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Riforma degli Istituti Tecnici, la protesta della FLC CGIL: “A rischio qualità della scuola e posti di lavoro”
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Oggi giovedì 7 maggio, in occasione dello sciopero indetto dalla FLC CGIL per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici, che ha visto centinaia di iniziative di protesta in tutta Italia, una delegazione della FLC CGIL Benevento, con la segretaria generale Evelina Viele, ha partecipato al Presidio organizzato dalla FLC CGIL Campania, presso l’ Ufficio Scolastico Regionale dove il SG di FLC Campania Ottavio De Luca e il SG CGIL Campania Nicola Ricci sono stati ricevuti per esporre le ragioni dello sciopero: chiedere il ritiro e, in subordine, il rinvio dell’attivazione della riforma degli Istituti tecnici, così come prevista dal Ministero dell’Istruzione.
Tanti e pesanti sono gli elementi di criticità segnalati dagli istituti coinvolti, che riguardano la penalizzazione di numerosi insegnamenti, sia di cultura generale che professionalizzanti, con gravissime ricadute sulla qualità della didattica, sul lavoro dei docenti e più in generale sulla riduzione di posti di lavoro per il personale docente e ATA. Inoltre la riforma introduce alcuni elementi di flessibilità ed autonomia, legati all’ingresso delle aziende private nelle scuole e all’introduzione delle cosiddette competenze per gli studenti, legate ai bisogni delle imprese del territorio (?).
In parole semplici si sceglie di localizzare e aziendalizzare l’insegnamento nei tecnici, con una manovra che sa di classismo e di autonomia differenziata, andando a ledere l’unitarietà del sistema scolastico e a minare il diritto al pensiero critico, ad una crescita culturale e tecnico-scientifica da svolgere in contesti democratici e partecipativi, oltre che a ridurre organici Docenti ed Ata, rendendo ancora più difficile la gestione di questi Istituti. Saranno tagliate infatti le ore di lettere, matematica, fisica, scienze sperimentali, lingue, geografia, storia dell’arte che saranno sostituite da altre discipline, “orientate”dai fabbisogni formativi delle imprese del territorio.
La FLC CGIL ha richiesto al Ministero dell’Istruzione di fornire dati precisi quali ad esempio il numero degli alunni iscritti alle classi prime, i parametri per la formazione delle classi degli istituti tecnici (comprese quelle della filiera formativa tecnologico-professionale), la proiezione sulle sovrannumerarietà nel biennio, la proiezione sull’intero quinquennio di quali classi di concorso saranno principalmente interessate dai tagli di organico. Dal Ministero non sono arrivate risposte esaurienti e chiare che potessero tranquillizzare riguardo le ricadute effettive della riforma a regime, nell’orizzonte temporale del prossimo quinquennio, non essendo state effettuate proiezioni oltre il primo anno di introduzione della riforma, per cui le criticità rilevate saranno forse parzialmente risolte, limitatamente al prossimo anno scolastico e le buone intenzioni accompagnate dalle rassicurazioni a riguardo non possono bastare. La FLC CGIL ritiene necessario fermare questa Riforma, chiedendo ci sia il tempo necessario per una riflessione più generale sul riordino complessivo dell’istruzione tecnica e per questo continuerà nelle azioni di protesta e mobilitazione”.




