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Provincia di Benevento

‘Basta con gli atteggiamenti dilatori’ sulle pelle dei lavoratori ex consorzi

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«Le argomentazioni arzigogolate e cavillosamente formali, oltre che incomprensibili, appaiono in stridente e irridente contrasto con le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori che da otto mesi non hanno letteralmente sostentamento». Con queste parole il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, ha commentato il contenuto di una nota a firma del dirigente del competente Settore della Regione Campania, dottor Alberto Acocella, al Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, con la quale si illustra la posizione della Regione in merito alla concessione della Cassa integrazione Guadagni in deroga a favore dei dipendenti dei Consorzi di bacino B1, BN2, BN3 (gestione del ciclo dei rifiuti).

Cimitile, in una lettera inviata al Governatore della Campania, Stefano Caldoro, stigmatizzando il protrarsi oltre misura di ogni decisione da parte della stessa Regione su questa vertenza, che si trascina ormai da otto mesi, ha chiesto che venga posto fine immediatamente ad «ogni altro atteggiamento dilatorio». Il presidente della Provincia sannita, che ha trasmesso, per conoscenza, il suo documento anche allo stesso Capo Dipartimento della Protezione Civile, al Prefetto di Benevento e agli assessori al lavoro e all’ambiente della Regione Campania, ha scritto che ormai è «arrivato il momento in cui chi ricopre ruoli dirigenziali si assuma le responsabilità connesse a tale ruolo».

La vicenda è ben nota all’opinione pubblica beneventana, anche per il fortissimo clima di tensione sociale che ha provocato: dal 7 agosto 2010 si attende che venga data esecuzione ad un Protocollo d’intesa siglato presso la Prefettura tra le massime Autorità del Sannio, i Sindacati e i lavoratori sulla vertenza dei 127 dipendenti dei disciolti Consorzi rifiuti. Tra le altre misure previste dell’accordo vi è appunto la concessione della Cassa Integrazione Guadagni in deroga che, tuttavia, il competente Settore della Regione (ORMEL) ancora non dispone, nonostante abbia ottenuto la documentazione richiesta sia dalla Provincia, sia dai Commissari liquidatori dei disciolti Consorzi, sia, infine, dalla stessa Protezione Civile.

Nei giorni scorsi, precisamente il 15 marzo 2011, il dirigente della Ormel ha ulteriormente arricchito il carteggio già corposo inviando una ulteriore nota al dott. Gabrielli, nota che, per l’appunto, il presidente della Provincia ha giudicato piena di «argomentazioni arzigogolate e cavillosamente formali» e, in definitiva, «incomprensibili».

Cimitile così ha illustrato (nuovamente) la situazione all’onorevole Caldoro: «Dopo un lunghissimo carteggio, voluto dal predetto dirigente regionale, all’interno del quale i vari attori hanno ripetutamente riaffermato la correttezza delle procedure attivate, l’ORMEL fa incredibilmente riferimento ai ricorsi avanzati da tre dei 127 lavoratori, che sono nuovamente al vaglio del giudice del lavoro (che peraltro si è già espresso una volta in merito, attestando l’assoluta correttezza delle procedure seguite dai Commissari dei consorzi). In virtù di tale presunta alea, l’ORMEL chiede al Capo Dipartimento della Protezione Civile ciò che quest’ultimo ha già attestato per ben due volte». A giudizio di Cimitile, invece, «esistono tutti gli elementi di conoscenza per accogliere o, al contrario, respingere la richiesta di CIG, che nasce da un protocollo di intesa sottoscritto in data 7 agosto 2010 e sottoscritto anche dal Prefetto di Benevento»: pertanto, sempre secondo il vertice della Rocca dei Rettori, vi sono tutte le condizioni perché Acocella si esprima finalmente, con piena cognizione di causa, «in un senso o nell’altro», dunque con un sì o con un no. Un ulteriore indugio, afferma Cimitile nella sua lettera a Caldoro, «oltre che ingiustificato e ingiustificabile, alimenterebbe dubbi sulle motivazioni che impediscono alla procedura di cui trattasi di chiudersi con un pronunciamento chiaro e limpido».

In conclusione il presidente della Provincia di Benevento chiede a Caldoro un «autorevole intervento dopo aver informalmente e formalmente perseguito con insuccesso (insieme allo stesso Prefetto di Benevento) ogni altra strada, amministrativa e istituzionale, presso i rappresentanti del Governo» regionale affinché sia posto fine a questo stato di cose".

 

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