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Sindacati

Stir Casalduni, i sindacati chiedono incontro al Prefetto per le sorti dei 54 lavoratori

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Fp Cgil, Fit Cisl e Uilt “chiedono un incontro urgente con il Prefetto, per la convocazione di un tavolo di confronto congiunto con Samte Srl, nella persona dell’Amministratore Unico, e alla presenza del Presidente della Provincia, al fine di discutere le sorti lavorative dei 54 dipendenti della società Samte srl, la cui precaria condizione economica e il fermo delle attività presso lo stir di Casalduni, sottopone gli stessi a pesanti penalizzazioni, tanto da vederli collocati in CIG ordinaria”.

“Le misure di ammortizzazione sociale volgono però al termine, – aggiungono i sindacati – rimangono infatti solo pochi mesi prima della perdita definitiva del lavoro e del salario, con esiti del tutto evidenti nella loro triste realtà. Ora, più che mai, è  nostra convinzione che dell’impianto di Casalduni non si possa far a meno, ragion per cui riteniamo prioritario accelerare i tempi del suo ripristino, che rimane strategico per l’intero territorio.

Le organizzazioni sindacali – continua la nota – ritengono pertanto necessario, e non rinviabile, l’avvio delle attività in tempi brevi presso lo stir di Calsalduni, inoltre attendiamo la concretizzazione degli impegni presi dal presidente Di  Maria, nell’incontro avuto con la parte sindacale.

All’indomani dell’insediamento della nuova assise provinciale, è opportuno avviare immediatamente l’iter di approvazione del bilancio di previsione 2019 della samte srl.

La società samte necessita di liquidità economica per dare impulso alle attività di riavvio e per far fronte alla gestione ordinaria, sia dell’impianto stir che delle discariche provinciali che gestisce per conto dell’Ente Provincia, pertanto, diventa urgente  l’anticipazione di cassa dichiarata dal presidente Di Maria.

Inoltre, notizie ricorrenti – concludono le sigle – confermano che il Termovalorizzatore di Acerra subirà nei prossimi mesi un fermo impianto, dovuto a problemi di manutenzione, causando un forte disagio nella gestione del servizio  della raccolta e trasporto rifiuto nell’intero territorio Provinciale. I costi di conferimento subiranno, quindi, forti  incrementi a causa del conferimento fuori Regione, che inevitabilmente  andranno a ricadere sull’intera utenza”.

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