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Le tradizioni liturgiche del passato: i rotoli miniati dell’Exultet

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Domani, alle ore 19.00, presso la chiesa di Santa Sofia in Benevento, la prof. Luisa Nardini – assistente di Musicologia presso l’Università del Texas-Austin – ed il prof. Thomas Forrest Kelly – docente di Storia della musica presso l’Università di Harvard e massimo esperto di canto beneventano – saranno i protagonisti di Charta Cantat. I rotoli miniati dell’Exultet Beneventano.

La serata, una conversazione con i due docenti co-organizzata dal Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazioni – Fondo Edifici di Culto della Prefettura e dall’Inner Wheel Club di Benevento, con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Benevento, sarà una nuova occasione di conoscere, o approfondire, una delle più antiche tradizioni liturgiche del nostro passato.

Aperta dai saluti di Maria Gabriella Della Sala – Direttore Conservatorio -Anna Amalia Villaccio – Presidente Inner Wheel – Achille Mottola – Presidente Conservatorio – Raffaele Del Vecchio – Assessore alla Cultura Città di Benevento – Carlo Falato – Assessore alla cultura Provincia di Benevento – Michele Mazza – Prefetto di Benevento – la serata sarà incentrata sulla descrizione, fatta dai due specialisti, dei vari aspetti che caratterizzano i rotoli miniati dell’Exultet, rotoli decorati, utilizzati per la benedizione del cero nella veglia pasquale.

Benevento, centro della Longobardia minore, fu sede di alcuni scriptoria, luoghi annessi ai monasteri dove venivano prodotti codici contenenti un proprio tipo di scrittura e un proprio linguaggio musicale, che esplicavano una liturgia e un calendario liturgico tipicamente beneventano, che perdurarono per oltre cinque secoli.

Con il termine exultet, in particolare, si designava sia la forma di benedizione del cero pasquale, sia il rotolo pergamenaceo sul quale questa si trascriveva nell’Italia meridionale. Tra il X e il XIV secolo, il canto liturgico con cui il diacono annunciava al clero e ai fedeli il mistero della redenzione, venne copiato su fogli di pergamena cuciti tra loro in modo da formare dei rotoli. La particolarità, e ricchezza, di questi rotoli è sicuramente rappresentata dal fatto che il testo scritto è affiancato da neumi – note che ne indicano l’andamento melodico – e da una serie di miniature tratte dall’Antico e Nuovo Testamento che ne illustrano il contenuto e il significato. A partire dall’ XI secolo scrittura e miniature vengono collocati in direzione opposta, in modo tale che ciò che veniva cantato dal diacono potesse essere compreso dai presenti attraverso le immagini che apparivano lentamente, mentre il rotolo veniva svolto.

Il prof. Kelly, nel corso di decenni di studio, ha elencato che di ventotto rotoli di Exultet, ben tredici conservano melodia e testo beneventano.

A conclusione della serata, il coro “Santa Cecilia” della Cattedrale di Benevento, diretto dal M° Mons. Lupo Ciaglia, eseguirà brani tratti dai cod. 40 e 21 – conservati presso l’Archivio Capitolare di Benevento: liturgia della Settimana Santa, Veglia di Pasqua con l’Exultet, Doxa/Gloria, Messa dell’Assunzione, Antifona di S. Barbato, Dodici Santi Fratelli, Tutti i Santi.

Il canto beneventano, la scrittura beneventana, sono un patrimonio di inestimabile valore, purtroppo ancora poco conosciuto, e tutelato, dai beneventani. Ogni anno, la “biblioteca” Capitolare, dove sono conservati il maggior numero di codici di tale tradizione, è meta di studiosi provenienti da diverse nazioni, spinti dal desiderio di vivere l’emozione di vedere e studiare questo immenso tesoro. Forse anche noi dovremmo imparare ad apprezzare e valorizzare un tale patrimonio, e sostenere quanti, Arcidiocesi e Conservatorio, stanno cercando di tutelare un patrimonio invidiatoci da tutto il mondo.

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