POLITICA
Palazzo Mosti, dall’opposizione solidarietà a Mastella ma il Consiglio si infiamma su ‘Sannio Acque’
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Un Consiglio comunale iniziato nel segno della solidarietà umana, caratterizzato da un importante avvicendamento burocratico e conclusosi con un acceso dibattito sulla gestione dell’acqua. Mattinata intensa a Palazzo Mosti, dove l’apertura dei lavori ha visto un momento di autentica e condivisa vicinanza umana al sindaco Clemente Mastella che ieri ha parlato pubblicamente della propria malattia.
Giovanna Megna a nome di tutta l’opposizione ha augurato una pronta guarigione al primo cittadino. “Come uomo di potere ha mostrato fragilità, rompendo un tabù e dando dignità a tante persone che in questo momento vivono la malattia e la marginalizzazione”, ha detto la consigliera tra gli applausi dell’intera assise.
Immediata la replica del sindaco che ha ringraziato per la solidarietà ricevuta in queste ore da tutti. “Sono stato profondamente toccato dallo straordinario moto di affetto che mi è stato indirizzato. Ringrazio i leader nazionali, i ministri, gli ex ministri tra cui i miei colleghi nelle diverse esperienze di Governo, personaggi del mondo della politica, dello spettacolo, dell’arte, dello sport. Notevole è stato l’afflato di benevolenza che ho ricevuto dalla gente comune, dai beneventani e dai sanniti. Durante il Consiglio comunale ho apprezzato le parole profonde arrivate dai banchi dell’opposizione e per l’applauso, sincero, che mi ha riservato l’Aula. Grazie a tutti, è un sostegno prezioso”, ha rimarcato Mastella. Subito dopo si è registrato il debutto ufficiale a Palazzo Mosti di Marialuisa Dovetto, nuova segretaria generale scelta dal sindaco dopo la sospensione per un anno di Riccardo Feola, al centro di un’inchiesta giudiziaria.
In merito al punto all’ordine del giorno la maggioranza ha approvato la delibera sulle azioni propedeutiche alla nascita di Sannio Acque s.r.l., la società mista pubblico-privata che gestirà il servizio nella provincia di Benevento. A sottolineare la validità della sceltà è stato il primo cittadino: “Senza i privati perdiamo l’acqua per strada perché le reti colano a picco e i Comuni non hanno i soldi per ripararle”
L’opposizione, invece, ha attaccato parlando di una privatizzazione mascherata del servizio: “Anche se sulla carta la quota pubblica è del 55%, nella realtà questo pacchetto azionario è frammentato tra decine di piccoli Comuni, ognuno con un peso minimo e orientamenti politici diversi. Al contrario, il partner privato (Acea) detiene da solo un blocco compatto del 45%. Non essendoci un soggetto pubblico unico a fare da contrappeso, il socio privato diventa di fatto l’azionista di maggioranza relativa in grado di imporre la propria linea”, è stato il pensiero condiviso della minoranza.



