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Benevento celebra il 25 Aprile: “La libertà è un esercizio quotidiano”
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L’ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo ha visto Benevento rispondere, ancora una volta, presente. Il corteo, organizzato dall’ANPI, ha attraversato la città partendo da Piazza Colonna, al Rione Ferrovia, per poi concludersi a Piazza Roma. Presenti associazioni,sindacati, partiti, rappresentanti istituzionali e associazioni, tutti uniti nel ribadire che la libertà non è un’eredità statica ricevuta dal passato, ma un esercizio quotidiano.
Il presidente provinciale dell’associazione, Amerigo Ciervo, ha sottolineato come il 25 Aprile abbia un legame diretto con le fondamenta dello Stato: il primo voto alle donne, la nascita della Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente.
“Questi eventi sono i frutti diretti della lotta antifascista,” ha sottolineato Ciervo. “Sentiamo il dovere politico di ricordarlo, specialmente ai giovani: a loro spetta il compito di raccogliere la staffetta ideale delle partigiane e dei partigiani, portando avanti quei principi che sono alla base della nostra comunità civile.”
Il 25 Aprile di quest’anno ha segnato anche un punto di svolta per la toponomastica beneventana. Ieri la giunta ha deliberato l’intitolazione di un piazzale a Giacomo Matteotti, figura centrale del socialismo riformista e simbolo del sacrificio contro l’oppressione fascista.
Un riconoscimento che l’Associazione Partigiani chiedeva da tempo. “Abbiamo sempre spinto l’amministrazione in questa direzione,” ha commentato Ciervo. “Oggi non possiamo che ringraziare per questa scelta. È tardiva, certo, ma l’importante è che sia arrivata e in una zona centrale. Matteotti, come primo martire dell’antifascismo italiano, ha finalmente ottenuto ciò che doveva avere.”
Per l’assessore comunale alla Cultura, Antonella Polcini, l’atto non è una formalità burocratica: “La memoria non sopravvive senza gesti, segni e opere concrete. Questa intitolazione è l’espressione di una volontà condivisa e di un senso istituzionale che trasforma la celebrazione in un’assunzione di responsabilità.”




