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PS San Pio: i sindacati plaudono al restyling, ma chiedono attenzione ai carichi di lavoro

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Le segreterie aziendali delle organizzazioni sindacali CISL FP, SILC e Nursind intervengono sulla situazione del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento, ponendo l’accento sui lavori di ristrutturazione in corso e sulle ricadute per operatori sanitari e utenti.

Secondo le sigle sindacali, il restyling strutturale del Pronto Soccorso rappresenta «un atto rivoluzionario e necessario», atteso da anni dal personale infermieristico e dagli operatori socio-sanitari. Positivo anche il cronoprogramma degli interventi, pur ribadendo che la priorità resta la gestione dei carichi di lavoro.

I sindacati chiariscono di non voler aderire né a critiche pregiudiziali né a elogi acritici, ma riconoscono che la gestione della direttrice generale, Maria Morgante, sta portando a compimento un intervento strutturale fondamentale. «Difendere la continuità di questo percorso – spiegano – non significa osannare la Direzione, ma tutelare investimenti che incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori».

Nel corso dell’ultimo periodo, grazie a una collaborazione definita “proficua” tra management e organizzazioni sindacali, sarebbero stati raggiunti risultati concreti, tra cui il riconoscimento economico attraverso il DEP e quello professionale con le progressioni verticali. Sono inoltre in fase di avvio le procedure per l’attribuzione degli incarichi professionali, bloccate da anni.

Entrando nel merito del Pronto Soccorso, CISL FP, SILC e Nursind evidenziano alcune criticità tecniche dal punto di vista degli operatori. In particolare, il vecchio layout strutturale viene indicato come una delle principali cause di aumento del carico fisico e cognitivo per infermieri e OSS, a causa di spazi angusti e percorsi assistenziali non ottimizzati. La ristrutturazione completa dovrebbe consentire una corretta separazione dei flussi tra codici minori ed emergenze, riducendo il caos logistico e il rischio di burnout.

Altro nodo centrale è quello della sicurezza. Un ambiente rinnovato, sottolineano le sigle, deve prevedere postazioni protette e sistemi di monitoraggio integrati. La Direzione avrebbe garantito che il 2026 rappresenterà un punto di svolta sul tema della prevenzione delle aggressioni, considerata dai sindacati una priorità contrattuale e un obbligo per il datore di lavoro.

Resta infine aperta la questione del cosiddetto “boarding”, ovvero lo stazionamento prolungato dei pazienti in attesa di un posto letto. «Un Pronto Soccorso moderno – affermano – non deve essere solo nuovo dal punto di vista strutturale, ma deve dialogare efficacemente con i reparti». In questo senso, viene riconosciuto alla direzione generale lo sforzo di ridisegnare l’assetto organizzativo, con la disponibilità dei sindacati a collaborare affinché il sistema funzioni.

«Sostenere gli sforzi della Direzione Generale è una scelta pragmatica – concludono CISL FP, SILC e Nursind –. La stabilità dei vertici aziendali è fondamentale per evitare che il personale continui a lavorare per anni in condizioni di emergenza. Non ci interessano le bandierine politiche, ma garantire ai nostri iscritti ambienti di lavoro dignitosi e sicuri».

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