ECONOMIA
Creatività, visione e radici: la storia di Texi e di Alberto Orlacchio, l’imprenditore che ha trasformato la comunicazione visiva in esperienza
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Ci sono uomini che trasformano la propria visione in realtà e cambiano il mondo intorno a sé. Alberto Orlacchio, imprenditore beneventano, è uno di loro. Fondatore e ceo di Texi, azienda leader nazionale nella comunicazione visiva e nel temporary design, ha preso un’intuizione nata a Benevento e l’ha trasformata in un progetto che unisce creatività, tecnologia e identità. La sua storia è quella di un sogno che cresce, si evolve e conquista spazi, emozioni e persone, dimostrando che passione, coraggio e determinazione possono ridisegnare il modo in cui viviamo e percepiamo il mondo.
Tutto comincia nel 1989 a Benevento, in un momento di grande trasformazione tecnologica. La grafica, fino ad allora fortemente legata alla manualità artigianale, stava vivendo una rivoluzione silenziosa: l’avvento del digitale. È proprio in quel passaggio epocale che Orlacchio intravede una possibilità.
«Texi nasce in un momento di forte trasformazione tecnologica», racconta. «La grafica stava passando dall’artigianalità tradizionale al digitale. L’idea imprenditoriale nasceva dalla volontà di unire creatività e innovazione tecnologica in un territorio che offriva grandi potenzialità ma poche strutture specializzate nella comunicazione visiva evoluta».
Alla base del progetto c’era una convinzione chiara: la comunicazione non doveva essere considerata un semplice supporto grafico, ma un vero strumento strategico per le imprese. «Fin dall’inizio l’obiettivo è stato aiutare aziende e istituzioni a costruire identità solide e coerenti, attraverso soluzioni grafiche di qualità e una visione orientata al futuro».
Le origini: la rivoluzione del desktop publishing – I primi anni di attività sono stati segnati da un forte investimento nelle arti grafiche e nel desktop publishing, tecnologia che negli anni Novanta rappresentava una vera rivoluzione nel settore.
«È stata una fase fondativa e determinante», spiega Orlacchio. «Il desktop publishing consentiva maggiore controllo creativo, precisione tecnica e velocità di esecuzione. Investire in questo ambito significava sviluppare competenze avanzate quando il mercato locale era ancora agli inizi».
Quel periodo non è stato soltanto un passaggio tecnico, ma la costruzione di un metodo di lavoro. Attenzione al dettaglio, padronanza dei processi produttivi, controllo della qualità e capacità di integrare creatività e tecnologia diventano i pilastri su cui Texi costruirà la propria crescita. «Senza quella fase – sottolinea – non sarebbe stato possibile evolvere verso modelli progettuali più complessi».
Dalla grafica agli spazi: la svolta del Temporary Design – Con il passare degli anni, il mercato cambia. Le aziende non cercano più soltanto prodotti grafici, ma esperienze capaci di coinvolgere il pubblico. È qui che Texi compie una scelta strategica: uscire dalla bidimensionalità della grafica tradizionale per entrare nello spazio fisico.
«Abbiamo capito che la comunicazione doveva uscire dalla carta», spiega Orlacchio. «Le aziende avevano bisogno di creare esperienze dirette e memorabili». Nasce così l’evoluzione verso il temporary design e la comunicazione visiva integrata. Fiere, eventi, showroom e ambienti commerciali diventano luoghi narrativi, spazi in cui il design e la comunicazione dialogano per costruire identità di marca.
Da semplice fornitore di servizi grafici, Texi si trasforma progressivamente in partner strategico delle imprese. Oggi Texi opera su tutto il territorio nazionale e si distingue per un approccio integrato che unisce creatività, competenza tecnica e affidabilità operativa.
«Il nostro valore aggiunto è la capacità di seguire ogni progetto dall’idea alla realizzazione», spiega Orlacchio. «Manteniamo un controllo diretto su qualità, tempi e coerenza progettuale».
In un mercato sempre più competitivo, la differenza – secondo l’imprenditore beneventano – la fanno l’ascolto e la personalizzazione. «Offriamo soluzioni su misura, calibrate sulle esigenze specifiche del cliente. Il nostro è un approccio consulenziale, non standardizzato».
Un sodalizio professionale lungo trent’anni – Un capitolo importante della storia aziendale è il rapporto con il socio Antonio Vesce, iniziato nel 1996 dopo diverse esperienze nel settore della comunicazione visiva. «Posso tranquillamente affermare che trascorro più tempo con lui che con mia moglie», dice Orlacchio con un sorriso. La partnership tra i due si fonda su competenze complementari e su una visione imprenditoriale condivisa, con un obiettivo chiaro: sviluppare un progetto aziendale orientato alla qualità e all’innovazione.
Negli anni la sinergia professionale ha permesso all’azienda di consolidare la propria presenza nel settore, affrontando le evoluzioni tecnologiche e i cambiamenti del mercato. «La suddivisione dei ruoli e delle responsabilità è sempre stata improntata al rispetto e alla fiducia reciproca», racconta. «Il confronto a volte è anche serrato, ma sempre costruttivo». E poi c’è la vita privata, che inevitabilmente si intreccia con quella professionale. «Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente mia moglie, che tollera da oltre 34 anni i miei orari assurdi».
Le persone al centro dell’azienda – Per Orlacchio, però, la vera forza dell’azienda sono le persone. «Consideriamo le nostre risorse il vero motore della crescita», spiega. «Il rapporto con i collaboratori si basa su rispetto, fiducia e valorizzazione delle competenze». In Texi si cerca di costruire un ambiente di lavoro collaborativo e stimolante, con opportunità di formazione e crescita professionale. «Sappiamo bene che dipendenti e collaboratori trascorrono più tempo sul posto di lavoro che con le loro famiglie. Sta a noi metterli nelle migliori condizioni e supportarli anche nei momenti difficili».
Spazi che comunicano – Nel mondo contemporaneo la comunicazione visiva è ovunque: nei negozi, negli uffici, negli spazi urbani, negli eventi. «Gli spazi comunicano costantemente», osserva Orlacchio. «Influenzano orientamento, percezione, emozione e comportamento».
Il temporary design crea ambienti capaci di generare impatto immediato. La visual communication rende comprensibili i contenuti. L’interior decoration contribuisce al benessere e all’identità degli spazi. «Oggi la comunicazione visiva è parte integrante della vita quotidiana, spesso in modo silenzioso ma determinante».
Accessibilità e responsabilità sociale – Un tema centrale nella progettazione contemporanea è quello dell’accessibilità. «Progettare significa assumersi una responsabilità sociale», afferma Orlacchio. «Gli spazi devono essere comprensibili, fruibili e inclusivi». Segnaletica leggibile, contrasti cromatici adeguati, percorsi intuitivi e soluzioni tattili sono elementi fondamentali per rendere gli ambienti accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità sensoriali o motorie. «L’accessibilità non è un’aggiunta: è un criterio progettuale di base».
Innovazione e sostenibilità – Guardando al futuro del settore, due parole chiave emergono con forza: sostenibilità e tecnologia. «La sostenibilità riguarda materiali eco-compatibili, ottimizzazione dei processi produttivi e soluzioni riutilizzabili», spiega Orlacchio. Parallelamente, l’innovazione tecnologica – dalla stampa digitale avanzata alle soluzioni interattive – apre nuove possibilità creative. «La vera evoluzione del settore sta nell’integrazione tra creatività, responsabilità ambientale e tecnologia».
Cultura e inclusione: il progetto Art-Up – In questo percorso si inserisce anche la collaborazione con Art-Up, progetto orientato alla progettazione culturale inclusiva. «L’obiettivo è sviluppare soluzioni che rendano gli spazi espositivi più accessibili e comprensibili», racconta Orlacchio. Non si tratta soltanto di eliminare barriere fisiche, ma di ripensare l’esperienza culturale attraverso percorsi narrativi accessibili, strumenti digitali e principi di universal design.
Il legame con Benevento – Nonostante l’espansione nazionale, Texi resta profondamente legata alla città in cui è nata e ha sede. «Il rapporto con Benevento è identitario», afferma Orlacchio. «Fare impresa nel Sannio significa affrontare sfide strutturali ma anche lavorare in un territorio ricco di storia e cultura». Per lui è anche una scelta di responsabilità: investire nelle competenze locali e dimostrare che anche realtà nate lontano dalle grandi metropoli possono competere su scala nazionale.
La passione giallorossa – Accanto alla dimensione imprenditoriale, nella vita di Orlacchio c’è una passione che lo accompagna da sempre: il calcio, e in particolare il Benevento Calcio.
«Sono tifosissimo della Strega sin da bambino quando mio padre mi portava allo storico Meomartini a vedere le prime partite».
Quella passione negli anni si è trasformata anche in un’esperienza professionale. Con l’arrivo del presidente Oreste Vigorito e della sua famiglia alla guida del club giallorosso, Texi ha avuto l’opportunità di contribuire alla riqualificazione dello stadio. «Abbiamo realizzato il tunnel di accesso al campo, gli spogliatoi e tutta la segnaletica della comunicazione visiva», racconta con emozione. Per un tifoso, varcare la soglia dello spogliatoio della propria squadra del cuore è qualcosa di indescrivibile. «È una sensazione unica».
Così come unica è stata l’emozione per la vittoria contro il Catania che ha permesso al Benevento di mettere un piede e mezzo in B. Su questo si lascia scappare un sorriso: «Non diciamo ancora nulla, ma il sogno potrebbe realizzarsi di nuovo».
Il futuro della comunicazione visiva – Guardando avanti, Orlacchio immagina un settore sempre più immersivo e interattivo. «La comunicazione visiva sarà sempre più integrata tra fisico e digitale», spiega. «Gli ambienti diventeranno capaci di adattarsi ai contesti e ai pubblici in tempo reale».
Ma una cosa resterà immutata. «La tecnologia è solo uno strumento. Il vero valore continuerà a risiedere nella qualità del progetto e nella capacità di creare esperienze autentiche».
Una visione che riassume perfettamente la filosofia di un imprenditore che, partendo da Benevento con un’idea e molta determinazione, è riuscito a trasformare la comunicazione visiva in un linguaggio capace di raccontare spazi, imprese e identità.



