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San Gorgio del Sannio, polemica di Maio (M5s) sulla sede del Coc

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“Con la delibera n. 178 del 26/10/2016, pubblicata venerdì 4 novembre, la Giunta comunale ha deciso che il COC (Centro Operativo Comunale), ovvero la cabina di regia operativa in caso di calamità, si riunirà nella ex Casa comunale di Viale Spinelli e non nella sede municipale di Piazza Municipio, come invece stabilito dal Piano di Protezione civile approvato dal Consiglio comunale il 30 dicembre 2015.

La Giunta Pepe (assente l’assessora Barletta) – scrive Francesca Maio, portavoce M5S San Giorgio del Sannio – motiva il provvedimento con la mancanza nella attuale sede municipale di spazi idonei ad accogliere una sala operativa propria, che andrebbe ad interferire con le canoniche attività istituzionali. A ciò si aggiungerebbe, a detta dell’Esecutivo, la mancanza di spazi esterni atti ad accogliere i mezzi pesanti destinati alle attività di soccorso e messa in sicurezza della popolazione civile. La Giunta pertanto stabilisce che la sede del COC sarà l’ex Casa comunale sita al Viale Spinelli, così modificando significativamente il Piano di Protezione civile per il quale il Comune è stato beneficiario di apposito finanziamento regionale da 30 mila euro (aspetto sul quale torneremo nei prossimi giorni).

Ma come è ben noto a tutti i cittadini sangiorgesi, – continua l’esponente del M5s – la vecchia Casa comunale versa in evidenti e conclamate condizioni di degrado, non semplicemente di carattere estetico ma anche strutturale se è vero, come è vero, che l’amministrazione guidata da Ricci ne decretò la non agibilità costringendo all’abbandono le numerose associazioni che vi avevano trovato ospitalità. Per un certo periodo lo storico immobile fu persino transennato ed interdetto ad ogni accesso.

Ci chiediamo dunque: le condizioni che avevano portato alla dichiarazione di non agibilità sono state definitivamente superate, tanto da permettere all’attuale amministrazione di eleggervi la sede di un organismo di capitale importanza nel malaugurato caso di eventi calamitosi? Tale aspetto non viene minimamente chiarito nel deliberato del 26 ottobre scorso che si limita a depennare la precedente indicazione. E se le condizioni che avevano portato alla momentanea inservibilità della struttura sono state finalmente risolte, come ci auguriamo, per quale ragione l’immobile ex Casa comunale figura ancora nel Piano triennale delle opere pubbliche con un progetto riguardante la sua messa in sicurezza?

A noi – spiega – non risulta affatto che lo stato di “salute” della vecchia Casa municipale sia molto migliorato da quando si decise l’interdizione della struttura e l’allontanamento delle associazioni. Chiediamo pertanto alla Giunta Pepe, segnatamente all’assessore delegato, il vicesindaco Giuseppe Ricci che non risulta aver relazionato in merito, di fare chiarezza su questo “mistero buffo (e inquietante)”: la struttura in questione è agibile o non agibile? Come è possibile che una struttura sia inagibile con un’Amministrazione ed improvvisamente diventi abile ed arruolabile per i subentrati amministratori?

E’ evidente – conclude la nota – che non considereremo sufficienti generiche rassicurazioni da parte degli amministratori che, invece, farebbero bene ad esibire le dovute certificazioni comprovanti la fruibilità dell’immobile designato. Sarebbe inoltre opportuno, se non altro per favorire la più ampia partecipazione possibile su un tema tanto sentito dalla popolazione, che l’argomento venga discusso quanto prima in Consiglio comunale, così da ottenere il duplice risultato di pubblicizzare i contenuti del Piano di protezione civile e fornire le attestazioni inerenti la agibilità della già sede municipale.

Senza alcun allarmismo, vogliamo semplicemente fare chiarezza in questa assurda faccenda che non può esaurirsi disinvoltamente in una frettolosa riunione di Giunta. In tal senso annunciamo la presentazione di una apposita interrogazione”.

 

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