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Archeoclub d’Italia, costituito il Coordinamento regionale: il sannita Errico nel Comitato
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Su iniziativa del Coordinatore Regionale della Campania, Rosa Anatriello, e in attuazione delle disposizioni dello Statuto Nazionale di Archeoclub d’Italia APS, venerdì 31 luglio 2026, presso il Castello di Acerra si è ufficialmente costituito il Coordinamento Regionale della Campania, con la contestuale elezione dei nuovi componenti del Comitato regionale.
Sono stati eletti nel Comitato Regionale i presidenti delle seguenti sedi: per la provincia di Avellino Ilenia D’Oria, della sede di Avellino, per la provincia di Benevento Alessio Errico della sede di Apice, per la provincia di Caserta Francesco Delli Paoli della sede di Marcianise, per la provincia di Napoli Antonio Arcudi della sede di Napoli e Flora Nappi della sede di Nola, per la provincia di Salerno Enrico De Nicola della sede di NuceriaAlfaterna che assume anche il ruolo di vice presidente.
Il nuovo gruppo operativo si propone l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra le sedi e di incrementare la presenza dell’Archeoclub in Campania, regione ricchissima di vestigia archeologiche. Consapevoli che i nostri siti archeologici, i borghi antichi e la nostra storia non sono isole nel vuoto, ma parti vive di un unico paesaggio culturale affermiamo che difendere il passato significa proteggere anche la terra che lo custodisce. In Campania, la nascita delle civiltà è stata dettata dai nostri fiumi e modellata dalla nostra geografia. Oggi, i cambiamenti climatici, l’inquinamento dei corsi d’acqua e il rischio idrogeologico minacciano sia la biodiversità sia i monumenti.
Per questo, le sedi campane propongono come tema comune la cura del paesaggio ed il rapporto con l’acqua fonte di vita. L’acqua non è un semplice sfondo della storia, ma il motore che ha messo in moto le prime civiltà. Lungo i fiumi della Campania sono nati i primi scambi, sono fiorite le città e si sono incrociate le culture. Custodire l’acqua significa custodire la nostra stessa identità. Non esiste tutela del patrimonio storico senza la salvaguardia dell’ambiente naturale che lo circonda.




