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Il Pascale a Sant’Agata, FdI soddisfatto: ‘Ma sia viatico per futura assistenza sanitaria emergenziale’

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“La Delibera n.288 del 16 maggio scorso con la quale la Giunta Regionale ha stabilito che l’intero secondo piano del Presidio Ospedaliero Sant’Alfonso di Sant’Agata de’ Goti venga destinato alla Fondazione G. Pascale dell’omonimo Ospedale napoletano con l’utilizzo di ben 24 posti letto ad uso polispecialistico, ovvero per attività chirurgica, oncologica e clinica è notizia alquanto rassicurante per il presidio ospedaliero del nostro territorio. Rassicurante perché aliena quel tormentato immaginario di una cattedrale nel deserto ma soprattutto alimenta speranze di rinascita e risorgimento di quello che sembrava oramai una ipotesi quasi certa di riduzione del servizio assistenziale alle sole formule ambulatoriali di specialistiche di vario genere”. Così in una nota Serino Cesare del Circolo FdI di Sant’Agata de’ Goti.

“Non può infatti il Sant’Alfonso rimanere una cattedrale nel deserto, perché è una potenziale struttura predisposta non solo per una vasta utenza, ma soprattutto fornita dell’essenziale standard di emergenza sanitaria tale da garantire qualunque tipo di evento da codice rosso. Non possiamo attenerci ad analisi dati statistici fondati su elementi riduttivi: se fosse stato attivato un DEA di secondo livello gli elementi statistici sarebbero stati diversi, in quanto il Presidio Ospedaliero Sant’Alfonso è baricentrico per un potenziale bacino d’utenza che abbraccia ben tre provincie, ovvero tre valli, la caudina, la isclero e la telesina. Ben venga pertanto questa apertura al Pascale, purché divenga quel viatico garante di futura certezza di assistenza sanitaria emergenziale per una popolazione non da meno rispetto a chi beneficia dei massimi livelli assistenziali”.

In merito alla notizia, anche il consigliere di maggioranza di Fratelli d’Italia, della città di Sant’Agata de’ Goti, Michele Iannotta, ritiene che “quanto fatto in regione sia un notevole passo in avanti, nutrendo al tempo stesso scetticismo per il futuro. Suddetto atto condiviso in giunta regionale, da ossigeno e placa paure e insicurezze che affliggevano tutti, un piccolo segnale di interesse concreto, ci auspichiamo che non sia solo l’unico segnale, ma l’inizio…”.

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