POLITICA
Lavorgna (Sannio Insieme): “Trasporti, bene il confronto. Ma senza sanità non c’è futuro per le aree interne”
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“Accogliamo con interesse il dibattito lanciato da Pellegrino Mastella sul tema dei trasporti e delle infrastrutture nel Sannio. È giusto aprire una riflessione seria sulla mobilità, sui collegamenti ferroviari, sulle strade e sulla necessità di rompere l’isolamento delle aree interne. Tuttavia, riteniamo che questa sfida rischi di essere parziale e persino inutile se non si affronta prima la vera emergenza che sta svuotando il territorio: la Sanità”. Lo afferma Alfredo Lavorgna, Segretario di Sannio Insieme.
“I cittadini del Sannio oggi non chiedono soltanto treni più veloci o autobus più efficienti. Chiedono soprattutto il diritto a curarsi senza dover affrontare viaggi della speranza, liste d’attesa interminabili e continui tagli ai servizi ospedalieri e territoriali. Senza una rete sanitaria forte, moderna e vicina alle persone, qualsiasi piano sui trasporti finisce per diventare un semplice esercizio politico.
Le aree interne – prosegue Lavorgna – non si salvano soltanto collegandole meglio, ma garantendo servizi essenziali che permettano alle famiglie di restare. Un giovane medico che sceglie di andare via, un anziano costretto a spostarsi fuori provincia per una visita specialistica, una famiglia che decide di trasferirsi altrove perché non si sente tutelata: questi sono i veri segnali del declino”.
Per questo, Sannio Insieme, attraverso il suo Segretario Alfredo Lavorgna, “ritiene che la priorità assoluta debba essere la sanità territoriale. Occorre rafforzare gli ospedali, potenziare la medicina di prossimità, garantire personale e investimenti strutturali. Solo dopo si può costruire un ragionamento credibile su trasporti, sviluppo e competitività.
Altrimenti si rischia di mettere il carro davanti ai buoi: collegare meglio un territorio che continua però a perdere residenti, servizi e speranza. La politica dovrebbe avere il coraggio di partire dai bisogni reali delle persone e non dalle opere simboliche. Il futuro del Sannio – la conclusione – si difende prima nei reparti ospedalieri e negli ambulatori, poi nelle stazioni e sulle strade”.



