Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

Associazioni

La Campania brucia, dopo i roghi abusivi ecco il Piano Regionale Rifiuti

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

“Un minimo di 8.000.000 di mc” di discariche (quasi 12 volte la grandezza di quella di Chiaiano) nei prossimi 10 anni, tre inceneritori (di cui uno, quello di Acerra, già esistente) e un gassificatore e appena il 18% di materia riciclata. Questo il contenuto della bozza del Piano Rifiuti Urbani che la Regione Campania ha inviato alla Commissione Europea per convincere Bruxelles a svincolare i fondi europei bloccati dalla procedura di infrazione comunitaria ed evitare l’applicazione delle multe”: la nota del Coordinamento Regionale rifiuti della Campania (CO.RE.Ri) è senza appello. Questo il testo integrale: 
“Nessuno stop alle discariche nel 2014 quindi, come avevano titolato alcuni quotidiani locali all’indomani dell’invio della terza bozza di Piano. La dimostrazione, come da tempo sosteniamo in qualità di Coordinamento Regionale rifiuti Campania, che l’incenerimento dei rifiuti non elimina affatto l’uso di discariche. Anzi, mentre oggi il 90% dei rifiuti inviati a discarica è di tipo non pericoloso (anche se non stabilizzati, causa il mancato funzionamento degli impianti STIR), se si realizzasse lo scellerato piano del Prof. Arena, a regime, oltre il 60% dei rifiuti conferiti in discarica sarebbe pericoloso. 
Non si comprende dunque in che modo si pensi di convincere l’Europa della bontà del Piano se si prevede, in evidente contrasto con le priorità europee (che, lo ricordiamo, privilegiano la riduzione, il riuso e il riciclaggio a scapito della combustione e dello smaltimento in discarica), di destinare ad incenerimento oltre la metà delle 2.723.338 tonnellate di rifiuti prodotti in Campania ogni anno. Un gigantesco falò da 1.390.000 tonnellate annue (questa la capacità prevista degli impianti di incenerimento) a fronte del quale non c’è nessuna previsione di riduzione dei rifiuti e il riciclaggio finisce per diventare un ipotesi del tutto marginale, tanto più che si assume di dismettere gli impianti di ex CDR, costati ben 270 milioni di Euro (e che potrebbero utilmente essere trasformati in impianti per il recupero di materia), e di inviare ad incenerimento non solo il rifiuto indifferenziato ma anche gli scarti della differenziata.
Discorso simile per la frazione organica che, invece di essere compostata, verrà trattata quasi esclusivamente in impianti di tipo anaerobico il cui materiale solido in uscita sarà destinato in gran parte, secondo le ipotesi di piano, o a riempire le migliaia di cave abbandonate della regione o a consentire l’incenerimento degli 8 milioni di ecoballe stoccate su territorio in un ennesimo impianto di incenerimento (da altre 500.000 tonnellate annue) da realizzare nella già devastata zona di Giugliano. 
Un piano costruito attorno all’incenerimento dal quale a guadagnarci saranno i soliti pochi che sfrutteranno gli incentivi sulla produzione di energia dai rifiuti e a perderci ancora una volta saranno i cittadini campani e la loro salute. Un piano che non tiene in nessun conto le esigenze di sviluppo ecocompatibile del territorio e la necessità di evitare un ulteriore carico ambientale in zone già compromesse sotto questo profilo. Un piano in cui i vincoli per la definizione delle aree idonee ad ospitare gli impianti contraddicono le stesse ipotesi localizzative previste. Tutto ciò mentre si definisce la dotazione impiantistica in funzione di una livello di raccolta differenziata del 50% (in luogo del 65% obbligatorio per legge già dal 2012) e si sostiene voler “dotare la Regione Campania di impianti moderni, ma al contempo sicuri efficienti e affidabili” ma si sceglie di costruire due impianti di incenerimento a griglia mobile la cui tecnologia risale agli anni ’70 e che hanno il loro paradigma nell’inaffidabile inceneritore di Acerra, che utilizza la medesima tecnologia. 

Un piano pessimo che non aiuterà la Campania a tornare alla normalità, non ci eviterà nuove crisi e nuove proteste, e di certo non convincerà l’Europa a sbloccare i finanziamenti”.

 

Annuncio
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

Giammarco Feleppa 4 settimane fa

Rifiuti nelle aree picnic, stretta sul Taburno: sei enti insieme per tutelare il Parco

redazione 1 mese fa

San Giorgio La Molara, l’opposizione: capannone del Centro di Raccolta rimosso dopo il “fine lavori”. Cosa è accaduto in 48 ore?

redazione 1 mese fa

Rifiuti e degrado nel Parco del Taburno, il Comune di Vitulano: «Camposauro estraneo ai fatti. Obiettivo intensificare i controlli»

redazione 1 mese fa

Tari, la riflessione di ‘Benevento Domani’: ‘La tassa aumenta, dove finiscono i soldi recuperati dall’evasione?’

Dall'autore

redazione 8 ore fa

Bus su Corso Garibaldi, Boccalone: ‘La città si fermi a riflettere: scelta incongrua nel cuore del sito Unesco. Saldo di fine stagione?’

redazione 10 ore fa

San Lorenzello, consegnato il Premio Nazionale Legalità e Giustizia 2026: presente il ministro Piantedosi

redazione 10 ore fa

Airola dopo il rogo: scienza, dati ed equilibrio per tutelare il territorio senza cedere ad allarmismi

redazione 11 ore fa

Sanità territoriale, Io x Benevento: «Da un anno attendiamo risposte dall’ASL»

Primo piano

redazione 8 ore fa

Bus su Corso Garibaldi, Boccalone: ‘La città si fermi a riflettere: scelta incongrua nel cuore del sito Unesco. Saldo di fine stagione?’

redazione 10 ore fa

San Lorenzello, consegnato il Premio Nazionale Legalità e Giustizia 2026: presente il ministro Piantedosi

redazione 10 ore fa

Airola dopo il rogo: scienza, dati ed equilibrio per tutelare il territorio senza cedere ad allarmismi

redazione 15 ore fa

Alta Velocità Napoli-Bari, ufficiale la nuova stazione “Torrecuso-Ponte”

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content