ECONOMIA
Crisi d’impresa: da Benevento un modello nazionale per salvare aziende, tutelare la continuità aziendale e i posti di lavoro
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Dal Sannio arriva un caso destinato a diventare punto di riferimento nazionale nel nuovo diritto della crisi d’impresa. L’accordo transattivo sottoscritto il 30 aprile 2026 tra la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Benevento e una nota azienda della Provincia rappresenta infatti uno degli esempi più significativi di applicazione concreta dell’articolo 23, comma 2 bis, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, lo strumento che consente di affrontare tempestivamente le difficoltà aziendali salvaguardando continuità produttiva e occupazione e addivenire ad una potenziale transazione fiscale.
Si tratta di una procedura ancora poco utilizzata in Italia e applicata in un numero limitato di casi, soprattutto nel Mezzogiorno, dove spesso le crisi aziendali sfociano direttamente in liquidazioni o chiusure definitive. Proprio per questo il caso beneventano assume un rilievo particolare: dimostra che anche al Sud è possibile costruire percorsi avanzati di risanamento attraverso professionalità altamente specializzate e una collaborazione concreta tra impresa, professionisti e amministrazione finanziaria.
Al centro della vicenda c’è il lavoro svolto dall’avvocato beneventano Antonio Pio Morcone, advisor legale della procedura, insieme all’advisor finanziario Tommaso Izzo, commercialista dello studio IZZO & ASSOCIATI (www.izzoassociati.it), che hanno guidato la trattativa trasformando una situazione di forte difficoltà economica in un progetto credibile di continuità aziendale.
L’azienda coinvolta, con sede in Provincia di Benevento specializzata nella lavorazione di manufatti in metallo duro, si è trovata ad affrontare una crisi determinata dall’aumento del costo di materie prime strategiche come tungsteno e cobalto, dalla pressione energetica, dalla crisi del settore automotive e dalla concorrenza asiatica. Attraverso la composizione negoziata è stato però possibile evitare una soluzione liquidatoria, preservando valore industriale, know-how e occupazione.
L’accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate ha comportato un’importantissima falcidia del debito tributario per oltre 700 mila euro con possibilità di spalmare il residuo in rate semestrali fino al 2029. Tale intervento falcidatorio si è rivelato essere il principale fattore di riequilibrio finanziario, trasformandosi nel vero e proprio ossigeno finanziario necessario a garantire la continuità dell’impresa.
Fondamentale anche il ruolo della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Benevento, nella persona del Direttore dott. Aniello Napolitano, che ha affrontato la procedura con un approccio tecnico rigoroso ma orientato alla continuità aziendale, richiedendo verifiche e integrazioni fino al miglioramento della proposta finale.
Secondo i dati Unioncamere-InfoCamere, la composizione negoziata è in crescita ma resta ancora uno strumento poco diffuso rispetto al numero complessivo delle crisi d’impresa italiane. Dal 2021 a oggi le procedure concluse positivamente hanno comunque consentito di salvaguardare oltre 32mila posti di lavoro, confermando la validità dell’istituto quando utilizzato tempestivamente e con adeguate competenze professionali.
Per Benevento e per il Mezzogiorno il caso aziendale affrontato rappresenta dunque anche un messaggio culturale: la gestione moderna della crisi d’impresa non significa soltanto affrontare il dissesto, ma costruire strumenti concreti per salvare aziende, lavoro e competitività territoriale.



