Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

Fortore

Centro di Raccolta a San Giorgio la Molara, l’opposizione: ‘Dopo il silenzio ora ricompare il capannone. chi ha autorizzato i nuovi lavori?’

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

Il gruppo consiliare TERRE DI LAVORO torna sulla vicenda del Centro Comunale di Raccolta a San Giorgio la Molara e lo fa dopo quanto constatato nella mattinata di oggi, 21 settembre 2026, sul sito oggetto della precedente denuncia pubblica.

A distanza di poco più di due settimane dal comunicato del 4 settembre scorso, nel quale la minoranza aveva chiesto all’Amministrazione comunale di chiarire la rimozione dell’intero capannone intervenuta dopo l’approvazione del SAL finale e del Certificato di Regolare Esecuzione, oggi sullo stesso sito – si legge in una nota – risultano in corso nuovi interventi per il posizionamento di pilastri e colonne metalliche, apparentemente funzionali al ricollocamento di una struttura e alla successiva realizzazione o installazione di una nuova copertura.

Un’evoluzione dei lavori che, secondo TERRE DI LAVORO, rende ancora più urgente ottenere risposte documentali.

Il 31 agosto 2026 il Comune aveva approvato, con la Determinazione dell’Area III n. 327, Reg. Generale n. 507, il SAL n. 5 – finale, la relazione sul conto finale, il Certificato di Regolare Esecuzione e il quadro economico di assestamento dell’intervento di ammodernamento e ampliamento del Centro Comunale di Raccolta. Nell’atto venivano richiamate alcune “piccole difformità” sulla tettoia, la cui eliminazione era indicata come condizione per la liquidazione del saldo finale. Due giorni dopo, il 2 settembre, la documentazione fotografica mostrava invece il capannone completamente rimosso.

Il 4 settembre TERRE DI LAVORO aveva quindi chiesto pubblicamente di conoscere quando fosse stata decisa la rimozione, da chi, sulla base di quali valutazioni tecniche e attraverso quali atti, verbali, ordini di servizio o disposizioni della Direzione dei lavori

Da allora, denuncia oggi la minoranza, il silenzio dell’Amministrazione comunale è stato totale. E proprio mentre nessun chiarimento pubblico è arrivato sulle questioni sollevate il 4 settembre, questa mattina il gruppo consiliare si è trovato davanti a una nuova situazione materiale sul posto.

“Questa mattina – afferma TERRE DI LAVORO – abbiamo constatato la presenza di nuovi pilastri e colonne in metallo che sembrano preparare il ricollocamento di un intero capannone e il successivo collegamento di una nuova tettoia. Non siamo però in grado, allo stato, di dire chi abbia disposto questi lavori, con quale provvedimento, nell’ambito di quale progetto e con quali risorse economiche.

Ed è proprio questo il problema. Dopo il nostro intervento del 4 settembre, ci aspettavamo che l’Amministrazione comunale fornisse documenti e spiegazioni. Invece, a questa mattina, per quanto verificato dal gruppo, non siamo riusciti a individuare atti o documenti che consentano di comprendere quale sia il titolo amministrativo e tecnico alla base dei nuovi interventi che si stanno realizzando sul sito.

Non stiamo emettendo sentenze e non stiamo attribuendo responsabilità che dovranno essere eventualmente accertate sulla base degli atti. Stiamo semplicemente chiedendo che sia spiegato ciò che sta accadendo.”

Per TERRE DI LAVORO la questione non riguarda soltanto ciò che si vede oggi nel cantiere, ma la continuità amministrativa e tecnica dell’intervento. L’opera è stata finanziata nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 1.1, Linea A, per un importo complessivo indicato in circa un milione di euro.

“Se oggi si procede al riposizionamento di una struttura e alla realizzazione di una nuova copertura – prosegue TERRE DI LAVORO – è necessario sapere se siamo di fronte a una modifica già prevista negli atti progettuali, a una variante, a una disposizione della Direzione dei lavori, a un intervento successivo alla chiusura dei lavori oppure ad altro.

Qual è l’atto che lo autorizza? Qual è il progetto approvato? Chi lo ha disposto? Chi sta eseguendo i lavori? Quanto costano? Chi li paga? Da quale capitolo o quadro economico vengono attinte le risorse?

E soprattutto: come si collega ciò che oggi si sta realizzando con il SAL finale e il Certificato di Regolare Esecuzione approvati il 31 agosto?”

TERRE DI LAVORO chiede quindi al Sindaco e all’Amministrazione di maggioranza di uscire dal silenzio e di rendere pubblici tutti gli atti relativi alla nuova fase dei lavori.

“Il 4 settembre – conclude TERRE DI LAVORO – avevamo posto una domanda precisa sulle 48 ore intercorse tra il 31 agosto e il 2 settembre. Oggi, 21 settembre, ne poniamo un’altra, ancora più concreta: quale atto consente di fare ciò che questa mattina abbiamo visto sul posto?

Perché se il capannone era stato rimosso, oggi bisogna spiegare perché si stanno predisponendo nuove strutture metalliche per il suo ricollocamento e per una nuova copertura. Se tutto è regolare, non dovrebbe essere difficile mostrare gli atti. Se esistono varianti, autorizzazioni, verbali e disposizioni tecniche, vengano resi pubblici. Se esistono nuove spese, venga indicato chi le sostiene. Se invece l’Amministrazione ritiene che quanto stiamo osservando rientri semplicemente nell’intervento già autorizzato, lo spieghi alla cittadinanza e produca la documentazione che lo dimostra. Non chiediamo interpretazioni politiche. Chiediamo trasparenza amministrativa.

Il Comune dispone di un Albo Pretorio e di strumenti di pubblicità degli atti proprio per garantire la tracciabilità dell’attività amministrativa. Dopo il nostro comunicato del 4 settembre, però, non abbiamo ricevuto i chiarimenti che avevamo sollecitato. Oggi ci troviamo davanti a nuovi lavori e, almeno allo stato delle verifiche effettuate questa mattina dal gruppo, senza poter ricostruire con immediatezza quale sia l’atto che ne costituisce il presupposto.

È il momento che il Sindaco e la maggioranza parlino e, soprattutto, che mettano gli atti sul tavolo. Su un’opera finanziata con risorse pubbliche e nell’ambito del PNRR, la comunità ha diritto di sapere cosa è stato progettato, cosa è stato realizzato, cosa è stato modificato e perché.

TERRE DI LAVORO continuerà a chiedere che ogni passaggio sia ricostruito attraverso documenti ufficiali, senza anticipare conclusioni e senza attribuire responsabilità prima di aver verificato gli atti. Questa volta, però, il silenzio non è più sufficiente.

Annuncio

Correlati

redazione 1 ora fa

Palazzo Mosti, maggioranza all’attacco: “Gesti plateali e populistici in Aula e foto fake sui social, opposizione assolutamente deludente”

redazione 7 ore fa

Trasporto pubblico a Benevento, l’opposizione presenta interrogazione: carenza di pensiline, orari e segnaletica

redazione 3 giorni fa

San Giorgio la Molara, realizzati nuovi tratti stradali in località Cisterna–Monte La Guardia

redazione 5 giorni fa

San Giorgio La Molara, il Comune cerca tra i dipendenti un direttore per il Museo de’ la Terra

Dall'autore

redazione 21 minuti fa

Airola, parla il consigliere Influenza: “Ci viene chiesto un atto di responsabilità politica. Città merita guida diversa”

redazione 29 minuti fa

Cala il sipario sul Festival “Teatro Amatoriale – Città di Benevento”: tutti i premiati

redazione 53 minuti fa

Airola, al via i campionamenti ARPAC dopo il rogo del 31 agosto

redazione 1 ora fa

Palazzo Mosti, maggioranza all’attacco: “Gesti plateali e populistici in Aula e foto fake sui social, opposizione assolutamente deludente”

Primo piano

Alberto Tranfa 11 secondi fa

Scuola, nessun taglio alle autonomie. Vitulano punta a un istituto professionale per il prossimo anno

redazione 53 minuti fa

Airola, al via i campionamenti ARPAC dopo il rogo del 31 agosto

redazione 1 ora fa

Palazzo Mosti, maggioranza all’attacco: “Gesti plateali e populistici in Aula e foto fake sui social, opposizione assolutamente deludente”

redazione 1 ora fa

Palazzo Mosti, dal Consiglio via libera al nuovo regolamento per la disciplina del commercio su aree pubbliche

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content