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Cusano Mutri, l’ex sindaco Maturo sospeso per 18 mesi dalle funzioni di consigliere comunale
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Il Consiglio comunale di Cusano Mutri, la giunta, il sindaco Pietro Crocco e lo stesso interessato hanno preso atto, nei giorni scorsi, del decreto del prefetto Raffaele Moscarella, emesso e protocollato sul finire del mese di Aprile, con il quale – ai sensi della “Legge Severino”- è stata accertata la sussistenza della causa di sospensione dalla carica di consigliere comunale di Giuseppe Maria Maturo, in seguito a una condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli.
Il provvedimento, notificato al sindaco e al Consiglio comunale di Cusano Mutri, è stato discusso dall’organo consiliare nella prima seduta utile – quella del 4 maggio scorso – nel corso della quale si è proceduto alla sospensione temporanea del consigliere, senza però addivenire alla sostituzione, poiché non sono stati individuati candidati non eletti in grado di subentrare a Maturo.
Va inoltre precisato che la vicenda giudiziaria è già al vaglio della Corte di Cassazione, con tutti i possibili sviluppi affidati al giudizio di legittimità che sarà emesso dagli Ermellini nei prossimi mesi.
La vicenda che oggi approda alle cronache trae origine dal 2020, quando Maturo e altre due persone furono rinviati a giudizio su richiesta del pm Stefania Bianco, che aveva chiesto una condanna a otto anni per l’ex sindaco e a sei anni per i due coimputati. L’inchiesta riguardava lavori di “somma urgenza” eseguiti per sistemare il torrente Titerno dopo l’alluvione del 2015, periodo nel quale Maturo ricopriva la carica di sindaco del centro titernino.
Nel 2024, tuttavia, Maturo e gli altri imputati furono assolti dal collegio del Tribunale di Benevento, presieduto da Simonetta Rotili, con i giudici Graziamaria Monaco e Roberto Nuzzo. I giudici di primo grado stabilirono che “il fatto non sussiste” per due accuse di falso, “non aver commesso il fatto” per l’accusa di tentata truffa e il “non doversi procedere” per l’ipotesi di abuso d’ufficio, in relazione alle diverse contestazioni mosse agli imputati.
La Procura di Benevento ha evidentemente impugnato la sentenza assolutoria e la Corte d’Appello di Napoli, con sentenza depositata lo scorso 12 gennaio, ha ribaltato in parte il verdetto, condannando l’ex sindaco alla pena di due anni e otto mesi di reclusione, oltre all’interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata di due anni.
Proprio in virtù di questa nuova pronuncia, il prefetto Moscarella ha applicato quanto previsto dalla cosiddetta “Legge Severino”, adottando un provvedimento al quale gli organi comunali di Cusano Mutri hanno dovuto adeguarsi.
Nel corso del Consiglio comunale dei giorni scorsi, anche l’opposizione ha depositato agli atti una presa di posizione, letta in assise dal consigliere Di Muzio, improntata al rispetto del giudicato, senza alcuna speculazione giustizialista nei confronti del collega consigliere. Non è mancata, tuttavia, una riflessione di natura politica: “Al di là degli aspetti giudiziari, appare evidente il peso politico di questa sospensione, che coinvolge una figura centrale della maggioranza. Ed è proprio per questo – hanno aggiunto i consiglieri di minoranza Marino Di Muzio, Antonella Crocco, Marianna Cassella e Pasquale Maturo – che siamo chiamati non solo a prendere atto formalmente di un provvedimento, ma anche a riflettere sulla capacità di questa maggioranza di garantire stabilità, autonomia e responsabilità nell’azione di governo. In una fase come questa, ogni incertezza rischia di rallentare l’azione amministrativa e di indebolire l’istituzione”.
Dal canto suo, la maggioranza consiliare ha ribadito compattezza e continuità amministrativa, con il vicesindaco Alfonso Topputo che ha rassicurato “sulla stabilità dell’azione di governo, ricordando inoltre come il consigliere Maturo debba considerarsi innocente fino a condanna definitiva”. Sulla stessa linea l’assessora Maria Carmine Maturo, che ha sottolineato “la solidità e il lavoro condiviso della maggioranza nel perseguimento degli obiettivi amministrativi”. Infine anche il sindaco Pietro Crocco, apprezzando il tono istituzionale assunto dall’opposizione, ha confermato la determinazione della maggioranza a proseguire con compattezza il percorso amministrativo.



