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ECONOMIA

Enzo Martuccio, orgoglio sannita della pasticceria italiana: dal panettone alla colomba, eccellenze all’insegna della tradizione

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Nel cuore del Sannio, tra i profumi intensi della farina e il respiro lento del lievito madre, prende forma ogni giorno una storia fatta di passione, sacrificio e dolcezza autentica. È qui, a Colle Sannita, che abbiamo incontrato il maestro pasticcere Enzo Martuccio, un nome che oggi risuona con forza in tutta Italia tra gli amanti dell’arte bianca.

A due settimane dalla Pasqua, nel suo laboratorio è già tempo di magia. Le colombe — vere regine della festività — sfornano promesse di gusto e tradizione, trasformando ogni assaggio in un’esperienza sensoriale che racconta quasi mezzo secolo di storia.

«Un grande lievitato non nasce dalla fretta, ma dall’ascolto: della farina, del lievito madre, del tempo. Io mi limito a rispettarli», confida Martuccio mentre osserva con attenzione uno degli impasti in lavorazione.

E in quelle parole c’è tutta la filosofia di un artigiano che ha fatto della lentezza un valore. Le sue colombe richiedono 72 ore di lavorazione e ben 36 ore di lievitazione naturale: un rituale preciso, quasi sacro, che restituisce prodotti di straordinaria leggerezza e profondità aromatica.

Il viaggio di Martuccio affonda le radici nel 1982, quando sua madre Assunta — «femmina del Sud», la definisce con orgoglio — diede vita a un piccolo panificio. Da lì, una crescita costante fatta di studio, dedizione e amore per il territorio.

«Il nostro laboratorio comunica con trasparenza i valori della nostra famiglia», racconta. «È una storia tutta italiana, dove la formazione continua si intreccia con la tradizione artigianale».

Determinante nel suo percorso è stato anche l’incontro con grandi maestri, tra cui Achille Zoia, fonte di ispirazione ancora oggi. Ma Martuccio non ha mai smesso di imparare: «Alla soglia dei 60 anni ho ancora sete di conoscenza».

Il segreto del successo? Una formula tanto semplice quanto difficile da realizzare: tradizione e innovazione.

Le ricette tramandate nel tempo vengono reinterpretate con sensibilità contemporanea, senza mai tradire l’anima artigianale. Fondamentale è anche l’ascolto dei clienti, che guida ogni evoluzione del laboratorio.

Al centro di tutto, però, resta lui: il lievito madre, affettuosamente chiamato “’O bambiniell’”.

«È la mia creatura più importante, dopo i miei figli», sorride. «Ti insegna la cura: va seguito ogni giorno, senza distrazioni. È un impegno costante, ma è anche ciò che rende ogni prodotto unico».

Negli ultimi anni sono arrivati riconoscimenti prestigiosi: primo posto a Mastro Panettone 2024, secondo nel 2023, finalista alla Divina Colomba 2025. Traguardi importanti, che però Martuccio vive con grande equilibrio.

«Non sono punti d’arrivo, ma stimoli. Ho scelto di restare un artigiano e sento la responsabilità di offrire una pasticceria sana, autentica e di altissima qualità».

E poi c’è la colomba, simbolo per eccellenza della Pasqua. Nel laboratorio di Colle Sannita nasce attraverso gesti lenti e precisi: dalla selezione delle farine migliori alla decorazione finale con mandorle e zucchero.

Ogni morso racconta una storia. Non solo di tecnica, ma di identità.

Non a caso, Martuccio ha realizzato anche la Colomba Pasquale ufficiale del Benevento Calcio: un prodotto che unisce tradizione, appartenenza e spirito di comunità. E quest’anno, tra sogni di promozione, potrebbe avere un sapore ancora più speciale sulle tavole sannite.

Oggi i dolci di Martuccio viaggiano ben oltre i confini del territorio. Eppure, ogni creazione resta profondamente legata alla sua terra.

«Ogni prodotto è un pezzo del Sannio», spiega. «Portiamo la nostra cultura e la nostra passione ovunque arriviamo».

E il futuro? Nuove sfide, nuove idee, ma sempre nel segno della qualità. Per il Natale 2026 si preparano già sorprese: varianti con ingredienti locali, tecniche innovative, nuove esperienze di gusto.

Senza mai dimenticare da dove tutto è partito. Perché, in fondo, nel laboratorio di Enzo Martuccio non si producono semplicemente dolci: si custodisce un patrimonio fatto di tempo, memoria e amore. E ogni colomba, ogni panettone, è un invito a riscoprirlo.

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