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POLITICA

Ricciardi: ‘Riforma Gelmini: punti oscuri ma anche princìpi condivisibili’

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“L’Unione di Centro ha deciso di astenersi sulla riforma dell’Università perché il provvedimento presenta tanti punti oscuri e ambigui, ma anche alcuni principi condivisibili che dovranno trovare concretizzazione nei decreti attuativi che il Governo sarà chiamato ad approvare nei prossimi mesi”. Cosi Rosario Ricciardi, responsabile del movimento giovanile dell’Udc di Benevento a pochi giorni dall’approvazione in Senato del dispositivo presentato dal ministro Gelmini.

 

“Le principali perplessità – ha osservato Ricciardi – derivano dalla carenza di risorse economiche sufficienti per garantire l’efficienza delle università italiane e il diritto allo studio. Riteniamo importante, tuttavia, l’approvazione di un ordine del giorno sottoscritto dal cosiddetto Terzo Polo che definisce la road map per l’attuazione della riforma e impegna il Governo a garantire le risorse aggiuntive per la valutazione dell’efficienza e della qualità dell’offerta formativa accademica e per il diritto allo studio, come ad esempio la deducibilità delle spese dell’acquisto dei testi universitari”.

 

“Si conclude un anno difficile per il mondo dell’Università e della Scuola – ha proseguito Ricciardi -. I continui tagli alla spesa per la formazione e l’assenza di una programmazione condivisa hanno contribuito a creare un clima esasperato che non fa bene alle istituzioni e alle future generazioni. Dalle tensioni di questi giorni viene un chiaro insegnamento. Dialogare con gli studenti non è una possibilità ma un dovere per una classe dirigente seria e lungimirante. Bene ha fatto, quindi, il presidente della Repubblica a riceverli e ad ascoltarli.

 

E’ stato un gesto di grande sensibilità che si contrappone all’atteggiamento del Governo incapace di ascoltare le ragioni della protesta e di confrontarsi con il mondo giovanile. Anche se il premier fa finta di non vederla, nel Paese c’è una forte protesta sociale e non mi riferisco soltanto all’escalation di manifestazioni. I giovani sono sempre andati in piazza ed è legittimo che lo facciano. Ma devono stare attenti a non farsi strumentalizzare dai violenti. Alla violenza bisogna dare una risposta compatta e unitaria. La violenza può uccidere le ragioni della protesta”.

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