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Solopaca, il Comitato Civico chiede verifiche al Ministero della Cultura sul Museo Enogastronomico
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Il Comitato Civico Solopaca Identità e Prospettive ha presentato una segnalazione istituzionale alla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura chiedendo accertamenti sullo stato del Museo Enogastronomico di Solopaca (MEG), con particolare riferimento alle collezioni, ai beni museali e alla documentazione che costituivano il percorso espositivo.
La nota è stata trasmessa, per conoscenza, anche alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento, alla Segreteria regionale del Ministero della Cultura per la Campania, alla Prefettura di Benevento, alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania e al Comune di Solopaca.
Nella segnalazione il Comitato ricorda che il Museo Enogastronomico, inaugurato nel 2005 negli spazi di Palazzo Cutillo grazie a finanziamenti pubblici, era nato come presidio culturale dedicato alla valorizzazione della storia dell’alimentazione, dell’enogastronomia e delle produzioni tipiche del Sannio, entrando a far parte della Rete Museale della Provincia di Benevento.
Secondo quanto evidenziato dal Comitato, il museo risulta oggi non aperto alla pubblica fruizione e non vi sarebbero informazioni certe sugli eventuali provvedimenti amministrativi che ne abbiano disposto la cessazione delle attività.
L’iniziativa segue anche la presentazione di un’istanza di accesso civico generalizzato (FOIA), finalizzata ad acquisire tutta la documentazione amministrativa, progettuale, finanziaria e gestionale relativa alla realizzazione, alla gestione e alla successiva dismissione del museo.
Richiamando l’articolo 9 della Costituzione, il Codice dei beni culturali e del paesaggio e la normativa in materia di beni pubblici, il Comitato chiede agli uffici competenti di verificare lo stato giuridico e patrimoniale delle collezioni, l’eventuale rilascio delle autorizzazioni previste per il trasferimento dei beni, la loro attuale ubicazione, le condizioni di conservazione, il rispetto dei vincoli connessi ai finanziamenti pubblici impiegati e la regolarità degli eventuali atti amministrativi adottati.
Accanto agli aspetti amministrativi, il Comitato esprime “profondo rammarico per la perdita della pubblica fruizione di un patrimonio storico e documentale” che considera di grande valore culturale. Il MEG custodiva infatti una significativa raccolta di etichette, imballaggi alimentari, manifesti pubblicitari e materiali che documentavano l’evoluzione dell’industria alimentare del Mezzogiorno dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, rappresentando una preziosa fonte di studio per gastronomi, storici, sociologi e designer.
Tra le peculiarità del museo viene ricordato anche il percorso didattico “Il Pranzo degli Orrori”, realizzato dall’Università degli Studi di Salerno per educare i visitatori al riconoscimento delle frodi e delle contraffazioni alimentari nei prodotti di largo consumo.
Secondo il Comitato, il patrimonio conservato dal museo raccontava una pagina significativa della storia economica e sociale del Sud Italia, testimoniando il contributo delle produzioni agroalimentari, conserviere, olearie e vitivinicole alla diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo. Un’eredità che, viene sottolineato, assume oggi un valore ancora maggiore alla luce del riconoscimento UNESCO della cucina italiana quale patrimonio culturale immateriale.
Nella nota viene inoltre richiamato il forte legame tra il museo e l’identità di Solopaca, comunità storicamente vocata alla viticoltura. Le colline della Valle Telesina, la produzione del Solopaca DOC, riconosciuta dal 1974, la nascita della Cantina Sociale nel 1966 e la storica Festa dell’Uva rappresentano, secondo il Comitato, elementi fondamentali della memoria collettiva e dello sviluppo economico del territorio.
«Riteniamo fondamentale lavorare per la riapertura del MEG e la sua piena restituzione alla comunità – afferma la presidente del Comitato Civico, Lucia Saudella – affinché torni ad essere un centro vivo per i giovani, per le scuole, per i turisti, oltre che il cuore pulsante del rilancio economico e identitario delle eccellenze del territorio».




