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SANNIO

Faicchio, a scuola il “kaki della pace”: memoria, ambiente e futuro nel segno di Nagasaki

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Un albero sopravvissuto alla tragedia atomica diventa simbolo di rinascita e strumento educativo per le nuove generazioni. A Faicchio prende forma un progetto che intreccia storia, natura e cittadinanza attiva, promosso dal Comune in collaborazione con la Comunità Emmanuel e l’Istituto comprensivo “Manzoni”.

L’iniziativa affonda le radici nel Revive Time Kaki Tree Project, nato a Nagasaki, e porta tra i banchi di scuola una storia potente: quella di un albero di kaki sopravvissuto alla bomba atomica del 9 agosto 1945. A salvarlo fu l’arboricoltore Masayuki Ebinuma, che ne ha custodito e diffuso i semi nel mondo, trasformandolo in un simbolo universale di pace e resilienza.

Da quell’albero sono nate nuove piantine oggi presenti anche in Europa grazie al progetto “Kaki Tree for Europe”, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria storica e tradurla in impegno concreto.

Il percorso educativo coinvolgerà direttamente gli studenti dei plessi scolastici di Faicchio, protagonisti di attività che spaziano dalla sostenibilità ambientale allo studio della storia, con particolare attenzione agli eventi di bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Non mancheranno laboratori artistici, musicali ed espressivi, pensati per stimolare la creatività e rafforzare i valori della solidarietà, della pace e della partecipazione civica.

Elemento centrale del progetto sarà la piantumazione delle nuove generazioni di kaki: un gesto concreto che darà vita a spazi simbolici come il “bosco dei sopravvissuti”, affidato alla cura degli studenti stessi. Un modo per trasformare il ricordo in azione quotidiana e responsabilità condivisa.

L’iniziativa nasce dalla sinergia tra istituzioni, scuola e realtà del territorio, a testimonianza di un impegno comune verso la formazione delle nuove generazioni. Ma lo sguardo va oltre i confini locali: il progetto collega infatti Faicchio a una rete internazionale impegnata nella promozione della pace e del disarmo nucleare.

Il percorso culminerà in un evento pubblico previsto per maggio 2026, durante il quale saranno presentati i lavori realizzati dagli studenti e rinnovato l’impegno collettivo verso i valori della memoria e della convivenza pacifica.

Un piccolo gesto, come piantare un albero, diventa così un messaggio potente: coltivare oggi le radici della pace per costruire il futuro.

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