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Centro Medico Erre, Maglione (M5S): “Chiediamo un incontro ai vertici di Neuromed”

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“Se c’è una logica dietro la scelta dell’amministratore delegato del Centro Medico Erre, che giustifica il licenziamento di due lavoratori e altri 40 potenziali provvedimenti affini, è ora che venga chiarita”, così il deputato e portavoce (M5S) Pasquale Maglione commenta gli ultimi risvolti sul caso in corso presso la struttura di Sant’Agata dei Goti, dopo l’incontro di ieri  pomeriggio con i diretti interessati.

“Le scelte della società Neuromed, garante del piano industriale, preoccupano comprensibilmente tutti quei lavoratori che in questi giorni sono stati raggiunti da contestazioni disciplinari. Provvedimenti la cui fondatezza non spetta a noi giudicare, ma che inevitabilmente – rileva il deputato –  fanno accrescere la preoccupazione e qualche dubbio, soprattutto se arrivano nel momento in cui i creditori si accingono a votare la deliberazione e tra questi soggetti ci sono proprio quei lavoratori oggetto di contestazione.

E’ importante chiarire – prosegue Maglione – che se da un lato l’obiettivo della società entrante è quello di strutturare un centro di eccellenza medica, dall’altro esistono già le professionalità che possono contribuire allo scopo. Inoltre, considerato che tali professionalità sono comunque necessarie alle attività del centro, verrebbe da pensare che l’indirizzo è preferire al lavoro stabile quello precario, economicamente più vantaggioso. Per questi motivi, chiediamo quanto prima un incontro con i vertici di Neuromed per confrontarci sul futuro di questa struttura.

Il Centro Medico Erre è una realtà strategica nel nostro territorio ed è importante che la politica svolga il compito di rappresentare le istanze dei lavoratori nel processo di transizione verso la nuova gestione. Trovo singolare, ma non mi sorprende, che la politica che ha osannato l’arrivo della Neuromed, in questo momento taccia, nonostante oltre 40 famiglie stiano vivendo una situazione critica dal punto di vista occupazionale. Noi invece, liberi da ogni interesse di parte – conclude Maglione – ci rendiamo disponibili per un incontro con la nuova società, con il solo scopo di chiarire i nodi della questione che impattano sul tessuto sociale della nostra provincia”.

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