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“L’acqua non è una merce, ma un diritto”: il Comitato Sannita ABC ribadisce impegno contro privatizzazione
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“In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il Comitato Sannita Acqua Bene Comune intende ribadire con forza che l’acqua non è una merce, ma un diritto umano inalienabile, che il nostro territorio sta rischiando di svendere sull’altare della privatizzazione”. A dirlo è Giovanni Seneca.
Oggi la battaglia del comitato si arricchisce di nuova linfa. Si saluta con entusiasmo la recente nascita del Comitato Civico “SolopacaIdentità e Prospettive”. Questa nuova realtà nasce dall’esigenza dei cittadini di vigilare direttamente sulla gestione delle risorse idriche e di opporsi a un modello che allontana il controllo del bene comune dalle comunità locali. La partecipazione di Solopaca dimostra che la coscienza civica è più sveglia che mai ed è presente nel comune del sindaco Pompilio Forgione, coordinatore del distretto dell’Eic Sannio ed artefice della privatizzazione dell’acqua.
Il comitato non può tacere davanti alle recenti dichiarazioni del sindaco Clemente Mastella, che vanta per Benevento tariffe tra le più basse d’Italia. Si tratta di una narrazione parziale che nasconde una realtà ben più amara: il distretto Eic ha già approvato considerevoli aumenti tariffari, analoghi a quelli di Alto Calore (fino al 56%), che smentiscono le rassicurazioni del sindaco e graveranno pesantemente sulle famiglie.
La classifica di Cittadinanza Attiva contiene un altro dato che non può passare sotto traccia: i sei capoluoghi di provincia con le tariffe più elevate (Frosinone, Pisa, Livorno, Grosseto, Siena, Arezzo) hanno tutti gestori idrici saldamente nelle mani di Acea, con tariffe che in alcuni casi sfiorano i 1.000 euro all’anno. Acea, anche se formalmente è partecipata dal Comune di Roma, non è una società pubblica perché non risponde al modello del referendum del 2011 ed è nelle mani degli investitori privati.
La crisi del sistema idrico sannita non colpisce solo i cittadini, ma anche chi il servizio lo garantisce ogni giorno. Il comitato esprime piena solidarietà ai dipendenti della Gesesa, attualmente in stato di agitazione. Le incertezze sul futuro occupazionale legate al passaggio verso Sannio Acque e l’immobilismo dei vertici aziendali confermano che la strada intrapresa non garantisce né l’efficienza del servizio né la dignità del lavoro.
Si assiste, infine, ancora una volta sbalorditi, a un nuovo episodio di greenwashing da parte di Gesesa Spa, che ha il coraggio di rivolgersi agli studenti in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, senza ricordare loro però che il servizio idrico in 22 comuni del Sannio è gestito con una concessione scaduta dal 2022 e nel totale disprezzo del referendum costituzionale del 2011.
La mobilitazione del comitato continuerà, comune per comune, fino a quando il voto referendario del 2011 non sarà pienamente rispettato.
Oggi la battaglia del comitato si arricchisce di nuova linfa. Si saluta con entusiasmo la recente nascita del Comitato Civico “SolopacaIdentità e Prospettive”. Questa nuova realtà nasce dall’esigenza dei cittadini di vigilare direttamente sulla gestione delle risorse idriche e di opporsi a un modello che allontana il controllo del bene comune dalle comunità locali. La partecipazione di Solopaca dimostra che la coscienza civica è più sveglia che mai ed è presente nel comune del sindaco Pompilio Forgione, coordinatore del distretto dell’Eic Sannio ed artefice della privatizzazione dell’acqua.
Il comitato non può tacere davanti alle recenti dichiarazioni del sindaco Clemente Mastella, che vanta per Benevento tariffe tra le più basse d’Italia. Si tratta di una narrazione parziale che nasconde una realtà ben più amara: il distretto Eic ha già approvato considerevoli aumenti tariffari, analoghi a quelli di Alto Calore (fino al 56%), che smentiscono le rassicurazioni del sindaco e graveranno pesantemente sulle famiglie.
La classifica di Cittadinanza Attiva contiene un altro dato che non può passare sotto traccia: i sei capoluoghi di provincia con le tariffe più elevate (Frosinone, Pisa, Livorno, Grosseto, Siena, Arezzo) hanno tutti gestori idrici saldamente nelle mani di Acea, con tariffe che in alcuni casi sfiorano i 1.000 euro all’anno. Acea, anche se formalmente è partecipata dal Comune di Roma, non è una società pubblica perché non risponde al modello del referendum del 2011 ed è nelle mani degli investitori privati.
La crisi del sistema idrico sannita non colpisce solo i cittadini, ma anche chi il servizio lo garantisce ogni giorno. Il comitato esprime piena solidarietà ai dipendenti della Gesesa, attualmente in stato di agitazione. Le incertezze sul futuro occupazionale legate al passaggio verso Sannio Acque e l’immobilismo dei vertici aziendali confermano che la strada intrapresa non garantisce né l’efficienza del servizio né la dignità del lavoro.
Si assiste, infine, ancora una volta sbalorditi, a un nuovo episodio di greenwashing da parte di Gesesa Spa, che ha il coraggio di rivolgersi agli studenti in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, senza ricordare loro però che il servizio idrico in 22 comuni del Sannio è gestito con una concessione scaduta dal 2022 e nel totale disprezzo del referendum costituzionale del 2011.
La mobilitazione del comitato continuerà, comune per comune, fino a quando il voto referendario del 2011 non sarà pienamente rispettato.
“In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il Comitato Sannita Acqua Bene Comune intende ribadire con forza che l’acqua non è una merce, ma un diritto umano inalienabile, che il nostro territorio sta rischiando di svendere sull’altare della privatizzazione”. Così in una nota il portavoce Giovanni Seneca.
Oggi la battaglia del comitato si arricchisce di nuova linfa. Si saluta con entusiasmo la recente nascita del Comitato Civico “SolopacaIdentità e Prospettive”. Questa nuova realtà nasce dall’esigenza dei cittadini di vigilare direttamente sulla gestione delle risorse idriche e di opporsi a un modello che allontana il controllo del bene comune dalle comunità locali. La partecipazione di Solopaca dimostra che la coscienza civica è più sveglia che mai ed è presente nel comune del sindaco Pompilio Forgione, coordinatore del distretto dell’Eic Sannio ed artefice della privatizzazione dell’acqua.
Il comitato non può tacere davanti alle recenti dichiarazioni del sindaco Clemente Mastella, che vanta per Benevento tariffe tra le più basse d’Italia. Si tratta di una narrazione parziale che nasconde una realtà ben più amara: il distretto Eic ha già approvato considerevoli aumenti tariffari, analoghi a quelli di Alto Calore (fino al 56%), che smentiscono le rassicurazioni del sindaco e graveranno pesantemente sulle famiglie.
La classifica di Cittadinanza Attiva contiene un altro dato che non può passare sotto traccia: i sei capoluoghi di provincia con le tariffe più elevate (Frosinone, Pisa, Livorno, Grosseto, Siena, Arezzo) hanno tutti gestori idrici saldamente nelle mani di Acea, con tariffe che in alcuni casi sfiorano i 1.000 euro all’anno. Acea, anche se formalmente è partecipata dal Comune di Roma, non è una società pubblica perché non risponde al modello del referendum del 2011 ed è nelle mani degli investitori privati.
La crisi del sistema idrico sannita non colpisce solo i cittadini, ma anche chi il servizio lo garantisce ogni giorno. Il comitato esprime piena solidarietà ai dipendenti della Gesesa, attualmente in stato di agitazione. Le incertezze sul futuro occupazionale legate al passaggio verso Sannio Acque e l’immobilismo dei vertici aziendali confermano che la strada intrapresa non garantisce né l’efficienza del servizio né la dignità del lavoro.
Si assiste, infine, ancora una volta sbalorditi, a un nuovo episodio di greenwashing da parte di Gesesa Spa, che ha il coraggio di rivolgersi agli studenti in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, senza ricordare loro però che il servizio idrico in 22 comuni del Sannio è gestito con una concessione scaduta dal 2022 e nel totale disprezzo del referendum costituzionale del 2011.
La mobilitazione del comitato continuerà, comune per comune, fino a quando il voto referendario del 2011 non sarà pienamente rispettato.




