano i processi produttivi e i comportamenti dei cittadini, sarà fondamentale porre nuove sfide ai processi di conservazione del patrimonio storico e di sviluppo della società e dell’economia anche sul nostro territorio.

Nella prossima agenda amministrativa 2021/2026 sarà dunque necessario comprendere cosa farà la politica locale in merito e quale l’attenzione destinata agli operatori economici.

Un’indagine approfondita di Ancsa e Cresme Ricerche, datata 2017, già evidenziava per Benevento ciò che lentamente si sta concretizzando da tempo: lo spopolamento è l’elemento più visibile di una crisi profonda che riguarda il commercio minuto, l’edilizia non occupata, l’assenza di adeguati investimenti per la manutenzione e la gestione degli spazi, il degrado e l’incuria.

Per Benevento serve un cambio di rotta. Le istituzioni devono scendere in campo per rafforzare la tutela del patrimonio in sinergia con le leggi urbanistiche regionali, avviare politiche di sostegno alla residenzialità, regolamentare gli usi turistici del patrimonio residenziale, gestire e programmare i flussi turistici in maniera efficiente; facilitare il controllo degli usi commerciali, promuovere lo sviluppo di attività creative e produttive compatibili; promuovere l’uso di tecnologie avanzate per la gestione, predisporre piani di prevenzione dei rischi e di risposta alle crisi; predisporre sistematici strumenti di conoscenza delle dinamiche del cambiamento in atto che investono i centri storici.

La salvaguardia dei centri storici, infatti, non riguarda solo la conservazione dei grandi monumenti del passato, ma richiede soprattutto un equilibrio tra gli usi, la protezione del tessuto minore e degli spazi pubblici, e il mantenimento dell’equilibrio sociale, da diversi punti di vista oggi gravemente minacciato: non ultima, la diatriba con le riaperture della zona gialla e il rinnovato ‘scontro’ tra residenti e locali della movida.

Un problema che merita oggi risposte dalle istituzioni per garantire il diritto degli esercenti a lavorare in santa pace, dei giovani a tornare a vivere e divertirsi, ma anche dei residenti a vivere in tranquillità, riposare serenamente e non stravolgere la propria quotidianità. Nei giorni scorsi è intervenuto ancora una volta il Comitato di quartiere per sottolineare “l’assenza di chiarezza circa le regole emergenziali” che “trasforma i rapporti tra privati in vere polveriere”.

“Come ampiamente spiegato, infatti, pur essendo vicini emotivamente e fattivamente agli esercenti – scriveva il presidente Luigi Marino in una lettera all’amministrazione Mastella – non possiamo non criticare alcune condotte prive di quel minimo senso civico che dovrebbe contraddistinguere ogni rapporto tra consociati”. Per poi chiedere – nella missiva – il rispetto di tutte le categorie in gioco.

L’amministrazione Mastella, alla fine del suo primo mandato, batta un colpo dunque e dica chiaramente quale sarà la sua visione futura del centro storico e quale sviluppo prevede: è impensabile rimanere sordi alle esigenze di alcuni a discapito di altri.

Un primo intervento a favore dei commercianti è stato fatto con la concessione di maggiori spazi pubblici per posizionare tavolini e dehors. Ora anche i residenti attendono un passo in avanti verso la loro condizione: in primis, un controllo dei permessi di sosta (per scoprire e punire i furbetti) e la volontà di delimitare gli stalli, crearne di nuovi (anche per i disabili), prevederne la gratuità su strisce blu o al megaparcheggio per risolvere un problema atavico.

Meritano risposte anche i commercianti di corso Garibaldi, da sempre considerato salotto buono della città, che incarna nelle vetrine vuote e nei locali sfitti di via Traiano il simbolo di un commercio sempre più in crisi. Da tempo si parla di interventi specifici e di ‘cure’, specialmente in campagna elettorale, ma la situazione è rimasta immutata. L’economia di prossimità, i Temporary Store al posto dei locali sfitti, un nuovo rilancio dei centri commerciali naturali, la progettazione di nuove offerte turistiche, servizi culturali e artistici possono essere soluzioni efficaci ed efficienti?

Già secondo l’analisi vecchiotta del 2017, a Benevento un edificio su dieci in centro storico è inutilizzato: addirittura al 2011 il nostro capoluogo era al quinto posto in Italia per spazi inutilizzati. Pochissima anche la presenza di giovani residenti: rispetto al 2001, infatti, c’è stato uno spopolamento di quasi 12 punti percentuali. Lo spopolamento ha riguardato anche gli over 64, mentre è cresciuta la presenza delle famiglie (20,6%).

Meritano risposte, inoltre, gli operatori turistici e il nostro meraviglioso patrimonio artistico-culturale. A dieci anni dal riconoscimento Unesco del Complesso di Santa Sofia, poco o nulla è stato fatto. I successi calcistici o una conoscenza lasciata al caso da parte dei turisti sono state le strade più battute e che hanno permesso di scoprire, con grande entusiasmo e sorpresa, i tesori della nostra città.

Con una programmazione mirata e i canali giusti di promozione (l’inserimento nella Lonely Planet Campania è un primo ma importantissimo passo, così come i progetti del PICS), con eventi di rilievo nazionale e lavoro in sinergia pubblico-privato, si potrebbe raccogliere davvero tanto.

Ma veniamo al futuro. Come in ogni campagna elettorale, le parole si sprecano e le idee non mancano. Nei pensieri della coalizione anti-Mastella il centro storico potrebbe trasformarsi in un ‘borgo universitario’ con le sue numerose abitazioni vuote. L’azione incentiverebbe la riapertura di piccoli esercizi commerciali di prossimità, mini market/cartolibrerie/lavanderie e locali ricreativi, con ristoranti e pizzerie, riducendo in questo modo anche il degrado e l’abbandono del patrimonio immobiliare privato. Tra i progetti immaginati anche l’utilizzo della rete di connettività pubblica per offrire la connessione gratuita ad Internet nel centro storico e un servizio navetta agli studenti universitari che abitano fuori dal centro storico.

“Abbiamo bisogno nella nostra città – scrivono nella loro bozza di programma – di rimodernare il contesto urbano come un grande progetto di restauro urbano, a partire dalla valorizzazione del centro storico. Un grande restyling che recuperi i valori estetici e storici della città, del suo intero territorio comunale, ma soprattutto che sappia mettere in equilibrio l’esistente, senza fantastiche fughe verso crescite urbane irrealizzabili e dannose. Bisogna limitare il consumo di suolo salvaguardando il paesaggio e l’ambiente. Oggi più che mai, anche nella evoluzione della situazione segnata dalla epidemia di Covid-19, si stanno registrando nuovi riferimenti sia nel rapporto privato residenziale delle nostre abitazioni, sia nel rapporto con gli spazi pubblici collettivi”.

Attendiamo di sapere anche cosa immaginano gli altri in corsa, come ad esempio il centrodestra, per il quale la sintesi in coalizione è davvero lontana, figuriamoci i programmi.

La palla passa ancora una volta al sindaco Mastella, che nel suo nuovo programma elettorale potrebbe chiarire definitivamente l’importanza del centro storico (e non intendiamo il fatto di essere la location preferita per gli eventi culturali cittadini). In troppi, da tempo, attendono risposte su ‘di che morte morire’. (G.F.)

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