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Vigilanza collaborativa con l’ANAC, Altrabenevento attacca la Giunta sulla mensa

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“Con la delibera numero 123 del 2 settembre la Giunta Mastella ha approvato un “protocollo di vigilanza collaborativa” con l’Autorità Nazionale Anti Corruzione per gli appalti del Comune di Benevento. Bella l’intenzione, ma non  si comprende perché l’amministrazione non ha ritenuto di sottoporre all’Anac anche la procedura di gara in corso per il servizio di mensa scolastica”. A scriverlo è il coordinamento dell’associazione Altrabenevento, che interviene nuovamente sulla questione mensa scolastica.

“Abbiamo già fatto notare – aggiunge – che il Settore Servizi al Cittadino ha chiesto a nove ditte un’offerta da valutare con il criterio del “massimo ribasso” sul prezzo iniziale di 4 euro a pasto, ma il nuovo codice degli appalti (art. 95, comma 3), approvato ad aprile scorso, non consente questa procedura. L’assessora Amina Ingaldi invece insiste con argomenti assolutamente non pertinenti (urgenza, durata limitata dell’appalto ecc).

Dobbiamo a tal proposito far notare che proprio l’ANAC, con la deliberazione del 6 luglio ha approvato le ” Linee guida attuative del nuovo Codice degli Appalti” per ribadire che “Devono sempre essere assegnati mediante OEPV (Offerta Economicamente Più Vantaggiosa) sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 3, i contratti relativi a: a) i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica; …”.

Com’è noto la “offerta economicamente più vantaggiosa” prevede una serie di parametri prestabiliti per valutare innanzitutto la qualità della offerta e poi anche il prezzo. Invece il criterio del “massimo ribasso” che il Comune vuole utilizzare per affidare il servizio mensa, prevede solo la aggiudicazione a chi propone il prezzo più basso.

Quindi – continua la nota – la procedura di gara in essere è un disastro e già si annunciano anche i ricorsi da parte delle ditte che non sono state invitate, cioè la cooperativa Quadrelle 2001 che ha a disposizione il centro di cottura della Ristorò, la GLM e la Global Service che dispongono del centro di cottura di Atripalda, perché hanno un contenzioso in corso con il Comune di Benevento davanti al Tar per la gara a 5 anni prima assegnata e poi annullata dal Settore Servizi al Cittadini a novembre 2015.

Ma il nuovo Codice degli Appalti non prevede l’esclusione di ditte solo perché hanno un contenzioso in corso con l’ente. Anzi, l’art. 80 prevede: “Le stazioni appaltanti escludono dalla procedura di gara un operatore economico in una delle seguenti situazioni: .. c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso responsabile di gravi illeciti professionali… Tra questi rientrano le significative carenze nella esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata non contestata in giudizio“.

Quindi il ricorso al Tar è sempre un diritto delle ditte e addirittura, secondo il Codice degli Appalti, consente la partecipazione alla gare pure delle ditte che si sono macchiate di gravi responsabilità nella gestione di un predente servizio.

Il Comune invece ha escluso dalla gara tre ditte per il contenzioso in corso, ma stranamente non ha escluso la quarta che pure ha presentato ricorso al TAR insieme alla Quadrelle 2001, cioè la ditta Ristora Food che ha la disponibilità del centro di cottura di Beltiglio-Ceppaloni.

Questo – conclude Altrabenevento – è il quadro disastroso di questa gara che ovviamente mette in apprensione i dipendenti che non sono tutelati dal nuovo Capitolato e le famiglie dei mille bambini che dovrebbero utilizzare quel servizio. E’ una questione di grande impatto sociale e anche per questo non si comprende lo strano silenzio del Movimento 5 Stelle che pure ha cavalcato molto questa questione in campagna elettorale. Alcuni grillini, quelli “mastellati” non vogliono intervenire per non creare fastidi al neo sindaco, altri, i “pentastellati” sostengono di essere impegnati con altre emergenze, come se non fosse tale anche la gara, che scade tra otto giorni, per il servizio di mensa scolastica ai bambini delle scuole materne ed elementari della città già costretti in gran parte a mangiare panini per due anni”.

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