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Provincia di Benevento

Fondi Poin e Pain “scippati” al Mezzogiorno. Cimitile condivide la denuncia del presidente Bono

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Il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, anche a nome della Giunta al governo della Rocca dei Rettori, ha dichiarato di aver condiviso il contenuto della denuncia presentata dal Presidente della Provincia di Siracusa, responsabile della Associazione Province Unesco del Sud Italia, Nicola Bono, in ordine allo “scippo” di due miliardi di Euro di fondi europei destinati originariamente agli Attrattori culturali nel Mezzogiorno ed ha auspicato iniziative consequenziali da parte del Governo Monti.

Bono aveva inviato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio dei Ministri e ad alcuni Ministri (Passera, Barca, Gnudi e Ornaghi) una lettera con la quale denunciava che le risorse finanziarie previste dai cosiddetti POIN e PAIN per i beni culturali nell’Agenda 2007-2013 dell’Unione Europea o sono andati dispersi o sono stati spesi per altre finalità con un enorme pregiudizio sia per i giacimenti culturali tutelati che per lo stesso più generale sviluppo socio-economico del Mezzogiorno.

Secondo il Presidente Bono nell’Agenda europea erano stati stanziati in origine 2 miliardi di Euro, suddivisi quasi in egual misura tra due diversi progetti, uno dei quali (pari precisamente a 1,050 miliardi di Euro), denominato POIN, destinati in esclusiva alle Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Mentre il progetto PAIN (per le Regioni Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Molise) svaniva quasi subito, secondo Bono nel silenzio generale e senza lasciare traccia alcuna, per quanto invece riguarda il POIN in sei anni non sarebbe stato speso correttamente un solo euro della ingente somma destinata a quella parte del Mezzogiorno per i suoi attrattori culturali, naturalisti e turistici.

Bono, nella sua missiva al Governo, ha ricordato come nel 2011 lo Stato abbia commissariato per manifesta incapacità gestionale le Regioni inadempienti; sfortunatamente, tuttavia, sempre secondo il Presidente siciliano, non solo non sarebbe cambiato nulla in questa vicenda, ma anzi lo Stato avrebbe aggravato le già contorte strutture burocratiche di gestione, con il risultato che oggi non sarebbe rimasto quasi più nulla nemmeno del POIN.

A parere di Bono una parte di quella montagna di denaro sarebbe stata impiegata per progetti del tutto avulsi dalla finalità originariamente indicate dall’Unione Europea e comunque senza alcuna ricaduta per quello che dovrebbe essere il vero volano di sviluppo del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare, e cioè appunto i Beni Culturali.

Secondo i calcoli del presidente siciliano rimarrebbero disponibili, al momento, soltanto 335.932.690 Euro della somma accantonata a suo tempo, al netto delle penalità pagate dal nostro Paese per l’incapacità a spendere.

Il Presidente dell’associazione delle Province meridionali sedi Unesco, quindi, ha invitato il Governo nazionale ad avviare una immediata azione per tentare di salvare il salvabile del POIN.

Il programma, per quanto riguarda il Sannio, come ha ricordato il presidente della Provincia di Benevento Cimitile, riguarda due siti Unesco: la parte iniziale nei Comuni di Bucciano, Moiano e Sant’Agata de’ Goti dell’Acquedotto carolino del Vanvitelli (che fu progettato a servizio della Reggia di Caserta) e la Chiesa di Santa Sofia del capoluogo.

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