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Provincia di Benevento

Dopo la revoca alla Rocca, Falato scrive ai suoi concittadini: “Termina esperienza non esaltante. Pd molto deludente”

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Dopo la revoca delle sue deleghe e le dimissioni, l’ex assessore provinciale alla Cultura, Carlo Falato, torna a parlare della sua esperienza alla Rocca dei Rettori. Lo fa attraverso una lettera indirizzata ai suoi concittadini ed elettori di Guardia Sanframondi: nella missiva ricostruisce la vicenda spiegando le ragioni che lo hanno portato alla frattura insanabile con il presidente Cimitile e con il Partito Democratico.

“Termina un’esperienza non proprio esaltante – sottolinea Falato – e termina nel peggiore dei modi”. “Il PD di cui sono stato membro dell’assemblea costituente regionale, a cui personalmente avevo affidato le speranze per un partito nuovo, capace di interpretare al meglio i valori necessari per affrontare le sfide del nuovo millennio, – conclude Falato – si è dimostrato essere per me molto deludente”.

Questo il testo:

“Cari cittadini, sento il dovere di spiegarvi cosa è successo negli ultimi mesi in Provincia di Benevento e quali le cause che mi hanno portato a rassegnare le dimissioni da assessore provinciale. Non vi nascondo che il rapporto con il presidente della provincia e con alcuni dirigenti dallo stesso presidente nominati, non sono quasi sempre stati idilliaci. A questo vi è da aggiungere il fatto che, essendo io stato eletto nella lista Progetto Sannio, lista appoggiata dall’ex Presidente della Provincia On. Carmine Nardone e dall’ex Assessore Giorgio Carlo Nista, oggi sindaco di Colle Sannita, portassi entrinsecamente il neo di essere portatore di loro istanze o di essere loro vicino. Non sempre è stato così, o forse poche volte, ma ne approfitto, comunque, per rivolgere loro un ringraziamento per aver contribuito a darmi una opportunità di svolgere una esperienza importante come quella che si è malamente conclusa.

A questi problemi se sono successivamente aggiunti altri, più propriamente politici, legati a fatti esclusivamente paesani, che hanno finito per influire e non poco sulle ultime vicende.

Fatto sta che già dall’inizio dello scorso anno si sono verificati una serie di ingerenze da parte della presidenza, in maniera più massiccia rispetto agli altri anni, nei settori di attività di mia competenza…… è diventato di dominio pubblico il fatto che ci si doveva rivolgere alla presidenza, nemmeno al Presidente, per poter presentare un progetto culturale …al punto che mi veniva esplicitamente riferito dagli interessati.

Come si poteva procedere ad un minimo di programmazione, e con le poche risorse a disposizione, in queste condizioni!? In questo quadro ci si è trascinati per alcuni mesi fino a quando mi si è posto il dilemma di votare contro le deliberazioni, oppure non partecipare più alle riunioni di giunta. E’ così ho fatto, in maniera anche provocatoria, ma di questa questione oggettivamente non è importato niente a nessuno, anche perchè tutti pensavano che la giunta dovesse terminare la propria operatività al 31/12/2012 per effetto del Decreto che accorpava le province di Avellino e Benevento.

In questo periodo, però ci sono state le primarie del Centrosinistra, e poi il ballottaggio e poi, in ultimo le parlamentari il 29 dicembre scorso. E per questi appuntamenti, ho ritenuto di dover sostenere Renzi per la scelta del premier e per le parlamentari ho votato la più giovane candidata Annalibera Refuto. Poi, nei primi giorni di gennaio, insieme ad altri amici ho cercato di mettere a punto un’iniziativa tesa a recuperare il voto espresso alle primarie in un contenitore che poteva essere un movimento o il PD stesso, ma di sicuro a sostegno del premier Pierluigi Bersani.

Il giorno 21 gennaio vengo informato da amici che, sulla stampa viene riportata la notizia della revoca delle deleghe da parte di Cimitile. Siccome non credo nelle mezze misure, ho inviato immediatamente una nota al segretario del PD provinciale con la quale rimettevo nelle sue mani le dimissioni di assessore. A distanza di quasi una settimana non ricevo nessuna comunicazione. Poi domenica mattina viene fuori un articolo in cui Cimitile indica lo stesso segretario provinciale del PD quale possibile sostituto. Il giorno successivo Cimitile, ritorna sull’argomento, chiamandomi addirittura assenteista, cosa che mi ha fatto molto male, perchè in questi anni sono stati pochi i giorni in cui non ho partecipato ad un convegno, ad una presentazione di un libro, ad una iniziativa culturale, rendendomi sempre disponibile con tutti. Di questo ci sono le testimonianze giornalistiche e dei cittadini del sannio! Preso atto della situazione, nel pomeriggio di lunedì ho rassegnato le mie irrevocabili dimissioni.

Termina una esperienza non proprio esaltante, e termina nel peggiore dei modi. Da questo ne traggo anche valutazioni di ordine politico, che affido anche alla vostra riflessione: il PD di cui sono stato membro dell’assemblea costituente regionale, a cui personalmente avevo affidato le speranze per un partito nuovo, capace di interpretare al meglio i valori necessari per affrontare le sfide del nuovo millennio, si è dimostrato essere per me molto deludente. Non avendo avuto nessun tipo di risposta, né possibilità di esprimere delle valutazioni in merito, non posso fare altro che prendere atto che forse non si cercavano che scuse per potermi estromettere dal partito stesso. D’altronde noi di Guardia siamo abituati anche a questo”.

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