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Giovani studenti in partenza per il mondo: al de ‘La Salle’ la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso Intercultura
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Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la cerimonia di premiazione organizzata da Intercultura. Al teatro de La Salle il momento conclusivo del percorso di selezione e formazione che precede la partenza degli studenti verso esperienze di studio all’estero.
L’iniziativa, ormai diventata una tradizione per il Centro locale di Benevento, arriva in un anno particolarmente significativo: Intercultura celebra infatti i suoi 70 anni di attività, mentre il centro sannita festeggia 35 anni di presenza sul territorio.
Durante la cerimonia sono stati premiati gli otto studenti vincitori del concorso, pronti a partire per Cina, Indonesia, Messico, Finlandia, Danimarca, Argentina e Thailandia. Nel corso dell’evento è stata inoltre lanciata una raccolta fondi destinata a finanziare una nuova borsa di studio locale per i futuri partecipanti al concorso 2027/2028.
La cerimonia è stata anche l’occasione per incontrare gli studenti internazionali che stanno
vivendo il loro anno in Italia nel Sannio e in altre province: Miah, dall’Honduras a San Marco Dei Cavoti; Felipe, Franco, Kantee, Valentina e Leonardo, che stanno vivendo la loro esperienza nel resto della regione.
“È un’esperienza che fatta a quest’età cambia la vita”, ha spiegato Simona Rossetti, presidente del Centro locale Intercultura Benevento e volontaria dell’associazione da 17 anni. “Non lo diciamo soltanto noi o gli studenti al loro rientro, ma lo confermano anche numerose ricerche. Negli anni siamo cresciuti molto: da due volontari siamo arrivati a circa venti, segno che questo progetto lascia qualcosa in chi lo vive”.
Rossetti ha sottolineato anche il valore della rete costruita intorno all’associazione: “Non ci sono solo gli ex borsisti, ma anche professori, scuole, famiglie e cittadini che decidono di ospitare studenti stranieri. Senza accoglienza non potrebbe esistere la mobilità internazionale”.
La stessa presidente ha ricordato il proprio percorso personale all’interno di Intercultura: “Per me è stata l’esperienza che ha cambiato il mio percorso umano e professionale. Mi ha insegnato a mettermi in discussione e da lì sono nati tanti altri percorsi nel volontariato. È una famiglia da cui, fondamentalmente, non si esce più”.



